27 febbraio 2011

Cassata e Tomasello: un’accoppiata di tutto “rispetto”


Ho appreso dalla stampa della“convenzione” firmata dal Rettore dell’Università di Messina, Franco Tomasello, e dal Procuratore generale presso la Corte d’appello della città dello Stretto, Antonio Franco Cassata, per una serie di “tirocini” di formazione e orientamento destinati ai laureati messinesi, che dovrebbero imparare qualcosa frequentando addirittura l’ufficio di Cassata, cosicché sarà divertente scoprire i nomi dei prescelti: mica potranno essere degli eretici che spiattellino all’esterno le frequentazioni di sua eccellenza. Una buffonata colossale a spese pubbliche, a mio modesto parere ideata ad hoc per lanciare un messaggio neanche troppo subliminale a quei giudici che si devono occupare del pluriimputato Tomasello. Che sappiano che il pluriimputato è amico mio, sembra dire Cassata nella foto ufficiale. Non che fossero in molti a ignorare quell’amicizia ma non sia mai ci fosse qualche giudice distratto sulle frequentazioni di palazzo!

Il Rettore Tomasello, come ricorderete, è protagonista di una serie di scandali giudiziari tutti inerenti al suo ruolo e a quello della moglie, anch’essa imputata davanti ai giudici messinesi.

A tale proposito, è sempre bene ricordarlo, i giudici del Tribunale del Riesame nel provvedimento di conferma della prima sospensione per Tomasello, ne denunciarono l’“allarmante ostinazione manifestata nella conduzione clientelare della propria carica” e la “pericolosa quanto diffusa inclinazione alla rimozione assoluta del disvalore morale insito nelle condotte in esame ed alla sua sostituzione con un atteggiamento di compiaciuta, disinvolta ed opportunistica solidarietà rispetto al beneficiario dell’abuso, che poco giova al prestigio e all’autorevolezza dei pubblici uffici coinvolti in simili dinamiche”.

Mentre nel secondo caso il pronunciamento del gip è ancora più duro:

Il Tomasello utilizza la sua autorevole posizione di Rettore presso l’Università degli Studi di Messina per intervenire, abusando dei propri poteri nell’assegnazione di incarichi e posti di lavoro. La sua gestione della cosa pubblica, lungi dall’essere improntata a regole di trasparenza ed imparzialità, è invece molto più ‘pragmaticamente’ mossa dalle esigenze di favorire chi può evidentemente ricambiare. La logica dello scambio reciproco, che inquina la sua azione amministrativa ed esprime una disinvoltura non comune, porta a ritenere concreto il pericolo di reiterazione del reato”.

La “convenzione” con Cassata è quindi un chiaro atto della sua strategia difensiva.

fonte: http://www.soniaalfano.it/

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