21 gennaio 2012

“Hanno fermato pure l’ossigeno Minacce e violenza, ecco la rivoluzione”


Lentini un paese di circa 30.000 abitanti di estrazione contadina, ricca di magazzini di arance conta circa 4 presidi, uno dentro il paese, uno nello svincolo dell’autostrada e due negli ingressi lungo la ragusana. Sono accaduti tanti fatti spiacevoli, proprio in quello dentro il paese, c’è stato forse il piu emblematico, la coltellata che ha dato un commerciante (piccolo negozio ortofrutticolo) ad un manifestante, perchè tentando di forzare il blocco si è visto assalire da una decina di manifestanti, e perdendo la ragione ha pensato (male) di difendersi in questo modo, e poi si è andato a costituire!

Un altro signore che ha forzato il blocco ha poi abbandonato il suo mezzo ed è fuggito a piedi per paura di essere pestato, il mezzo l’hanno preso portato nel presidio piu vicino e gli hanno tagliato le ruote; poi il blocco alle autocisterne che trasportavano il latte, che arrivavano da Ragusa e dovevano proseguire per Catania, (dicono circa 17 tonnellate che probabilmente sono andate perse), nonostante siano intercorse telefonate (non so bene tra chi) in cui si rassicurava che questo latte sarebbe passato.

Per non parlare delle ruote tagliate al furgone dei tecnici che avrebbero dovuto portare le bombole dell’ossigeno all’ospedale!!! E poi da ieri il disordine e l’anarchia piu totale, hanno fatto chiudere con la forza (della serie o chiudete o bruciamo tutto) tutti gli esercizi commerciali, le officine, i panifici, i bar, le pizzerie, i tabachi, i supermercati, e tutto questo avviene sotto lo sguardo attento di chi invece dovrebbe assicurare l’ordine.

Inizialmente pensavo che questo blocco potesse servire in qualche modo a scuotere le coscienze, ma ora credo che abbia procurato solo enormi disagi con gravi perdite, portando al collasso tutta l’isola, una guerra tra poveri.. e le conseguenze più gravi credo che debbano ancora arrivare!!!

L’attività di mio padre è ferma da lunedi, abbiamo chiuso, prima che ci minacciassero, non per solidarietà, ma perchè ripariamo mezzi pesanti e non potendo circolare, inutile restare aperti, abbiamo mandato 6 dipendenti a casa, che per questi giorni di chiusura purtroppo non percepiranno stipendio, perchè la situazione è critica gia da diverso tempo … Può immaginare se permane ancora a lungo questo stato dove arriveremo.

Lettera firmata

fonte: livesicilia.it

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