7 ottobre 2011

Mafia e lavori pubblici, chiuso il fascicolo Indagato anche ex presidente dell'Ance


6 ottobre 2011

C’è anche l’ex vicepresidente di Confindustria e dell’Ance di Messina, l’imprenditore Carlo Borella, tra gli indagati che hanno ricevuto dai sostituti della Dda peloritana Angelo Cavallo e Giuseppe Verzera, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari dell’operazione antimafia “Sistema 2″,l’indagine della Squadra Mobile incentrata sul pizzo imposto a tappeto alle imprese che si aggiudicavano gli appalti lungo l’hinterland Barcellonese negli anni scorsi.

Borella, che lo scorso 9 aprile si era autosospeso dalle due cariche ed aveva ritirato la propria impresa, la Demoter, dall’Associazione degli Industriali, è accusato di favoreggiamento aggravato di un’associazione mafiosa per aver negato di aver pagato ai boss di Barcellona Pozzo di Gotto, legati a Cosa Nostra, la cosiddetta “messa a posto” dopo l’aggiudicazione di un appalto per la metanizzazione in contrada Inardo del Comune di S. Lucia del Mela.

La Distrettuale antimafia aveva chiesto all’epoca il suo arresto e anche quello del geometra della “Demoter” Biagio Raffa, che avrebbe emesso false fatturazioni per 20 mila euro per operazioni inesistenti di “nolo a freddo” di mezzi d’opera, e con quest’escamotage avrebbe cercato di “mascherare” il pagamento della tangente imposta dalla mafia. Ad accusare Borella è l’imprenditore Giacomo Venuto della “Mediterranea Costruzioni s.r.l.” il quale – dopo aver accettato di versare il pizzo al reggente della famiglia mafiosa barcellonese Carmelo D’Amico (10 mila euro a Natale, Pasqua e Ferragosto) per ottenere un subappalto nel ciclo del cemento per ilparcheggio del centro commerciale Parco Corolla –, ha deciso di collaborare con la giustizia raccontando per filo e per segno il sistema delle estorsioni sugli appalti. Già nel 2009 contro la sezione messinese dell’Ance, nell’operazione “Sistema”, avevano parlato il testimone di giustizia Maurizio Marchetta, architetto ed ex vicepresidente di An del consiglio comunale di Barcellona, e l’imprenditore acese Alfio Giuseppe Castro, ritenuto la “testa di ponte” del boss catanese Nitto Santapaola in provincia di Messina.

Oltre a Borella l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ha raggiunto uno dei boss «reggenti» dei Barcellonesi, Carmelo D’Amico, il boss dei Mazzarroti Tindaro Calabrese, l’imprenditore-pentito Alfio Giuseppe Castro, e infine il geometra dell’impresa Demoter, Biagio Raffa. Per i boss D’Amico e Calabrese e per l’imprenditore-pentito Castro l’accusa ipotizzata dalla Distrettuale antimafia è di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Nell’indagine, secondo il racconto di Venuto, sono cristallizzati episodi ben precisi. Venuto sarebbe stato costretto ad effettuare forniture di materiale bituminoso per la realizzazione di un parcheggio all’interno di un centro commerciale, il Parco Corolla appunto, con il “sovrapprezzo” da destinare alla mafia di 30 mila euro, da pagare in tre rate.
D’Amico risponde pure di un’altra estorsione, dal momento che si sarebbe fatto versare 20 mila euro da un altro imprenditore che stava effettuando lavori pubblici connessi alla metanizzazione nel comprensorio di San Filippo del Mela. Infine, Calabrese e Castro sono collegati a un ulteriore episodio estorsivo avvenuto sempre a Barcellona nel 2007 dove un imprenditore, già vessato in corrispondenza delle festività, è stato obbligato ad effettuare una fornitura di massi frangiflutti per i lavori di ripascimento del litorale di Villafranca Tirrena, offrendoli con uno “sconto” del 50 %: 35 mila euro invece di 70 mila, quindi palesemente sottocosto. Nel primo troncone della “Sistema” ci sono agli atti le dichiarazioni dell’imprenditore Marchetta, che fu costretto a pagare il pizzo sui lavori pubblici acquisiti in un vasto arco di tempo tra la metà degli anni ‘90 e il 2008 nei suoi cantieri di Savoca, Tortorici, Canicattì, Gualtieri Sicaminò, Barcellona, Caronia, Floresta, Militello Val di Catania e Scordia. Per esempio il boss D’Amico tra il 2000 e il 2001 avrebbe costretto Marchetta a versare a più riprese – due furono di 10 milioni di lire – il 3 per cento dell’appalto (l’importo era di 2 miliardi e 138 milioni di lire), per la ristrutturazione della rete idrica interna di Barcellona.
NUCCIO ANSELMO - GDS
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.