15 marzo 2011

Lampedusa, 35 morti. Politici assenti


In trentacinque sarebbero morti, ancora in acque tunisine, appena partiti dal porto di Zarzis, in Tunisia: il loro barcone sarebbe affondato, due sere fa intorno alle 23. Di questi ragazzi soltanto in cinque si sarebbero salvati. Tirati su da un altro barcone, sono poi arrivati finalmente ieri sera alle 20,25 a Lampedusa. Dopo oltre 20 ore in mare. Questa l’ultima tragica vicenda che vi raccontiamo dall’isola dove in queste ore si susseguono gli sbarchi.

Un’altra imbarcazione di fortuna, con 112 migranti a bordo, è stata recuperata sempre ieri notte a sud di Lampedusa dalle motovedette italiane. Era quasi affondata, in centododici con l’acqua alle ginocchia. Sette di loro sono stati portati via dal porto con l’ambulanza, gli altri al Centro di accoglienza, ormai al collasso nella notte. Duemila persone al risveglio di Lampedusa sono accalcate là dentro.

Nella giornata di ieri abbiamo cercato di visitare anche l’isola, incontrare la sua gente, come quei ragazzi che hanno occupato una spiaggia in mattinata, per gridare in faccia allo Stato che esistono, nonostante qui non ci sia un cinema, una biblioteca, una discoteca, niente di niente. Italia svegliati, dicevano col cuore in gola, provando quasi gelosia per quei migranti al centro dell’attenzione e di cui tutti i media del mondo, armati di telecamere e taccuini, vengono qui a occuparsi.

Ma sono i primi a dire che “vanno accolti al meglio, non stiamo certo dalla parte di Borghezio eMarine Le Pen“, i due politici di Lega e Fronte nazionale francese arrivati ieri sull’isola e scappati dopo tre ore. Sul Fatto Quotidiano in edicola il racconto della giornata di ieri, con l’incessante approdo di barconi sull’isola. Tanti che in serata anche le forze dell’ordine al molo avevano rincunciato a tenere i conti.

Non può, in una giornata così, non venire in mente quella scena di “Aprile”, Nanni Moretti a Brindisi:”Primavera ’97. Siamo qui perché nel mare qui davanti, tre giorni fa, sono morti sembra 89 albanesi, che volevano arrivare in Italia. (…) Stiamo aspettando perché forse, nonostante quello che è successo, verrà un’altra nave dall’Albania. (…) E poi il fatto che in questi giorni qui non sia venuto nessun dirigente della Sinistra è il sintomo della loro assenza poltica, ma soprattutto della loro assenza umana. A loro non gliene importa niente. Io me li ricordo alla Fgic, negli anni ’70, stavano tutti i pomeriggi a vedere Happy Days, Fonzie… non c’entra però c’entra”.

Caro Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, caro Nichi Vendola, caro Antonio Di Pietro, non ripetete quell’errore. Venite a Lampedusa. Parlate con i lampedusani, ascoltate i pescatori mentre vi elencano i loro problemi, gli albergatori senza clienti a causa del “terrore dell’immigrato”, i giovani senza prospettive ma con molti sogni, i migranti al Centro. Evitate, se deciderete di venire, vergognose visite-lampo come quella di Borghezio e della signora Le Pen ieri. Fatevi vivi. Qui aspettano. Non per sempre però.



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