29 luglio 2011

ARTICOLO SU ATTILIO MANCA PUBBLICATO DALLA REDAZIONE ONTUSCIA CON RELATIVA SMENTITA DI GIANLUCA MANCA


Ancora nessuna decisione del Gip su Attilio Manca, l'avvocato Repici: “Al limite dell'abnorme”
mercoledì 27 luglio 2011 -

Sabrina Mechella
VITERBO - “Una situazione assurda, mai capitata prima”. E’ decisamente duro il commento dell’avvocato Fabio Repici, legale della famiglia di Attilio Manca, il giovane urologo trovato morto nella sua abitazione di Viterbo il 12 febbraio del 2004. Da quella morte, archiviata all’inizio come un suicidio,
ne è scaturita poi - dopo l’opposizione della famiglia dell’uomo - un’indagine che perdura ancora: il 16 luglio 2010 il gip Salvatore Fanti si riservò sulla decisione di archiviare o proseguire con l’inchiesta. A oltre un anno di distanza ancora nessuna pronuncia sul caso e l’avvocato Repici, che rappresenta la famiglia del giovane medico assieme alla collega Maria Rita Cicero, va giù pesante: “Il gip avrebbe dovuto pronunciarsi già da settembre - ottobre del 2010.
Lo stesso magistrato, un mese fa, aveva assicurato a un mio collega che la sua decisione sarebbe stata imminente. Ma ciò, a dispetto di quanto detto dal giudice, ancora non è avvenuto. Siamo al limite dell’abnorme”. Nell’udienza del 16 luglio, il pm Renzo Petroselli aveva chiesto che il caso fosse chiuso definitivamente. E, per la terza volta ormai, i familiari dello scomparso si sono opposti a questa istanza. I legali di Manca, infatti, avevano accusato apertamente il pubblico ministero, adducendo “incredibile inerzia che ha contraddistinto il suo operato, svolgendo solo supplementi di indagini ordinati dal gip”.
L’avvocato aveva escluso il coinvolgimento nella morte di Attilio Manca da parte degli indagati viterbesi. La famiglia del medico da sempre è convinta invece che a ucciderlo sia stata un’organizzazione siciliana, inscenando un finto suicidio. L’uomo avrebbe partecipato all’operazione alla prostata praticata al boss mafioso Bernardo Provenzano in una clinica a Marsiglia, in Francia. Era diventato, dunque, un testimone scomodo. Da eliminare.
La mattina del 12 febbraio del 2004 Attilio Manca, medico urologo siciliano in servizio all'ospedale viterbese Belcolle, viene trovato cadavere nella sua abitazione. L'autopsia effettuata dal medico legale affermerà che si è trattato di overdose da eroina. Il dottore, pur non essendo tossicodipendente abituale, di tanto in tanto assumeva alcune dosi di stupefacenti, recuperate sul mercato romano. In un primo momento si pensa alla morte accidentale o al suicidio, ma la famiglia ha sempre rifiutato categoricamente questa tesi.
I genitori di Attilio, nel frattempo, hanno denunciato pubblicamente fatti preoccupanti accaduti a loro danno nel maggio scorso: “Dopo la nostra denuncia che dietro l'omicidio di Attilio c'era la mafia e nella quale abbiamo fatto nomi e cognomi, è iniziata una vera persecuzione nei riguardi miei e di mio marito: qualcuno sta tentando di avvelenarci” ha affermato Angela Manca.
“La nostra abitazione è stata invasa da strane sostanze irritanti per le vie respiratorie, tanto che più volte siamo finiti al pronto soccorso per gravi problemi respiratori”. Repici, sull’argomento, ha confermato che i rilievi tecnici effettuati nella casa dei genitori di Attilio hanno costatato la natura dolosa dei fatti. Ma la famiglia, avendo denunciato alle autorità questi episodi, è stata sottoposta a protezione? “E’ stato consigliato loro di andarsene” ha risposto l’avvocato. “Da noi la mafia è più protetta di chiunque altro".
Link: http://www.ontuscia.it/news.php?extend.60289.1

Caso Manca, il fratello smentisce categoricamente: “Attilio non ha mai assunto stupefacenti”
giovedì 28 luglio 2011 -

VITERBO – (A.O.) - Di seguito la lettera di smentita a un articolo pubblicato dal nostro quotidiano il giorno 27 luglio: “Gentilissima redazione di OnTuscia. Sono Gianluca Manca, il fratello del giovane urologo morto a Viterbo in circostanze oscure.
Scrivo in merito ad una parte di un articolo, pubblicato dalla vostra redazione e scritto dalla vostra giornalista, sulla vicenda di Attilio Manca che sia io che i miei genitori smentiamo categoricamente.
L'articolo in questione s'intitolava: "Ancora nessuna decisione del Gip su Attilio Manca, l'avvocato Repici: “Al limite dell'abnorme”". La parte che si smentisce è la seguente: "Il dottore, pur non essendo tossicodipendente abituale, di tanto in tanto assumeva alcune dosi di stupefacenti, recuperate sul mercato romano".
Infatti non si capirebbe da dove la giornalista abbia assunto questa notizia, stante che dal fascicolo in possesso da parte del Pm non esiste in nessuna parte quanto da lei scritto e sostenuto. Inoltre, nello stesso fascicolo in possesso del Pm, la giornalista avrebbe trovato che dall'esame autoptico, eseguito sul cadavere del giovane medico, da parte della Dott.ssa Ranaletta, si evince, in modo incontrovertibile, che non sono stati trovati buchi recenti o datati tali far ritenere lo stesso tossicodipendente abituale.
Inoltre tutti i colleghi di Attilio Manca, medici e paramedici, assunti a sommarie informazioni testimoniali hanno tutti dichiarato, ivi compreso il Primario Dott. Antonio Rizzotto, che Attilio Manca non poteva aver assunto, neanche sporadicamente, sostanze stupefacenti, in considerazione della delicatezza degli interventi chirurgici che Attilio Manca doveva affrontare quotidianamente e che duravano oltre le cinque ore e necessitavano un controllo particolare”.
Gianluca Manca

Link: http://www.ontuscia.it/news.php?extend.60371.1
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