8 settembre 2011

In Germania la gente ha paura dei ladri e delle intercettazioni, ma non della mafia.



RESKI PETRA: SULLA STRADA PER CORLEONE

01/07/2011 di monnalisa

Spiegare ai tedeschi che le mafie hanno messo radici da anni nella loro terra è un compito arduo. Soprattutto se la stragrande maggioranza dei tedeschi continua a ritenere che la mafia sia lontana anni luce dalla Germania. Ecco perché la missione di Petra Reski non è affatto semplice. E' più che evidente che l'intraprendente ed acuta giornalista e scrittrice, corrispondente culturale per diverse testate, abbia scritto questo libro per illuminare i suoi connazionali.

Le interessanti considerazioni e le circostanziate spiegazioni di cui Petra Reski riempie ogni pagina del libro sono note alla maggior parte degli italiani. Conosciamo i nomi dei boss, sappiamo abbastanza bene cosa siano la 'ndrangheta, la camorra e Cosa Nostra, ricordiamo gli attentati, i magistrati e i giornalisti uccisi, i preti giustiziati, i bambini sciolti nell'acido, gli arresti clamorosi, i pentiti rei confessi e i tantissimi morti ammazzati: cronaca quotidiana per chi vive in Italia. Ma non in Germania.

Petra Reski aveva vent'anni la prima volta che decise di raggiungere Corleone. Un viaggio affrontato su una vecchia Renault 4 in compagnia del suo ragazzo con un pizzico di incoscienza e grande entusiasmo dopo aver divorato "Il padrino" di Mario Puzo. "Orgoglio e fierezza. Vecchi perbene, che non dicevano mai una parola di troppo. Una famiglia che c'era sempre, per qualunque cosa. Mafiosi che non uccidevano donne e bambini. E che rispettavano la loro madre. Avevo in mente qualcosa del genere quando per la prima volta partii per la Sicilia".
Il nuovo viaggio, quello raccontato "Sulla strada per Corleone", viene compiuto a distanza di vent'anni dal primo, su una scattante spider Alfa Romeo bianca e la meta è sempre la stessa: Corleone. Il percorso di 2.448 chilometri si snoda tra diverse regioni tedesche fino a raggiungere il nord Italia per poi proseguire verso meridione e, infine, sfociare in Sicilia. La mappa del viaggio diviene un eccellente strumento per raccontare e descrivere, passo dopo passo, la presenza (anche geografica) della mafia, i suoi affari, le sue violenze e la sua storia.

"Sulla strada per Corleone" è un reportage di viaggio ma è anche, o soprattutto, un'inchiesta sferzante ed agilissima. La denuncia più forte che la Reski compie riguarda la grande superficialità con la quale le istituzioni, le autorità e i politici tedeschi gestiscono la presenza e i delitti delle mafie nel loro Paese. Mancano leggi appropriate, manca la possibilità di effettuare controlli a tappeto, non possono essere realizzate intercettazioni ambientali né indagini realmente approfondite. In Germania la 'ndrangheta, la camorra e Cosa Nostra possono muoversi come vogliono e, in particolar modo, sono in grado di riciclare quantità spaventose di denaro senza essere intralciate in alcun modo: "La Germania continua a sorprendermi. Da una parte ci sono le toilette di massima sicurezza. Dall'altra parte manca una legge sensata contro il riciclaggio di denaro. La gente ha paura del ladri e delle intercettazioni, ma non della mafia". Non esiste il reato di "associazione mafiosa" come in Italia e questo è un handicap che si sta tardando a sanare. Nemmeno il sistema dei mass media tedesco dà il corretto risalto ai crimini mafiosi forse perché in Germania, eccezion fatta per la celebre strage di Duisburg, le mafie evitano di spargere sangue e di richiamare così l'attenzione dell'opinione pubblica sui propri affari. Mancando i morti ammazzati, i tedeschi hanno la certezza che in Germania la mafia non esista e che sia solo un problema italiano. Peccato che, come spiega lucidamente la Reski, con tali e tante deficienze in Germania non si faccia altro che favorire, giorno per giorno, i traffici illeciti e le attività criminose dei boss e dei tanti affiliati.

Scrivere nomi, cognomi, luoghi, intrecci, parentele e altri dettagli ha obbligato la giornalista tedesca a vivere costantemente nella paura. Per il lavoro compiuto, Petra ha ricevuto minacce ed intimidazioni soprattutto dopo la pubblicazione di "Santa Mafia", un libro uscito in Germania con delle parti censurate a seguito della richiesta di alcuni personaggi che hanno ottenuto dall'autorità giudiziaria tedesca che i propri nomi venissero cassati dal libro.

Nel corso del suo viaggio da Kamen a Corleone, Petra Reski ci fa incontrare alcuni dei personaggi che hanno fatto della lotta alla mafia la loro missione di vita e si sofferma su alcuni dei centri nevralgici della mafia in Germania, luoghi come Erfurt, la nota Duisburg, ma anche città più grandi come Stoccarda e Monaco. Prosegue poi attraverso l'Italia settentrionale che, un po' come la Germania, si considera erroneamente distante o libera dai tentacoli della mafia. Nel tragitto, intanto, ha modo di incontrare e parlare, tra gli altri, con Beppe Grillo, Massimo Ciancimino e Rosaria Capacchione e di descrivere, un po' alla volta, decine di episodi legati ai clan e alle loro famiglie, i processi, le vendette, i politici corrotti e quelli collusi. Non risparmia nomi né circostanze né dettagli. E sono lì, nero su bianco.
"Sulla strada per Corleone" è un tour nella geografia delle mafie lungo un asse che va dalla Ruhr tedesca alla Sicilia. Una scrittura vivace, spesso ironica, sempre brillante e coinvolgente. Il linguaggio è quello dell'inchiesta giornalistica, fatto di testimonianze, dati, ricerche e documenti. Ma dietro alle pagine di questo testo c'è anche il talento di un'abile narratrice, così intelligente da saper coniugare la serietà o la tragicità di certi fatti con la leggerezza e il fascino proprio di chi sa raccontare. "Sulla strada per Corleone" è stato pensato per spiegare la mafia ai tedeschi più diffidenti e increduli, ma è un'ottima lettura per chiunque voglia affrontare un affascinante e inquietante viaggio nelle zone d'ombra e nei meccanismi del potere delle organizzazioni criminali più influenti e pericolose del mondo.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Petra Reski è nata nel 1958 a Kamen, nella valle del Ruhr, in Germania. Ha studiato lingue romanze, letteratura e scienze sociali ed è divenuta, poco più tardi, una reporter per "Stern". Vive in Italia da parecchio tempo e dal 1989 è lavora come corrispondente culturale per diverse testate giornalistiche tedesche. Le sue inchieste e i suoi libri sulla mafia le hanno permesso di ottenere vari riconoscimenti ma le hanno anche causato una serie di minacce ed intimidazioni.

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