27 giugno 2011

"A SCHIENA DRITTA", cronache dall'ultima guerra di cosa nostra, di Pietro Orsatti



Pubblico di seguito alcuni stralci tratti dal libro "A SCHIENA DRITTA", Cronache dall'ultima guerra di cosa nostra. Prefazione di Sergio Nazzaro
ed. SOCIALMENTE 2009

“E' la moglie di Totò, Antonietta, sposata a Salvatore Riina dal 1974 in latitanza, è la sorella minore di Calogero e Leoluca Bagarella, ed è stata anche la prima donna incriminata per reati mafiosi. Nel periodo di carcerazione del figlio avrebbe mantenuto in piedi lo scheletro degli affari di famiglia. La presenza del clan Riina è quindi garantita. E questa famiglia ha pesato e continua a pesare in questo territorio già arroventato dalle rivalità fra Domenico Raccuglia e Matteo Messina Denaro.
Anche perché Totò Riina è formalmente, ancor oggi, il capo di Cosa Nostra.”
“Il potere della Mafia ha due facce: una finanziaria l’altra militare. Una sola Mafia, due volti. Cosa Nostra, pur mantenendo intatta la sua capacità,violenta, di potere coercitivo e controllo anche militare del territorio, ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti della finanza internazionale. La Mafia deve riciclare, far muovere il denaro, investire, diversificare. Usando qualsiasi mezzo sia legale che illegale. «Nel solo 2005 sono transitati, attraverso i money transfer italiani, come rimesse effettuate dagli immigrati, circa 1,4 miliardi di euro, a fronte dei 750 milioni di euro del sistema bancario ufficiale che, nella maggioranza dei casi, non si sa da dove provengano e dove vadano a finire - prosegue la relazione Forgione -. Ebbene, 400 agenzie di trasferimento di denaro completamente abusive sono state scoperte sulla base dell’indagine Easy money iniziata dalla Procura di Ancona, quasi tutte localizzate in quel territorio. Emerge che, in
questo movimento di denaro, l’Italia è seconda al mondo dopo gli Stati Uniti. Causa di ciò è stata rintracciata nella possibilità di operare abusivamente in questo settore, per la difficoltà dei controlli dovuta alla proliferazione dei punti di raccolta».

E la politica non ha ancora capito che combattere la Mafia è conveniente. Lo ha capito
Confindustria. Tutto mi sarei aspettato meno vedere la svolta di Confindustria». Perché Confindustria ha assunto questa posizione? «Non per ragioni ideali né morali. Ma
per l’etica della convenienza».

Ulisse scandisce con attenzione le parole. Vuole chiarire che lui è un “testimone” non un “collaboratore”.
«Testimone è un cittadino che assistendo a un fatto delittuoso si rivolge spontaneamente alla magistratura - spiega -. Un collaboratore, un pentito, è altro. Oggi siamo 71, a fronte di quasi un migliaio di pentiti».

“C’è anche chi, come l’imprenditore Domenico Noviello di Castelvolturno, sempre in Campania, ha denunciato il racket della Camorra, ha testimoniato, ha fatto condannare dei criminali e poi, dopo tre anni, si è visto sospendere la protezione. Per poi essere ucciso il 16 maggio per strada. Lo Stato se l’è cavata con una corona di fiori.” “Al testimone, in pratica, vengono forniti soldi e beni materiali, dopo di chè questi deve mimetizzarsi con l’ambiente circostante». Un’inchiesta promossa da un comitato interno alla Commissione ha invece rivelato come, dopo un momento di assistenza iniziale, il teste viene “abbandonato” in balia di se stesso e delle sue esigenze familiari, lavorative e sociali.”
“Anche le forze dell’ordine mostrano preoccupazione per questa fase. «La Mafia non ha ceduto il passo nonostante i tanti arresti - spiega un funzionario della Digos di
Palermo - ma non illudiamoci che abbia perso la propria capacità militare. Abbiamo assistito a una fase di riorganizzazione, ma la criminalità continua ad avere una grande capacità e velocità di ristrutturazione».

