5 marzo 2012

Palermo, veleni e accuse sulle primarie. Ferrandelli vince per 165 voti




Un lungo testa a testa terminato con 165 voti di distacco che fanno di Fabrizio Ferrandelli il prossimo candidato sindaco del centrosinistra. Sconfitta Rita Borsellino, il nome pulito della città, il candidato di Bersani. Dietro resta una lunga scia di accuse e tensioni, partita nei giorni passati, proseguita stamattina con l’apertura dei seggi e destinata a durare chissà quanto ancora. Innanzitutto il record di partecipazione. In serata, quando i seggi sono stati chiusi, le preferenze erano diventate quasi 30mila, 10 mila in più che nel 2007. Tensione che si rivede anche nei risultati che hanno visto Rita Borsellino e Fabrizio Ferrandelli a lungo appaiati. Quando 28 sezioni su 31 erano state scrutinate, Ferrandelli conduceva con 8780 voti. Leggermente dietro Rita Borsellino, con 8547. Poi il conto definitivo e quel dato: 165 voti di distacco. Ma la polemica è dietro l’angolo: dallo spoglio sono emerse almeno un centinaio di schede nulle e tra queste, anche schede di colore diverso da quelle stampate dal partito. Per questo la Borsellino ha deciso di rimandare alla mattina ogni considerazione sul voto. Del resto, in alcuni seggi è già partito il riconteggio delle schede. E non sono escluse le sorprese.
La giornata, in ogni caso, si era caricata subito di polemiche, come da attese della vigilia. Allo Zen, il quartiere simbolo del degrado di Palermo, ad esempio, è intervenuta la Digos dopo che era stato segnalato l’attivismo di una donna che offriva un euro (l’equivalente del ticket che si paga ai seggi) agl elettori che si recavano a votare per uno dei quattro candidati.
Nel seggio di Piazza Bellini, quello destinato al voto dei minorenni e degli 851 immigrati iscritti nelle liste, lunghissime code. E la presenza di un pulmino carico di elettori extracomunitari con le insegne di una cooperativa sociale e la scritta vota Ferrandelli, l’ex capogruppo in consiglio comunale dell’Idv sostenuto anche dall’ala del Pd che appoggia il governo di Raffaele Lombardo alla Regione.
Dell’ex golden-boy dipietrista ha parlato ieri Saverio Romano, l’ex ministro inquisito per mafia in una lettera inviata ai giornali. “Vengo tirato in ballo da tale Ferrandelli, come sostenitore della signora Borsellino alle consultazioni interne al centrosinistra. Falso, tendenzioso e ingeneroso, proprio perché costui si é recato a casa di esponenti autorevolissimi del mio partito a chiedere sostegno. E’ vero, preferisco un avversario serio e leale come la Signora ad un giovane saltimbanco dell’arrampicata, ma ciò non mi coinvolge nella loro competizione. Del resto io ed il mio partito abbiamo pochi consensi, perché se ne preoccupa…”.
Ferrandelli smentisce, ovviamente, ma la lettera di Romano accredita il sospetto di un intervento di truppe cammellate del centrodestra o di sostenitori dell’autonomista Raffele Lombardo nelle primarie del centrosinistra. Quello che è certo è che queste primarie lasceranno macerie nel centrosinistra palermitano e nello stesso fronte dell’antimafia. Rita Borsellino è sostenuta da una parte del Pd, voluta da Bersani con l’appoggio di Sel, Idv, Rifondazione comunista- Fds, socialisti di Nencini e movimenti. Fabrizio Ferrandelli ha l’appoggio pieno delle correnti e dei potentati dentro il partito di Bersani che fanno da stampella al governo Lombardo.
“Se vince la Borsellino – Leoluca Orlando lo ha detto ieri con chiarezza al nostro giornale – un minuto dopo inizia la battaglia per cacciare Lombardo dalla Regione”. Con la vittoria di Ferrandelli, invece, uomini come Giuseppe Lumia, l’ex presidente dell’Antimafia, e Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Ars, spingeranno per un ingresso del Pd nel governo regionale. Ma la battaglia va ben oltre i confini siciliani, perché la sconfitta della Borsellino è un vero e proprio knock-out per Bersani, più forte del colpo ricevuto a Genova.
“Rita Borsellino – dicono nel Pd palermitano – non è Marta Vincenzi, il suo nome evoca una storia tragica. Rita è un simbolo per l’Italia perbene”. Infine c’è il ruolo di Leoluca Orlando, per molti palermitani ancora “’u sinnaco”. In questi giorni è stato attivissimo nella campagna elettorale a favore della Borsellino, anche se non ha mai dichiarato esplicitamente di aver fatto un passo indietro rispetto all’ipotesi iniziale che lo voleva come uno dei competitori. “Ma un passo di lato sì”. Al di là dei bizantinismi, per molti questa affermazione significa che la sconfitta di Rita Borsellino, e soprattutto in presenza di un voto non limpidissimo, lo porterà a rompere il patto col centrosinistra e a presentarsi comunque con una sua lista al primo turno. Intervistato ieri dal nostro giornale, l’ex sindaco della Primavera ha liquidato questa ipotesi in modo nettissimo: “Le grandi storie non si ripetono e Rita Borsellino vincerà le primarie e le elezioni comunali vere”. Così, però, non è andata. Salvo sorprese.

di Enrico Fierro e Fabio Amato
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