22 gennaio 2012

Sciogliere il Comune di Barcellona PG (ME), imprescindibile per la democrazia


IL PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G., IERI CONFERENZA STAMPA: L’associazione antimafia “Rita Atria” di Milazzo e il movimento civico “Città aperta” di Barcellona respingono le accuse al mittente. Il comunicato di Antonio Mazzeo

dal blog di Enrico Di Giacomo VENERDÌ 20 GENNAIO 2012

L’associazione antimafia “Rita Atria” di Milazzo e il movimento civico “Città aperta” di Barcellona, hanno respinto ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’Oratorio salesiano, l’attribuzione “gratuita” dell’acronimo “Lam, Lumia Atria e Mazzeo” che era stata fatta nell’aula del consiglio comunale di Palazzo Longano dal senatore Domenico Nania, nella conferenza del 9 gennaio scorso sul Parco commerciale approvato in favore della “DiBeCa”, l’immobiliare riconducibile all’avv. Rosario Pio Cattafi e su cui sta lavorando la Commissione di accesso prefettizia. Conferenza alla quale avevano preso parte anche il sindaco Candeloro Nania e il presidente del Consiglio Francesco Crinò. A spiegare cosa è stato fatto sul Parco commerciale, è stato Santo Laganà dell’associazione Rita Atria che si è detto sorpreso dall’intervento del vicepresidente del Senato. «Noi stessi nell’esposto presentato alla magistratura e prefettura, a cui è poi seguito il sequestro della Dda, avevamo indicato responsabilità dirette solo ed esclusivamente del Consiglio comunale a cui spettava la competenza sul Piano particolareggiato di contrada Siena, il quale certamente non era - così come è stato fatto credere - un atto dovuto, anzi tutt’altro. Non comprendiamo quindi la discesa in campo del senatore Nania che utilizzando una sede istituzionale, senza averne un ruolo, sente l’esigenza di difendere l’Amministrazione comunale. Anzi - aggiunge Laganà - l’intervento del senatore Nania ha dato nuovi spunti e reso pubblici aspetti che non conoscevamo e ciò ci permetterà di presentare nuovi documenti alla Commissione di accesso alla quale chiederemo di essere ascoltati. Noi combattiamo tutte le mafie e con i parlamentari di tutti i partiti abbiamo solo rapporti istituzionali e per questo la nostra iniziativa, anche se ripresa liberamente, a seguito di un articolo di Mazzeo, da una interrogazione parlamentare del senatore Giuseppe Lumia, non dimostra assolutamente nessuna delle bizzarrie che sono state dette dal senatore Nania contro di noi». Laganà ha detto che «l’associazione Rita Atria sta esercitando in questo momento, con meno difficoltà, il diritto di accesso agli atti per il Centro commerciale che il gruppo Franza vuole realizzare a Milazzo e allo stesso tempo per la piattaforma logistica che intende costruire il Gruppo Bonina. Ci apprestiamo anche ad esercitare il diritto di accesso agli atti per il nuovo Centro commerciale che dovrebbe nascere a San Filippo del Mela. Non è stato fatto per il Parco Corolla e per il Centro commerciale Milazzo, perché l’associazione all’epoca non era strutturata». Santa Mondello dell’associazione “Rita Atria”, nel ribadire che «non si è mai avuta alcuna ragione di difendere la precedente amministrazione», ha rilevato
«i tanti vizi e gli aspetti più inquietanti di un “progetto”»
per il quale ha già annunciato «la produzione di nuovi atti che saranno consegnati alla commissione di accesso». Anche “Città aperta”, ritiene - così come ha spiegato Maria Teresa Collica - «insolita, oltre che palesemente inopportuna la scelta dell’amministrazione comunale di chiamare in difesa dell’operato del consiglio comunale un Senatore della Repubblica, salvo a voler segnalare la propria incapacità». La Collica ha poi detto: «la nostra battaglia contro la realizzazione di un mega parco commerciale trova alla base molteplici motivazioni, a cominciare dal sostegno ai centri commerciali naturali che abbiamo promosso e di cui abbiamo seguito l’iter». Città aperta ieri era rappresentatata anche da Antonio Mamì e Tindaro Bellinvia.(l.o.)

