8 febbraio 2011

Franco Mineo PM chiede rinvio a giudizio


Il PM Piero Padova sta per chiedere il rinvio a giudizio di Franco Mineo, vicecapogruppo all’Ars di “Forza del Sud”, per concorso esterno in associazione mafiosa. Ecco le carte sulle “relazioni pericolose” del deputato.

Ufficialmente deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e titolare di un’agenzia assicurativa, in realtà, Franco Mineo, secondo i magistrati della Dda di Palermo, sarebbe il prestanome di Angelo Galatolo, reggente della cosca dell’Acquasanta di Palermo. Mineo all’interno dell’Ars ricopre l’incarico di componente della Commissione Ambiente e Territorio e della Commissione per la Revisione e Attuazione dello Statuto della Regione Sicilia. In passato è stato anche membro del Consiglio Comunale di Palermo. Ha ricoperto il ruolo di Assessore con delega ai Mercati e agli interventi abitativi, alla Protezione Civile e alla Fiera del Mediterraneo. E’ considerato il delfino di Gianfranco Miccichè, l’ideatore del neonato movimento autonomista “Forza del Sud”. Un progetto al quale Franco Mineo ha aderito. E a soli due giorni dalla nascita di “Forza del Sud” arriva l’indagine e il sequestro preventivo di alcuni beni intestati a Mineo. Che secondo gli investigatori apparterrebbero al boss palermitano Angelo Galatolo.


Gli immobili sotto la lente d’ingrandimento della magistratura sono tre: due in Via Don Orione e uno in Via Ruggero di Loria. Acquistati, nel luglio 2005, da Mineo per la somma di 321.450 euro. Si tratta di immobili utilizzati per attività commerciali, «redditizi anche sotto il profilo della riscossione dei canoni d’affitto» scrive il gip che ha firmato l’ordinanza di sequestro. Negli immobili di proprietà del Deputato Mineo si trovano il “Bar Esedra”, il negozio di abbigliamento “Vegard” -cui è associata la dicitura “COMPRA ANGELO G”- e la merceria “COMPRA BIONDO”.

I gestori delle attività commerciali pagavano un canone mensile a Mineo, il quale, secondo i pm, avrebbe girato l’incasso ad Angelo Galatolo. Il boss si recava spesso negli uffici della “Progress”’, l’Agenzia assicurativa di Mineo. Incontri e conversazioni che sono stati intercettate dagli investigatori.

«Zio Angelo», così il Deputato regionale chiamava Angelo Galatolo quando si presentava nel suo ufficio. All’interno dell’ufficio ad ascoltare i dialoghi dei due presunti complici le microspie. Che captano anche una scena singolare. Dopo che Mineo ha contato i soldi li consegna nelle mani di Galatolo che li mette in una busta di plastica, quelle della spesa. E Mineo avrebbe commentato: «che hai comprato la frutta?.».
Mineo e Galatolo s’incontrano spesso. E nell’ufficio di Mineo parlavano di tutto. Di attualità, di sport e di affitti. «3.200..» asserisce Mineo dopo avere contato i soldi dell’affitto ricevuti da uno dei gestori delle attività commerciali all’interno degli immobili posti sotto sequestro. Ma Galatolo storce il naso, troppo pochi secondo lui, «gli stessi, sono!?». Alle lamentele del boss, Mineo spiegava che aveva dovuto sostenere nuove spese, per una nuova registrazione del contratto di locazione in conseguenza di un cambio di intestatario. «No, mio tesoro, perchè se c’è il sub ingresso della signora devi andare a fare il coso a nome suo, per non fartelo apparire in banca personale», con queste parole il Deputato spiega al boss la procedura da applicare per le registrazioni dei contratti.
Queste e tante altre sono le intercettazioni che hanno portato il gip a decretare la misura preventiva di sequestro dei beni formalmente proprietà di Franco Mineo, in realta, secondo la Dda di Palermo, nella disponibilità reale del boss Angelo Galatolo.

Giovanni Tizian

Le relazioni pericolose di Mineo
Dalle indagini emergerebbero contatti tra il Deputato Mineo e Angelo Galatolo. Ma non solo. Mineo, come dichiara lui stesso durante una conversazione con Galatolo, si incontra con Pietro Magrì. Magrì è incensurato,ma è indicato dalla Dia come «personaggio vicino ad ambienti mafiosi». «Non è nuovo a contatti con ambienti mafiosi- scrivono i magistrati della Dda- Nel passato ha avuto numerosi contatti telefonici con lo Scotto Gaetano condannato all’ergastolo per la strage di via D’Amelio, e, come sopra riferito, è stato più volte osservato in compagnia di Scotto Pietro fratello del Gaetano condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti». Tra le intercettazioni spuntano anche riferimenti ad altri politici di cui però Mineo non fa il nome. Il Deputato di “Forza del Sud” critica la scelta di uno o più politici di essersi recati a casa dei Galatolo a mangiare e , li ritiene “locchi” (ndr. Stupidi). Secondo Mineo è una mossa rischiosa farsi vedere a casa del boss. E’ molto attento il deputato regionale. Senza perdere il senso dell’ironia. In occasione di una conversazione telefonica con Andrea Aiello, al quale Mineo spiegava di volerlo candidare e che avrebbe sostenuto le spese elettorale, il deputato scherza, come se sapesse di essere intercettato : «maresciallo io guadagno trecentomila euro l’anno con l’agenzia… non vorrei che il maresciallo pensasse… giusto?… trecentomila euro l’anno… dichiarazione dei redditi…venticinque appartamenti di proprietà…quindi maresciallo abbia pazienza… non è una vergogna essere ricchi».

LA REPLICA

“Il problema in questo momento è dimostrare la mia buonissima fede e la mia estraneità – ha detto Mineo -. Sfuggo questo mondo da sempre e da 30 anni lavoro facendo l’assicuratore. Tutto quello che mi viene contestato sarà oggetto di approfondimento dei miei avvocati per ritrovare la serenita’ e la dignita’ delle quali ho diritto. Sto organizzando il collegio di difesa e le mie deduzioni e dimostrero’ che in quegli incontri si diceva tutt’altro”.

fonte: http://www.sudpress.it/

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