4 gennaio 2012

Niscemi e il MUOS. Il diritto ad esistere, il dovere di resistere


[fonte foto]

di Antonio Mazzeo - Articolo pubblicato in MAG Magazine, anno 4, Numero 18, dicembre 2011 – gennaio 2012

Un sistema di comunicazione da guerre stellari e la lotta di cento giovani fidanzati

Sono fidanzati da due anni Giulia e Stefano. Coetanei, qualche esame ancora e poi la laurea, il sogno di mettere su famiglia e trovare lavoro dove sono nati e cresciuti. Due giovani come tanti che hanno scoperto però che la loro è una cittadina ad altissimo rischio elettromagnetico. Niscemi, Caltanissetta, sorge infatti a un paio di chilometri di distanza da una delle più potenti stazioni di telecomunicazioni al mondo delle forze armate statunitensi. Una struttura, quella di contrada Ulmo, nel cuore della riserva naturale “Sughereta”, che è destinata ad ospitare uno dei quattro terminali terrestri del nuovo sistema per le guerre stellari del XXI secolo, il MUOS, un mostro ecologico da milioni e milioni di dollari. Giulia e Stefano insieme a Francesca e Carlo, Roberto e Sandra, Andrea e Maria e altri cento giovani hanno trascorso l’estate ricorrendo in lungo e in largo Niscemi per informare gli abitanti, hanno organizzato marce e sit-in e presidiato l’ingresso della riserva per impedire l’arrivo dei tir con le mega-antenne satellitari. Infine hanno preso una decisione choc, obbligata per tutti coloro che ritengono che la salute sia un diritto fondamentale e inalienabile anche per ogni essere che verrà. Quella di non sposarsi se Niscemi sarà sacrificata all’altare del MUOS e del dio di tutte le guerre. “Noi, come molte altre coppie, avevamo deciso di costruire una famiglia nella nostra città natale, per amore della nostra terra”, scrivono in una lettera indirizzata ai vescovi siciliani. “Ma da quando è stato avviato il progetto del MUOS abbiamo paura di sposarci e mettere al mondo dei bambini malati. Molti scienziati sono concordi sul fatto che le onde elettromagnetiche ad altissima frequenza emesse dall’antenna possano danneggiare seriamente i nostri neonati (leucemia, malformazioni, tumori). Ragion per cui, l’unica soluzione che ci rimane è quella di trasferirci, lasciando genitori, cari amici, parenti e rinviando inevitabilmente a data da destinarsi, il giorno delle nostre nozze. Ci riteniamo minacciati, ricattati, offesi nei nostri animi di cristiani e di cittadini. Il matrimonio è un nostro diritto sia spirituale che civile. Questo nuovo sistema di guerra all’uomo e all’ambiente è la negazione profonda di questo nostro diritto”.
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fonte: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2012/01/niscemi-e-il-muos-il-diritto-ad.html


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