1 giugno 2011

Palermo, la mafia nel metrò

E la mafia scava il metrò, sotterranea, in cunicoli ombrosi di corruzione, infiltrandosi nella gestione degli appalti che costruiscono e divorano Palermo. La Direzione investigativa antimafia del capoluogo siciliano ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Riccardo Ricciardi, a carico di Andrea Impastato, 63enne di Cinisi, sorvegliato speciale e imprenditore edile nel settore del calcestruzzo, ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa.

E’ accusato di avere gestito affari e imprese nell’interesse degli esponenti di vertice dell’associazione mafiosa, tra i quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, ottenendo, in tal modo, il sostegno per l’inserimento delle proprie societa’ in alcuni tra i piu’ importanti lavori pubblici svolti nelle zone della provincia di Palermo, tra i quali i lavori per il porto di Balestrate e quello per il passante ferroviario, quest’ultimo (appaltato per un miliardo di euro!)è stato assegnato a un consorzio di imprese guidato dalla spagnola Sacyr e da due aziende torinesi, la Ing General Contractor e la Sipal.

Le indagini sono scaturite da un “pizzino” di Lo Piccolo a Provenzano, ritrovato cinque anni fa, con cui il capomafia palermitano informava il padrino di essere in affari con Impastato per la cosiddetta metropolitana di Palermo e lo invitava a segnalargli persone o imprese a lui vicine interessate alla produzione di calcestruzzo.

“Lo informo, che siccome in breve (forse in aprile) dovrebbe iniziare la metropolitana che è un grosso lavoro e quindi le volevo chiedere che se le interessa qualche calcestruzzi di fare lavorare me lo faccia sapere che la inserisco nel consorziato che sto facendo con Andrea Impastato. In merito attendo sue notizie”,
recitava il pizzino.

Per i magistrati, l’esito dell’inchiesta conferma quanto sia importante per l’economia criminale in Sicilia il flusso di denaro proveniente da appalti, materiali per l’edilizia e cave. Una prassi che si può combattere solo con l’inasprimento dei controlli da parte delle aziende che si aggiudicano appalti nei confronti di quelle sub-appaltanti, prima che una colata di calcestruzzo criminale soffochi quel che resta del libero mercato a Palermo.

fonte: http://www.narcomafie.it/

(m.zol)


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