23 novembre 2011

Romano e Vizzini, le intercettazioni in un numero speciale di “S”


(fonte video)

Sessantacinque telefonate. Quaranta tra l’avvocato tributarista Gianni Lapis, prestanome di Massimo Ciancimino, e il senatore Carlo Vizzini. Venticinque fra Lapis e il leader del Pid Saverio Romano.

Il giudice per indagini preliminari di Palermo ha stabilito che le intercettazioni sono “rilevanti” per l’inchiesta e ha chiesto alla Camera dei deputati di poterle utilizzare.

Le conversazioni testimonierebbero la partecipazione di Romano e Vizzini, accusati di corruzione aggravata dall’avere favorito la mafia, in quello che gli inquirenti definiscono

“un sistema affaristico-politico-mafioso”.

Lapis e Massimo Ciancimino, il figlio di don Vito, avrebbero pagato tangenti a Romano e Vizzini. Un pegno di riconoscenza per i servigi e i favori ottenuti dal Gruppo Gas che all’inizio degli anni Duemila metanizzò una fetta consistente della Sicilia. Dietro il gruppo c’era la regia occulta di don Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo. Mazzette, emendamenti “pilotati” in Parlamento, raccomandazioni presso l’ambasciata italiana in Giappone, aerei che si alzano in volo a Palermo grazie ai favori dei politici: c’è di tutto nelle conversazioni di Vizzini e Romano. I due protagonisti, in altrettante interviste, controbattono, punto per punto, alle accuse. Niente di illecito, dicono. Ed ancora: il numero speciale di S contiene tutti gli atti giudiziari che sono confluiti nell’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex ministro Romano (nella foto).

(fonte link)

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