12 dicembre 2011

Gherardo Colombo: “Secondo voi esiste una relazione tra le regole e la vostra possibilità di essere felici?


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Gherardo Colombo: “Secondo voi esiste una relazione tra le regole e la vostra possibilità di essere felici?

" L’informazione è essenziale perché noi, oltre che essere individui che hanno una parte caratterizzata dal punto di vista istintuale, abbiamo delle emozioni, abbiamo dei sentimenti, abbiamo anche un cervello, una testa ed è necessario che la testa, il cervello, lavorino per entrare in una relazione positiva con le emozioni e i sentimenti per riuscire a vivere con le altre persone nel modo migliore possibile.
Quindi è necessario approfondire la relazione tra la persona e le regole, in particolare le regole che arrivano dalla nostra Costituzione."

"Il principio fondante oggi, e cioè il principio al quale rispondono le regole, è che tutti abbiamo dignità quanto gli altri. Il che non significa soltanto uguaglianza, pari dignità, ma anche riconoscimento della dignità, e quindi della positività, degli esseri umani. Questo riconoscimento, dell’importanza delle persone, è lo stesso principio alla base della democrazia. Si può concepire che il governo appartenga al popolo, questo vuole dire democrazia, soltanto se si pensa che la persona in quanto tale, abbia dignità e sia importante."

"Le regole della Costituzione, le regole del nostro stare insieme, partono da questa constatazione: tutti noi abbiamo dignità, conseguentemente la Repubblica riconosce l’esistenza dei diritti fondamentali e avendo tutti diritti fondamentali si è uguali di fronte alla legge,
senza che le nostre particolarità: essere maschio o femmina, avere una religione piuttosto che un’altra, un’opinione politica piuttosto che un’altra, essere di un’etnia piuttosto che un’altra, senza che queste particolarità possano essere causa di discriminazione e di sottrazione dei diritti."

"L’informazione è essenziale, la conoscenza è essenziale. L’informazione è il canale attraverso il quale si passa la conoscenza, perché questa idea di società basata sul riconoscimento della dignità della persona è abbastanza poco conosciuta, il principio da cui parte il nostro sistema delle regole è abbastanza poco conosciuto. Allora succede che si riesce difficilmente a afferrare il concetto che le regole non solo possono contenere degli obblighi o dei divieti, ma anzi contengono in primo luogo delle possibilità. Le regole ci aiutano perché ci consentono, ci permettono di dire quello che pensiamo, ci permettono di essere curati, di informarci, di avere un’istruzione, di praticare la religione nella quale si crede. Credo sia essenziale la conoscenza della relazione tra le regole e noi, in caso contrario le regole ci sembrano soltanto fonti di obblighi o di divieti e a nessuno piace essere obbligato o trovarsi di fronte a un divieto.

"Nei miei incontri con i ragazzi parto sempre con qualche domanda, per esempio, con i ragazzi delle superiori, la domanda iniziale è “Secondo voi esiste una relazione tra le regole e la vostra possibilità di essere felici? Non la felicità in senso assoluto perché è una cosa complessa, complicata, ma il punto di partenza.” Con i bambini delle scuole elementari la mia domanda è “Quando sentite la parola “regola” cosa vi viene da fare? Vi viene da fare “iuuù che bello!” o vi viene da fare “uuuuu”. Quasi tutti fanno “uuuu” “Perché fate “uuuu”?”. Mi spiegano che fanno così perché dalle regole si sentono oppressi, perché le regole non consentono di fare quello che si vuole.

"Mi succede delle volte di sentirmi rivolgere domande del tipo “Come facciamo a osservare le regole se le persone che dirigono la società non le osservano?”. Credo che una persona libera, capace di determinarsi, che fa le sue scelte e che non guarda le scelte che fanno gli altri,
non prende la trasgressione come esempio, ma valuta e dice “Quel signore ha fatto una cosa che non va bene, io non la faccio”, non “Io seguo il suo esempio”. E’ necessario assumersi la responsabilità della propria scelta, decidere da sé stessi
”.
Credo che nel corso della Storia non sia mai successo di potersi informare quanto ci si può informare oggi, poi certo non sempre si è aiutati, bisogna cercarla l’informazione, è anche quello un impegno, magari è complicato trovarla, bisogna paragonare fonti diverse, riuscire a prenderla piuttosto che aspettare che ci venga fornita. A me viene in mente qualche volta di porre un quesito “Ma non è che forse la Costituzione che è la cosa più nuova che esista al mondo, sotto il profilo dell’organizzazione della società”, perché la società è sempre stata organizzata sulla base della discriminazione e invece la Costituzione prevede un’organizzazione sulla base della distribuzione paritaria delle opportunità, non è che sarebbe il caso di aggiornare la Costituzione sotto il profilo dell’informazione? La Costituzione applica la tradizionale separazione dei poteri, per cui esistono un potere legislativo, uno esecutivo, uno giudiziario, ciascuno dei quali ha le sue competenze, mi chiedo
“Non sarebbe opportuno separare dai poteri tradizionali i poteri nuovi? Come l’informazione e la finanza? Stabilire delle regole secondo le quali la finanza, l’informazione siano separate dagli altri poteri, tanto quanto lo sono oggi il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario?”.
Quindi ricordatevi, passate la parola anche su questo punto, perché l’informazione si fa e si fa molto passando parola!"

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