16 luglio 2011

I tabloid, dal gossip alla fabbrica del fango




di Roberto Saviano 14/07/2011

NEL MONDO dell’informazione è pas­sato uno tsunami, una cat­a­strofe per la democrazia si è spri­gion­ata da un gior­nale. Ricorro a queste simil­i­tu­dini dram­matiche per­ché quel che è accaduto con News of the World, il tabloid inglese che spi­ava, manipolava e ricat­tava, mina per sem­pre la cred­i­bil­ità del quarto potere. Attra­verso un foglio scan­dal­is­tico, un gruppo impren­di­to­ri­ale teneva sotto tiro chi­unque si ponesse con­tro la sua linea e al con­tempo bru­ci­ava la con­cor­renza inter­cettando clan­des­ti­na­mente migli­aia di cit­ta­dini per fab­bri­care gos­sip. Ma ora, molto prima che un giu­dice bri­tan­nico si possa pro­nun­ciare sulle respon­s­abil­ità penali dei sin­goli inda­gati o arrestati, quel gior­nale ha dovuto chiudere.

Non è questo ciò che sta acca­dendo in Italia. Negli stessi giorni in cui lo scan­dalo inglese toc­cava l’apice, il min­istro Tremonti dichiar­ava lap­i­dario: “con me niente metodo Boffo”.
In quell’ammonizione pre­ven­tiva è con­cen­trato il ter­rore del nuovo racket, il gior­nal­ismo ricat­ta­to­rio che bada ai pro­pri inter­essi o quelli dei pro­pri man­danti politici, senza rispettare niente e nes­suno, nem­meno gli inter­essi più ele­men­tari del paese.
Chi­unque diventa troppo indocile e al con­tempo troppo potente, va rimesso in riga subito, crol­lasse nel frat­tempo anche la Borsa, ossia la già acciac­cata sta­bil­ità eco­nom­ica della nazione. Pro­prio per questo, anche in queste ore, si tenta di fare con­fu­sione sulla strate­gia del fango ital­iana. C’è chi equipara le inter­cettazioni pub­bli­cate dai nos­tri gior­nali ai metodi inglesi, men­tre sono il frutto rego­laris­simo del lavoro della mag­i­s­tratura. Insin­uare che vi sia qual­cosa di ille­gale nell’uso di questo stru­mento indis­pens­abile per le indagini, è come dire che dopo l’11 set­tem­bre bisog­nava vietare tutti gli aerei. In Inghilterra a inter­cettare non sono stati i mag­is­trati, ma i gior­nal­isti e i com­plici al loro soldo: detec­tive pri­vati, hacker, poliziotti cor­rotti che ave­vano accesso alle com­pag­nie tele­foniche. La pri­vacy di comuni cit­ta­dini è stata vio­lata da altri comuni cit­ta­dini. Non si è trat­tato di mate­ri­ale acquisito per un’inchiesta giudiziaria, ma anzi, in certi casi i fab­bri­ca­tori di gos­sip si sono appro­priati delle vite degli altri persino a danno degli stessi inquirenti. Per il sem­plice scopo di poter ascoltare nuovi mes­saggi quando la seg­rete­ria tele­fon­ica era ormai piena, gli spi­oni del gior­nale hanno can­cel­lato i vec­chi mes­saggi dal cel­lu­lare di una ragazz­ina scom­parsa e poi trovata uccisa, pri­vando così polizia e mag­i­s­tratura di prove o indizi per iden­ti­fi­care il suo assas­sino.
In Inghilterra, la ricerca dello scoop senza riguardo per i diritti dei sin­goli e delle isti­tuzioni, in Italia la dele­git­ti­mazione a scopo politico di chi­unque si opponga a Berlus­coni.
È la deriva di un certo gior­nal­ismo. È in entrambi i casi un gior­nal­ismo per­verso, se ancora gior­nal­ismo si può chia­mare. Da noi alcune agen­zie usa­vano mate­ri­ali com­pro­met­tenti a scopi di lucro, com­pi­endo sul gos­sip l’estorsione clas­sica. Alcuni quo­tid­i­ani vi ricor­rono invece per dis­trug­gere la car­ri­era e l’immagine delle per­sone non gra­dite: è la strut­tura Delta, l’ultima armata rimasta a dis­po­sizione di Berlus­coni. In molti punti ciò che è suc­cesso in Gran Bre­tagna mostra con­ver­genze con quel che accade in Italia. C’è, per esem­pio, la figura di Andy Coul­son, l’ex diret­tore di News of the World divenuto por­tav­oce del gov­erno, il primo nome eccel­lente tratto in arresto. Nonos­tante fos­sero già emersi i metodi ille­gali con cui il gior­nale si pro­cac­ciava le notizie, il primo min­istro Cameron l’ha voluto accanto a sé. Il conosc­i­tore dei punti deboli di even­tu­ali alleati e soprat­tutto rivali, rap­p­re­sen­tava una risorsa in più, un’arma seg­reta ma non troppo. Sec­ondo le accuse, Coul­son è l’uomo che sapeva tutto.
