18 aprile 2011

Barcellona, nuovo sequestro di beni a Rosario Cattafi: i retroscena

Messina, 14.04.2011

Altri sette immobili, per circa 2 milioni di euro, sequestrati dal GiCo delle Fiamme Gialle nell'ambito dell'inchiesta sugli affati dell'avvocato Cattafi e la società DiBeCa.
Il Gico della guardia di finanza ha sequestrato a Barcellona Pozzo di Gotto sette immobili, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni e mezzo di euro, ritenuti riconducibili all'avvocato Rosario Pio Cattafi,
di 59 anni.


Il provvedimento, firmato dal Tribunale misure di prevenzione su richiesta del sostituto della Dda, Vito Di Giorgio, va ad aggiungersi al sequestro di beni per 7 milioni già eseguito lo scorso 30 marzo.




Con questa misura il patrimonio complessivamente sottratto a Rosario Pio Cattafi ammonta a quasi 10 milioni di euro.

Sotto chiave stavolta sono finiti una cassetta di sicurezza intestata al figlio Alessandro presso la Banca Popolare del Mezzogiorno e sette immobili intestati alla Di Beca Sas di Ferdinanda Corica, moglie del commercialista Stefano Piccolo e rappresentante legale dell'impresa riconducbile a Cattafi, di cui il figlio Alessandro è il maggiore azionista.
Il provvedimento bis, che sarà discusso per la confisca il 14 giugno prossimo, insieme al sequestro precedente, riguarda in pratica i beni che sono "saltati fuori" nel corso dell'esecuzione del provvedimento dello scorso marzo.
Rosario Cattafi, sotto sorveglianza dal 2000 al 2005, è secondo gli investigatori il rappresentante barcellonese di un centro di potere molto forte, dove si intrecciano criminalità, massoneria, servizi segreti e settori dell'eversione nera. Ipotesi che in alcuni casi non hanno retto al vaglio processuale. Uno dei comprimari delle inchieste che lo hanno coinvolto è il noto trafficante d'armi messinese, Filippo Battaglia. Per molti Battaglia è in affari con il boss catanese Nitto Santapaola, latitante a Barcellona all'inizio degli anni '90. E sulla fine della latitanza dorata del boss catanese nella zona del Longano si muovono i contatti di Battaglia con parte dei servizi.
Gli affari più recenti di Cattafi hanno invece richiamato l'attenzione della magistratura a Barcellona, dove la Di Beca, la società di famiglia, sta portando avanti un contestato e molto importante progetto, quello del parco commerciale. Un progetto che ha visto coinvolta la Grande Distribuzione Meridionale di Milano, sponsor del progetto del mega centro commerciale dello Zen a Palermo. La GDM sarebbe stata coinvolta nelle fasi relative alla concessione, dopo il progetto e la trattativa sono rimaste in mano alla Di Beca, proprietaria di parte dei terreni.
Ora all'impresa sono stati posti i sigilli, mentre sul progetto, dal cambio di destinazione d'uso delle aree alle licenze, indaga la procura di Barcellona.


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