13 aprile 2011

Bankitalia/Studio interno, allarme banconote 500 per riciclaggio. Ottenuto da Bloomberg: “Strumento ideale per pagamenti illegali”


La Banca d’Italia è preoccupata per l’alta diffusione delle banconote da 500 euro, uno strumento di ideale per il riciclaggio del denaro da parte della criminalità organizzata, per i terroristi e gli evasori fiscali. L’allarme è contenuto in uno studio interno di Via Nazionale – ottenuto dall’agenzia Bloomberg – è motivato dalle stesse caratteristiche di questo strumento di pagamento: una borsa ventiquattro ore può contenere fino a 6 milioni di euro in banconote da 500 mentre una cassaforte di 45 centimetri può stiparne addirittura 10 milioni di euro.

“L’alta diffusione del biglietto da 500 euro – si legge nello studio, un documento di 15 pagine preparato nello scorso anno dall’unità d’intelligence finanziaria di Via Nazionale – costituisce un motivo di possibile preoccupazione sia in termini di lotta al riciclaggio che di lotta al terrorismo finanziario”. Anche perchè

“il contante è lo strumento ideale per i pagamenti illegali e per i movimenti di fondi”
. E questa “banconota di elevato valore semplifica la gestione logistica di forti somme di denaro”. Insomma, secondo l’intelligence di Via Nazionale i pericoli legati all’uso della banconota da 500 euro potrebbero “meritare attenzione delle autorità monetarie e delle istituzioni che combattono il riciclaggio di denaro sporco e il terrorismo”.

Il documento potrebbe rafforzare gli argomenti delle forze dell’ordine, desiderose di eliminare la banconota da 500 euro, la seconda al mondo per valore tra le divise più scambiate a livello internazionale. La banca centrale europea ha riesaminato la denominazione delle sue banconote nel 2005 e non ha alcun progetto – afferma un portavoce della Bce interpellato da Bloomberg – di cambiare la struttura della propria divisa. Ma documenti come quello di Bankitalia potrebbero rialimentare il dibattito in occasione della prossima revisione.

L’Italia possiede una delle maggiori economie ‘sotterranee’ d’Europa che, secondo il rapporto Censis del 2008 ‘pesa’ il 19% del Pil, pari a circa 300 miliardi di euro. E la criminalità organizzata, i maggiori ‘riciclatori’ di denaro del Paese, preferiscono le bamconote di taglio elevato che rendono possibile il trasporto di somme elevate di contante in poco spazio, ha dichiarato a Bloomberg Maurizio De Lucia, un magistrato che ha partecipato alla caccia e alla cattura del superboss mafioso Bernardo Provenzano nel 2006.

articolo pubblicato il 20 aprile 2010 (Apcom)

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