Il racket delle infor­mazioni, metodo col­laudato dalle mafie, era divenuto nella sua redazione sis­tema uni­ver­sale, macchina in grado di spaventare chi­unque si ponesse con­tro la linea del gior­nale, i suoi inter­essi politici e eco­nomici. News of the World è chiara­mente schier­ato a fianco del gov­erno: per ottenere spazi, appalti, van­taggi sul mer­cato. Ma non solo. Con­tro un’opinione pub­blica sem­pre più ostile, appog­gia anche la guerra in Iraq e Afghanistan, e agisce con i suoi metodi. Spia le mail dei caduti, i cel­lu­lari dei loro con­giunti. Una donna che ha perso il mar­ito per fuoco amico è una pes­sima pub­blic­ità per l’intervento mil­itare. Così con­viene mon­i­torarne la vita pri­vata, aspet­tando di sco­prire che lei o un’altra abbiano fatto un passo falso o qual­cosa che si possa spac­ciare come tale, men­tre i loro uomini sta­vano com­bat­tendo e morendo nel deserto. Poter scred­itare (o ricattare) qual­cuna delle vit­time, sig­nifica poter comu­ni­care al Paese che non ci sono mar­tiri di una guerra assurda, ma solo pic­cole sto­rie squallide da osser­vare attra­verso il buco della ser­ratura.
Se nes­suno è più cred­i­bile, se tutti sono uguali e ugual­mente sporchi, il potere non è più tenuto a ren­dere conto, può fare ciò che vuole, prevale sem­pre.
Il gos­sip sta dive­nendo sem­pre più il motore truc­cato di un gior­nal­ismo mon­di­ale. Il gos­sip, il tabloid, il quo­tid­i­ano di ret­roscena, il sito pet­te­golo, sono la nuova fron­tiera del racket a cui si paga pizzo ogni qual volta si sot­tostà al ter­rore che il pro­prio pri­vato, diven­tando pub­blico, possa rov­inare l’immagine. È un mec­ca­n­ismo che costringe a difend­ersi da ciò che non è né colpa né crim­ine, ma solo pri­vato. Costringe a cedere al ricatto pur di non vedere la car­ri­era o la vita rov­inata dallo sve­la­mento di una debolezza o di un fatto intimo.
Sia chiaro: questo sis­tema non ha nulla a che vedere con l’inchiesta gior­nal­is­tica (anche se a volte si spac­cia per tale), la quale rac­coglie una molteplic­ità di ele­menti e infor­mazioni per dare al let­tore un quadro ampio ed esaus­tivo su fatti che riguardano la loro vita, il loro Paese.
Se c’è qual­cosa che si può fare prima che arriv­ino leggi nuove a lib­er­are l’informazione dal racket, è pro­prio la scelta del let­tore. Del sin­golo let­tore che in questo istante legge queste parole: non finanziare questa forma di racket-giornalismo.
Questa è l’ultima battaglia che sta avve­nendo: vogliono ter­ror­iz­zare tutti, met­tere paura a chi­unque voglia fare un passo pub­blico, spaventare le per­son­al­ità cred­i­bili, tenere fuori dalla tele­vi­sione (o ridurne le poten­zial­ità) tutti col­oro che potreb­bero osta­co­lare questa strate­gia. La ver­ità emersa in Inghilterra può mostrare che anche qui si può bloc­care questo mec­ca­n­ismo.. Sono stati i let­tori che hanno fatto subito capire che non avreb­bero più com­prato il gior­nale che spi­ava le loro vite. Non esiste anti­doto più potente con­tro i veleni che inquinano la democrazia delle per­sone che si scrol­lano di dosso la loro pas­siv­ità e si risco­prono cittadini.
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