“Dopo i grandi arresti, da Bagarella a Riina e Provenzano fino a quello più recente dei Lo Piccolo, i figli, i nipoti, i cugini dei boss in carcere stanno riprendendo il controllo capillare dei territori, ripristinando “il rispetto” e il business.”

“E Castellammare del Golfo è il centro, è il porto dei feroci clan vincenti dei Corleonesi, immune da ogni indagine o ingerenza dello Stato nella quotidianità mafiosa fino a diventare addirittura luogo di vacanza di latitanti con al seguito l’intera famiglia. Tutto alla luce del sole.” “E il ruolo di Castellammare del Golfo nei traffici marittimi della droga, saldamente sotto il controllo del boss Matteo Messina Denaro, è ancora centrale». Questa la ricostruzione che fa il sostituto procuratore Sergio Barbiera dell’attuale situazione criminale. Qui si gioca la continuità della vecchia Mafia corleonese, l’eredità dei rampolli dei Riina e dei Vitale, dei Bagarella e dei Messina Denaro.
Qui, oggi, si gioca la riorganizzazione di Cosa Nostra.
E non è un caso che in questo triangolo di territorio (Partinico-Borgetto, Corleone, Castellammare del Golfo) si continui ad ammazzare.”

“L’arresto dei Lo Piccolo ha solo rallentato la riorganizzazione del traffico, che oggi in molti indicano come “fiorente”. E si inserisce anche una novità organizzativa non da poco conto: la manovalanza dei clan non si ricerca solo fra i “picciotti” iniziati a Cosa Nostra, ma entrano in gioco anche “stranieri” (immigrati a basso costo) e persone esterne all’organizzazione. Anche per il narcotraffico, a quanto sembra, iniziano a valere le regole della globalizzazione e delle “esternalizzazioni”.

“Il pentito di Mafia Antonino Giuffrè, fino al 2002 componente della “cupola” di Bernardo Provenzano, ha dichiarato ai magistrati:
«Allo stato attuale Trapani e in particolare il paese di Castellammare del Golfo rappresentano una delle zone più forti della Mafia, non solo perché la meno colpita dalle forze dell’ordine, ma soprattutto perché punto di riferimento non solo di traffici normali, come droga e armi, ma anche luogo dove si incontrano alcune componenti che girano attorno alla Mafia. È un punto di incontro della massoneria, ma anche per i servizi segreti deviati».

“Trapani è una provincia che ha un numero di sportelli bancari impressionante, ben 177, una media di 0,4 ogni mille abitanti. Non a caso: è qui che Messina Denaro e Provenzano avviarono investimenti nel settore dell’ambiente e della gestione dei rifiuti.”
“Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare del Golfo nel trapanese arriva dopo l’azione ispettiva del ministero dell’Interno decisa a seguito dell’operazione “Tempesta”, coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dalla squadra mobile di Trapani. Un’inchiesta che ha portato, oltre che all’arresto di 23 presunti affiliati a Cosa Nostra, alla scoperta di connivenze tra Mafia e politica. Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti, tra gli altri, il dirigente e un funzionario dell’ufficio tecnico comunale, Antonio Palmeri e Vincenzo Bonventre.
Entrambi accusati “di abuso d’ufficio con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra, si sarebbero prodigati, secondo i magistrati, per concedere, in maniera illegittima, autorizzazioni edilizie
al presunto capomafia locale, Francesco Domingo, che aveva interessi nella ristrutturazione di un immobile, destinato a diventare struttura turistica.
Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche è emerso un quadro inquietante: i burocrati del Comune erano preoccupati non tanto di essere scoperti dalle forze dell’ordine, ma di non riuscire ad assecondare le pressanti richieste che provenivano dalla “famiglia” mafiosa.
Tre anni di commissariamento, l’intero quadro politico locale azzerato. Poi nuove elezioni. “Ora la domanda è: com’è possibile che venga eletto a sindaco “post commissariamento”, e con percentuale bulgara, un imprenditore che, stando agli atti processuali, per anni avrebbe pagato il pizzo a ben due clan mafiosi, rifiutandosi sia di denunciarli che di testimoniare al processo? Certe domande, ad agosto, sotto il sole di Sicilia, e con il paese pieno di turisti, non si fanno.”

