24 novembre 2011

“Manca finezza”


El País

24 NOVEMBRE 2011 PUBBLICATO IN: SPAGNA

Adesso che Silvio Berlusconi si é dimesso, bisognerebbe chiedersi come sia potuto arrivare fino a dove è arrivato; come il paese del Rinascimento, il popolo più saggio d’Europa, possa aver eletto ripetutamente qualcuno esperto nel gioco delle tre carte, furbo come un demonio, questo sì, ma che ha passato quindici anni mettendo in ridicolo il nome del’Italia.

Silvio Berlusconi può pensare che, qualunque sia il suo futuro, è lui che ha riso per ultimo. Non l’Italia.

Negli anni ‘90 Giulio Andreotti, il Divino e il principale (che vuol dire il peggiore) esponente del Vecchio Regime dal quale è sorto Berlusconi, scolpì una di quelle frasi poco misericordiose alle quali erano così affezionati i grandi signori della prima Repubblica.

Della politica spagnola diceva “Manca finezza”. Ma succede che questa “mancanza di classe” è anche molto latina, cattolica e mediterranea, cioé italiana, nonostante nessuno di tale condizione avrebbe osato affacciarsi nella prima linea del potere a Roma.

Silvio Berlusconi ha governato durante tre periodi, è stato eletto nel 1994, 2001 e 2009 ed è stato il primo ministro più longevo dal dopoguerra.

Raggiunse il potere sulle rovine di una classe politica, gli Scelba, i Segni, lo stesso Andreotti, i Fanfani, i Donat-Cattin, grande medaglia democratica della destra, e tanti altri che il regista comunista Francesco Rosi ritrasse con scalpello affilato in Le mani sulla città (1964), stravaccati nell’olimpica indifferenza della loro altissima cultura (uno di loro era un grande specialista di santa Teresa d’Avila), nella loro devozione al Vaticano e nel loro governo corrotto.

Fu così che crearono il regime della distribuzione sistematica di emolumenti e la spartizione di cariche e poltrone, al quale soccombette anche un PCI che volle redimersi con la fantasia chiamata “compromesso storico” e che con la sua sconfitta preferì autodissolversi, contribuendo anche così alla comparsa di Berlusconi.

Ma c’erano altre ragioni per la caduta di questa prima Repubblica oltre alla sazietà dell’opinione pubblica per una classe politica che maneggiava con maestria il trasformismo, la convinzione e l’uso che in politica niente si crea né si distrugge, ma solo si trasforma, e il pensiero che valesse la pena sostituirla con un uomo d’affari che sembrava reincarnare il Re Mida.

Berlusconi era il grande imprenditore del suo stesso spettacolo, un circo politico con grandi dosi di sport (il Calcio), e per questo sembrava molto più italiano, più autentico della truppa che andava a sostituire.

Imparentato direttamente con un populismo nato nel dopoguerra, quello dell’Uomo Qualunque, l’uomo massa di Ortega, che attrasse nella sua orbita altre grandi personalità del mondo dello spettacolo, come il comico Alberto Sordi, e che come tutti i movimenti irrazionali aspirava a un leader.

Era il Berlusconi che tutti gli italiani si portano dentro, anche se in dosi generalmente omeopatiche e quindi non letali. Il suo equivalente in Spagna, anche se su scala molto minore anche in termini di giustizia, sarebbe Jesús Gil, il cui limitato successo elettorale sarebbe a mostrare che l’opinione pubblica non era così disperata come l’omonima italiana dell’epoca.

Per questo deberlusconizzare l’Italia sembra un passaggio obbligato, ma va fatto con la dovuta cautela per evitare di buttar via il bambino con tutta l’acqua sporca. Bisogna rimettere il genio nella lampada, ma é inutile trattare di distruggerlo in modo diretto. Berlusconi è stato un’esagerazione, non una negazione.

La Democrazia Cristiana si disintegrò con la fine dell’ URSS e in questo vuoto geopolitico sorse il berlusconismo, che il suo creatore chiamò Forza Italia e successivamente Popolo della Libertà.

È difficile immaginare questa forza politica come un partito senza il suo leader storico, nonostante l’ex pianista da crociera per classi medie abbia già detto che non intende ritirarsi. Qual è oggi l’eredità di Berlusconi? Dopo le sue dimostrazioni di impotenza ed incompetenza nella crisi dell’euro, si direbbe che restano solo le barzellette di cattivo gusto, le continue violazioni della legge e la frequentazione di minorenni.

L’ex primo ministro ha perso l’ultima battaglia, ma questo non significa che sia distrutto.
Più della metà d’Italia oggi festeggia rumorosamente la sua sconfitta, ma lui avrà avuto l’accortezza di collocare alcuni dei suoi seguaci al Governo del suo successore, il malinconico e religioso Mario Monti, l’immagine vivente dell’antiberlusconismo.

E probabilmente avrà ottenuto garanzie che i suoi processi in corso non lo faranno finire in carcere. Silvio Berlusconi può pensare che, qualunque sarà il suo futuro, è stato lui ad aver riso per ultimo. Non l’Italia.

[Articolo originale ""Manca finezza"" di M. Á. Bastenier]

(fonte link)

(video link)


QUI LA TRADUZIONE
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.