Sciogliere il Comune di Barcellona PG, imprescindibile per la democrazia.

COMUNICATO DI ANTONIO MAZZEO IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA STAMPA CONTRO IL MEGAPARCO COMMERCIALE DELLA FAMIGLIA DEL PREGIUDICATO ROSARIO PIO CATTAFI, BARCELLONA POZZO DI GOTTO (Me).

Carissimi, purtroppo non posso essere con voi a condividere ancora una volta la lotta per la legalità in una provincia dove colui che viene indicato da anni - da organi inquirenti e collaboratori di giustizia - come uno dei “capi” della criminalità organizzata, può intestarsi impunemente un dissennato progetto pseudo “economico” che ha ottenuto prima il voto unanime (e un’astensione) del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, poi la difesa d’ufficio di amministratori e forze politiche e finanche la discesa in campo del locale senatore della repubblica. A ciò, avrei oggi voluto segnalare di persona, si aggiunge
il silenzio complice delle forze politiche, sociali e sindacali che per patrimonio storico e dichiarazioni di principi, dovrebbero fare della lotta alla mafia, al malaffare, al dissesto dei territori e dell’ambiente, la loro costante pratica di azione.
La vicenda del Parco commerciale di Contrada Siena è sicuramente una delle pagine più nere della recente storia politica del messinese e della Sicilia.
Tuttavia, l’inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura della repubblica di Barcellona e l’indagine conoscitiva recentemente decretata dal Ministero dell’interno per valutare le possibili infiltrazioni criminali nella vita amministrativa del Comune, vengono viste con fastidio o volutamente ignorate dalle stesse forze d’opposizione. La stessa ipotesi di scioglimento del Consiglio Comunale e il conseguente commissariamento, invece di essere ritenuti necessari e imprescindibili per azzerare una classe politica inetta, incapace e pericolosamente contigua ai poteri forti, viene vissuta con malcelato fastidio.
A Barcellona Pozzo di Gotto, la democrazia formale e sostanziale è valore del tutto inesistente e solo un terremoto politico e giudiziario potrà dare fievoli speranze di cambiamento a tutti coloro che per decenni sono stati de-privati dei diritti di cittadinanza e partecipazione.
Per questo, nell’esprimere piena solidarietà alle associazioni antimafia di Barcellona e Milazzo che continuano coraggiosamente e in solitudine a rivendicare verità e giustizia, non posso che augurarmi che le forze e i soggetti sani della città non perdano quest’ultima opportunità per impedire, innanzitutto, lo scempio che ne deriverà per l’intero territorio provinciale dal Piano di lottizzazione del parco di Cosa Nostra. Auspico altresì un fronte comune per chiedere con forza che la Commissione prefettizia concluda serenamente e prima possibile il proprio lavoro e che il Governo Monti non ripeta quanto accaduto con l’ultimo governo di centro-sinistra, quando vennero ignorati i contenuti di una relazione che stigmatizzava i comportamenti e i legami di quei soggetti politico-sociali ed economici ancora al governo della città e della provincia. E se alla fine, per meri problemi tecnico-temporali, non si riuscisse a giungere allo scioglimento per mafia del Comune, credo che sarà doveroso che la sinistra realmente etica e radicale e la società civile aprano un confronto comune sull’ipotesi di un aperto boicottaggio della tornata elettorale: essa rischierebbe, infatti, di legittimare l’arroganza dei potenti e dei vecchi e nuovi boss di mafia. Sarebbe un modo autorevole e nonviolento di porre regionalmente e nazionalmente la centralità criminale della città-Corleone del XXI secolo.
Buon lavoro, con la stima di sempre

Antonio Mazzeo - Messina, 20 gennaio 2012
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.