15 gennaio 2012

L'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) chiuderà battenti dal prossimo anno


L'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), il più grande dei cinque Opg italiani, sarà definitivamente chiuso dal prossimo anno e questo grazie ad un emendamento votato dalla commissione Giustizia del Senato che ha approvato all'unanimità una variazione al decreto legge del ministro Paola Severino su cosiddetto "svuotamento delle carceri" che prevede anche lo smantellamento degli Opg entro il 31 marzo del 2013. L'attuale Istituto, così come prevede un disegno di legge presentato a dicembre dal senatore Ignazio Marino, sarà riconvertito in Istituto penitenziario. Il voto già espresso dalla commissione Giustizia del Senato dovrà essere confermato dall'Aula la prossima settimana. Adesso si dovrà aprire necessariamente un confronto sul territorio tra le diverse agenzie, l'Asp, l'attuale Opg e l'attuale Amministrazione comunale, per individuare da subito una sede idonea dove creare le nuove "strutture residenziali psichiatriche previste anche dall'emendamento, una o più per ogni regione, nelle quali alloggiare un massimo di 40 persone affidate al Servzio sanitario nazionale e protette solo da vigilanza esterna dalla polizia penitenziaria, da destinare alla sostituzione dell'ospedale psichiatrico giudiziario di riferimento della regione.

All'interno della nuova struttura solo personale medico e paramedico del Servizio sanitario nazionale mentre sono istituiti presidi di sicurezza e vigilanza, ubicati lungo il perimetro delle strutture sanitarie sostitutive, o comunque all'esterno dei reparti in cui le stesse si articolano. E Barcellona Pozzo di Gotto non deve e non può perdere questa opzione che le consente di avere sul territorio una nuova struttura. "Bisognerà individuare al più presto una struttura idonea per evitare di trovarci impreparati di fronte a questa riforma epocale. Siamo già al lavoro - annuncia il direttore dell'Opg Nunziante Rosania -, sono tutti mobilitati, a cominciare da padre Pippo Insana. Bisognerà da subito coinvolgere l'Asp di Messina e la Regione siciliana, oltre al sindaco della città, per scegliere una nuova struttura idonea e non farci trovare impreparati". E le strutture pare ci siano, anche se sono da recuperare. Si pensa al vecchio ospedale di Pozzo di Gotto, nella parte in cui risulta completamente abbandonato o addirittura alla colonia estiva di Acquaficara di proprietà della provincia regionale, ubicata in posizione panoramica e ridotta ad un rudere dall'incuria e dell'abbandono in cui l'ha lasciata Palazzo dei Leoni. E poi anche il Prg indica le aree dove poter allestire nuove strutture sanitarie. L'emendamento, oltre al termine di chiusura degli Opg per il 31 marzo 2013, prevede la necessaria dotazione finanziaria valutata in 7 milioni di euro per l'anno 2012 ed in 4 milioni di euro per l'anno 2013. Inoltre è stato stabilito che " a decorrere dal 31 marzo 2013 le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all'interno delle strutture sanitarie. In caso di mancato rispetto, in una o più regioni, del termine previsto, il Governo provvederà in via sostitutiva". "Una conquista" la defiinisce Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta sul Ssn che da due anni sta svolgendo un lavoro straordinario sugli Opg affinchè vengano chiusi definitivamente e che ha presentato insieme al relatore, Alberto Maritati, anche la proposta di legge per il superamento delle strutture manicomiali. "Possiamo sperare - ha aggiunto Marino - di superare definitivamente l'orrore dei manicomi criminali".

(Leonardo Orlando, Gazzetta del Sud, 14 gennaio 2012).
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