24 settembre 2011

Barcellona P.G. Concessione edilizia e ipotesi di abuso. Altra proroga di sei mesi dell'inchiesta



Barcellona. Il sostituto procuratore Francesco Massara ha chiesto e ottenuto per la seconda volta una proroga di altri sei mesi delle indagini preliminari per una tranche dell'inchiesta "Tsunami" su politica e malaffare, rispolverata nella primavera dello scorso anno dal procuratore capo Salvatore De Luca, che tocca funzionari comunali e componenti di commissione edilizia di Palazzo Longano.

Sono in tutto 13 le persone indagate, già raggiunte lo scorso anno da avviso di comparizione e che sono già sfilate in Procura. Si tratta dell'ex maresciallo della Guardia di finanza Santi Pino, già comandante della sezione di polizia giudiziaria della stessa Procura, dell'ex dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Barcellona, ing. Gaetano Calabrò; del neo dirigente dello stesso ufficio, ing. Orazio Mazzeo, Rup del Piano regolatore comunale e delle maggiori opere pubbliche cittadine; del costruttore edile Giovanni Arlotta, del tecnico progettista e direttore dei lavori, ing. Giuseppe Settineri; e dei componenti pro tempore della commissione edilizia comunale, l'ex assessore all'urbanistica Luciano Antonino Genovese nella qualità di presidente, e dei commissari Carmelo Genovese, Antonino D'Amico, Vincenzo La Scala, Carmelo Giannetto, Amedeo Gitto, Antonino Iannello, Franco Giunta.

L'inchiesta per la quale è stata ottenuta una proroga nasce da una costola dell'indagine "Tsunami" del 2005 per la quale il filone principale pende ancora alla Procura di Reggio Calabria e riguarderebbe anche magistrati.

Ha concentrato le attenzioni degli inquirenti sul rilascio da parte del Comune di Barcellona di una concessione edilizia, con mutamento di destinazione d'uso, per favorire - secondo l'ipotesi investigativa - l'imprenditore edile di Barcellona Giovanni Arlotta, proprietario del complesso immobiliare ubicato in via Kennedy a Pozzo di Gotto, accanto al torrente Idria e l'amministratore pro tempore (ormai deceduto) di un gruppo commerciale che negli scantinati dell'immobile ha aperto un ipermercato col marchio di una nota azienda nazionale.
Tra gli indagati, indicato come istigatore del reato di abuso d'ufficio, l'ex maresciallo della Guardia di finanza Santi Pino, all'epoca dei fatti comandante della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura di Barcellona. La vicenda oggetto dell'indagine è riportata con ampiezza di documentazione, anche fotografica, nell'informativa dell'inchiesta "Tsunami" condotta dai carabinieri della Compagnia di Barcellona, all'epoca comandata dal maggiore Domenico Cristaldi, in coincidenza dell'ispezione ministeriale compiuta al Comune di Terme Vigliatore e conclusasi con lo scioglimento degli organi amministrativi dell'ente.
L'inchiesta dei carabinieri ha anche documentato con riprese fotografiche ed intercettazioni un incontro avvenuto ai caselli dell'A 20 il 25 aprile del 2005 tra l'ex maresciallo Pino che avrebbe fatto da tramite tra l'ing. Calabrò e l'imprenditore commerciale e ciò allo scopo di ottenere la variante per il supermercato, concessa poi tre giorni dopo, il 28 aprile.(l.o.)
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