17 giugno 2011

Loggia P4, il gran dossier preparato per Letta

Luigi Bisignani

di Marco Lillo 16 giugno 2011

Ai domiciliari Bisignani: "Lo informavo di notizie giudiziarie raccolte dal Pdl Papa

La magistratura di Napoli ieri ha ordinato l’arresto due uomini chiave del sistema di potere berlusconiano: il deputato Alfonso Papa (per il quale è stata richiesta l’autorizzazione al Parlamento per l’esecuzione dell’arresto in carcere che verrà discussa il 22 giugno prossimo, relatore il Pdl Francesco Paolo Sisto) e Luigi Bisignani (finito ai domiciliari), il lobbista più influente della seconda repubblica. Il caso P4, deflagra dopo la debacle elettorale e rischia di dare il colpo di grazia al premier. I nomi citati nell’inchiesta (non indagati) sono di primissimo piano a partire da Gianni Letta, che emerge dai verbali di interrogatorio del suo consigliere occulto come il beneficiario finale del lavoro di intelligence della P4. Bisignani il 9 marzo scorso ha detto ai pm: “Informavo il dottor Letta delle informazioni comunicatemi da Alfonso Papa, e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante il Verdini (l’indagine sulla cosiddetta P3, ndr), come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (e cioè il Letta) e il Chiorazzo (indagine del pm Woodcock sugli appalti alla galassia della cooperativa La Cascina, vicina a Comunione e Liberazione, svelata dal Fatto nel suo primo numero, ndr)”. Non sarà un caso se ieri sera Gianni Letta è salito a Palazzo Grazioli per un colloquio con Berlusconi.

I pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio ipotizzano un’associazione a delinquere segreta vietata dalla legge Anselmi che mirava a condizionare gli organi dello Stato. Oltre a Bisignani, un simbolo del potere occulto italiano divenuto famoso ai tempi dell’iscrizione alla P2, condannato per la maxitangente Enimont e ad Alfonso Papa, già direttore generale del ministero della giustizia e ora deputato del Pdl, farebbe parte dell’associazione – secondo i pm – anche il maresciallo del Ros dei Carabinieri Enrico La Monica, sfuggito all’arresto poichè è rimasto in Africa dove si trovava già dal dicembre del 2010, quando era stato perquisito.

Cosa contestano i magistrati napoletani alla P4? L’associazione avrebbe raccolto informazioni segrete per uno scopo triplice: il primo era la ormai famigerata “macchina del fango” usata “per infangare ovvero per poter poi ricattare e esercitare indebite pressioni sui medesimi esponenti delle istituzioni”. Il secondo scopo era quello classico della “soffiata” cioé il favoreggiamento degli uomini potenti indagati. Infine il terzo scopo era ottenere denari e favori dagli imprenditori coinvolti nelle indagini”. Esiste poi un secondo filone che resta segreto. Un capitolo della richiesta di arresto porta un titolo che fa tremare i palazzi romani: “Il potere relazionale e di influenza del sodalizio. L’associazione segreta di cui alla legge cd ‘legge AnseImi’. I rapporti con Gianni Letta e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quelli con l’Eni, con altri esponenti del Governo, con i vertici dei servizi di sicurezza, con la Rai, con Dagospia”. Un obiettivo investigativo che, a parte Dagospia, un po’ fuori luogo in un simile consesso, è tra i più alti prefissati in un’indagine penale.

Talmente alto che lo stesso Gip Luigi Giordano ha disposto gli arresti solo per le contestazioni inerenti gli episodi di favoreggiamento agli indagati ma è parso perplesso sull’associazione a delinquere ex legge Anselmi. Il Gip scrive: “Il giudicante ritiene che detto materiale non debba essere particolarmente approfondito ed illustrato, avendo gli stessi pubblici ministeri precisato che l’ipotesi accusatoria “non è ancora supportata da gravi indizi di colpevolezza”. La pista comunque sarà approfondita dalla Procura di Roma, alla quale i pm Woodcock e Curcio trasferiranno per competenza il fascicolo con le intercettazioni il cui contenuto era già stato svelato dal Fatto nei giorni scorsi. In particolare i colloqui di Bisignani con l’ex direttore generale Mauro Masi su Michele Santoro e Annozero o quelli inerenti l’incontro tra Massimo D’Alema e il neonominato capo dei servizi segreti Adriano Santini.

Un capitolo importante dell’inchiesta riguarda la candidatura di Alfonso Papa. I pm hanno ipotizzato la corruzione, ma la contestazione è stata respinta dal Gip Giordano, perché Papa avrebbe fornito a Bisignani notizie sull’inchiesta della Procura di Napoli che lo riguardava insieme alla sua amica Stefania Tucci (ex moglie di Gianni De Michelis) in cambio di un intervento di Bisignani sui vertici del Pdl. Gianni Letta ha raccontato ai pm: “Del Papa e delle sue aspirazioni politiche mi parlò anche il Bisignani. lo rappresentai tale aspirazione del Papa a Berlusconi, che mi disse che aveva ricevuto molte altre sollecitazioni su Papa”. Bisignani ha poi aggiunto che “Verdini cominciò a stringere i suoi rapporti con il Papa, che fino a quel momento aveva calcolato poco, da quando il Papa stesso cominciò a proporre il suo interessamento e la sua possibilità di intervento sulle vicende giudiziarie che riguardavano lo stesso Verdini”. L’indagine di Woodcock e Curcio prometteva bene. Peccato che sia stata stroncata da una fuga di notizie a ottobre del 2010. Chi è la talpa? Bisignani ha risposto così: “Un giorno l’onorevole Bocchino, mio caro amico, mi disse di avere appreso che Papa era indagato e che a Napoli c’era una indagine … io rappresentai immediatamente tale circostanza al Papa e il Papa successivamente fece ulteriori accertamenti verificando la fondatezza di tale notizia”. Bocchino, in un confronto con Bisignani davanti ai pm, ha negato tutto. E i magistrati stanno indagando.

da il Fatto quotidiano del 16 giugno 2011
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.