“La Mafia sotto parecchi aspetti è il capitalismo del Sud. Uno può essere una persona educata, benpensante, istruita, avere studiato alla Luiss e allo stesso tempo essere un perfetto mafioso.” (Rosario Crocetta)

"Il successo degli investigatori ha portato alla luce anche un dato inquietante, in termini sociali, per l’intero territorio. Il quaranta per cento della popolazione giovanile compresa fra i 15 e i 23 anni dei due paesi era abituale cliente degli arrestati: droghe leggere (spesso coltivate in loco come dimostrato da decine di sequestri di campi negli ultimi mesi), ma anche cocaina proveniente dal mercato dei quartieri palermitani di Capo e Monte di Pietà. Il tutto in una zona che da quando si è iniziato a parlare di traffico internazionale di stupefacenti in Italia è al centro del sistema criminale. Ad Alcamo Marina è stata scoperta la più grande raffineria di eroina mai sequestrata nel nostro Paese e, a pochi minuti di macchina da Alcamo, a Castellammare del Golfo, per decenni molti pescherecci non trasportavano pesce ma morfina base che una volta raffinata veniva in parte ridistribuita sul mercato nazionale e per il resto finiva, grazie ai “cugini” di New York, sul mercato statunitense."

“Ninetta Bagarella, la madre di “Salvo”, è sorella di Calogero (morto nel 1969 nello scontro a fuoco della strage di viale Lazio a Palermo e guida carismatica con Liggio dei Corleonesi) e del sanguinario Leoluca. Da quando il marito Totò è in carcere “governa” gli interessi della famiglia. In molti la indicano come “la mente” che sta preparando nell’ombra l’ascesa del figlio. E Giuseppe Salvatore, ormai, sembra pronto.”
E l’attuale sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, eletto nelle liste di An ma continuatore della linea “per la legalità” dell’avversario Cipriani, è perfino più esplicito del suo predecessore: «Quando lo hanno scarcerato per decorrenza dei termini gli abbiamo detto pubblicamente che qui non lo volevamo - ci racconta nel suo studio mentre fuori il vento sembra voler strappare via le tegole dalle case del paese arroccato -. Non si può cedere, non in questo territorio. Bisogna creare il vuoto attorno a queste famiglie. Cosa Nostra vuole tenere questa terra nel sottosviluppo. È attraverso la povertà che la Mafia governa."

"Parliamoci chiaro: qui essere disoccupato non è un fatto temporaneo, qui la disoccupazione è un fatto cronico, che può accompagnarti tutta la vita. Faccio un esempio. Un “poverazzo” cammina per strada senza sapere cosa portare da mangiare ai propri figli, alla moglie. Incontra uno come “Salvo” che gli passa 2.000 euro e gli dice “vatti a prendere un caffè”. Il giorno dopo c’è un nuovo “picciotto”». E lo Stato? In quello che è l’Olimpo di Cosa Nostra l’unica macchina a disposizione dell’investigativa è una FiatPunto con 150.000 chilometri e che conoscono tutti. E i poliziotti, per loro stessa ammissione, fanno la lotta alla Mafia “per volontariato”.

Roberto Scarpinato -. La storia insegna che il vero potere non è quello che viene esercitato sulla scena dalle istituzioni, ma quello che viene esercitato nel fuori scena. In centinaia di processi penali, da “Tangentopoli” ai nostri giorni, quello che è venuto fuori è l’immagine della vera macchina del potere». Milioni di cittadini si sono resi conto che, mentre sulla scena pubblica veniva presentata a uso e consumo dei media una certa dialettica politica, poi nel “fuori scena” accadeva che troppo spesso esponenti di entrambi gli schieramenti si ritrovassero coinvolti nelle stesse vicende di gestione poco trasparente degli affari.”

PIETRO ORSATTI
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.