24 maggio 2012

Alla Premiata Forneria Marconi



martedì 22 maggio 2012

Mi chiamo Oliviero, sono un musicista, la PFM è uno dei gruppi che più ho amato e vivo a Milazzo.
Di ritorno a casa ieri mi sono imbattuto nei manifesti pubblicizzanti l’imminente concerto nella mia città e non ho potuto fare a meno di scrivervi per manifestare la mia più profonda delusione, da fan e da cittadino pensante quale sono diventato anche grazie alla vostra musica, che ha avuto il merito di formarmi emotivamente e moralmente: mi chiedo come una band storica come la PFM possa accettare di prendere parte attiva ai festeggiamenti per l’anniversario di un’azienda che abusa dell’ambiente e della salute dei cittadini solo per massimizzare il proprio profitto, mi chiedo come possano musicisti così stimati e che io ritenevo di altissima caratura morale accettare soldi ottenuti dal più bieco sfruttamento territoriale, guadagnati su un modello di sviluppo che mortifica il nostro patrimonio culturale e ambientale perseguendo logiche mafiose, mi chiedo come Franco Mussida, Franz di Cioccio, Patrick Djivas e Lucio Fabbri che da quarant’anni sono un baluardo della musica d’arte italiana, possano accettare di diventare ingranaggi dello sporco e squallido mercato petrolifero.

A Milazzo la percentuale di tumori alle vie respiratorie tocca ormai da decenni percentuali stratosferiche, di molto più alte alla media nazionale e il Comune è stato già diverse volte sanzionato dagli organismi internazionali per aver oltrepassato le regole per la salvaguardia ambientale. Milazzo è una cittadina stupenda che potrebbe sguazzare nella ricchezza solo grazie al suo potenziale turistico, invece i ragazzi come me sono costretti a scappare perché l’unico futuro che gli si offra è un qualche tipo di manovalanza precaria all’interno dell’impianto raffinatore.
La Raffineria Mediterranea continua a comprare il silenzio e l’approvazione di una massa cittadina culturalmente troppo umile a suon di “tangenti” come manifestazioni del genere, comprano la nostra salute ristrutturando un marciapiede o offrendoci uno spettacolino musicale sul lungomare, barattano la nostra vita con i loro profitti.

La Sicilia è una terra povera e martoriata e molti vedono nella Raffineria una delle poche fonti capaci di creare occupazione e benessere economico, dunque il dibattito è più che mai acceso perché molte famiglie di Milazzo vengono sfamate dagli stipendi erogati dai petrolieri; io lotto perché questa realtà possa cambiare ma non voglio entrare qui nel merito della questione, quel che è certo è che il cinquantennio di questo MOSTRO non richieda certo nessun tipo di festeggiamento, neanche da parte di chi ne trae quel giovamento essenziale alla sopravvivenza perché se da un lato le ciminiere gli permettono di portare il pane in tavola dall’altro distruggono lentamente la loro realtà a partire dall’organismo.
Anch’io provo a vivere di musica e so cosa significhi etica lavorativa, ma ci sono certi ingaggi che non andrebbero nemmeno considerati perché imbeccare cadute di stile come questa alle porte dei settant’anni significa molto più che una sconfitta personale, così state facendo perdere tutti quelli che hanno creduto in voi e che hanno imparato qualcosa dalla vostra musica.

Perciò spero questa lettera possa aprirvi gli occhi, non credo che proprio voi possiate biasimare una delle voci di quel popolo che “sempre piagnucola, non gli va mai bene niente. Chissà perché?”.
Vi ho applaudito in tantissimi concerti negli ultimi anni, ho percorso chilometri e fatto sacrifici economici per potervi ascoltare, ma se sabato prossimo salirete su quel palco, se deciderete di sedere al banchetto con Sua Maestà, sarò costretto a fischiarvi con tutta l’aria che ho in corpo.

Oliviero Lopes



Alla P.F.M. Bis mercoledì 23 maggio 2012

di Oliviero Lopes

Ho ricevuto una risposta alla lettera inviata ieri alla Premiata Forneria Marconi (http://www.facebook.com/notes/oliviero-lopes/alla-premiata-forneria-marconi/415497438470970), in cui molto sinteticamente è stato manifestato imbarazzo per la situazione, della quale pare siano venuti a conoscenza solo da pochi giorni (?), ribadendo però che avendo firmato il contratto suoneranno "cercando di capire (?) e dire due parole prima del concerto".
Io a mia volta ho risposto e sento di dover rendere pubblico quello che ho scritto, considerata l'enorme condivisione che ho riscontrato a proposito della questione. Spero di aver rispecchiato il sentimento collettivo.

Innanzi tutto grazie per aver letto e risposto.

Penso che forse abbiate preso la questione sotto gamba, avreste dovuto riflettere un attimo e informarvi prima di firmare e forse adesso è troppo tardi, ma rendetevi conto che così state rescindendo il contratto più prezioso,
che la gente ha firmato con voi senza chiedere nulla in cambio se non la coerenza.
Pensate che qui state facendo la figura dei mercenari senza cuore, che tutti vi accusano di prostituzione intellettuale.
Lo so che in questo momento ci pensereste cento volte prima di rifare un errore del genere, ma avete la scelta in pugno, nonostante il contratto. So che qualcuno ha addirittura proposto di fare una colletta per pagare la penale e liberarvi da quest'onere, ma la scelta sta a voi.
Quel che più mi fa paura è la parola FESTA. Forse tutti siamo in combutta con questo sistema perchè nessuno oggi può fare a meno di luce elettrica e benzina, scambiamo un tipo di benessere, quello naturale, con un altro artificiale, ma
la parola FESTA è umiliante
, un cinquantenario del genere dovrebbe suggerire solo tristezza a tutti coloro che ne beneficiano direttamente e non, perchè consapevoli di star generando un "male necessario".
Quando un popolo civile è costretto a guerreggiare per difendersi non esulta ad ogni cadavere avversario che cade, esulta alla fine della guerra.
Sarebbe bello che i dirigenti della Raffineria Mediterranea dichiarassero di voler indire la più grande delle feste il giorno in cui non ci sarà più bisogno della loro industria, piuttosto che tentare di apparire dei benefattori sborsando qualche spicciolo per metterci fumo negli occhi, fumo metaforico oltre quello reale, che lentamente ci ammazza.
Non so quale contratto vi interessi di più, se vi importi più essere corretti con le persone, non solo i vostri fans ma tutta la popolazione di Milazzo e non solo, perchè così state prendendo parte alla loro derisione, alla loro umiliazione, non so se vi importi essere più corretti con la vita oppure con qualcuno che ha solo bisogno di voi e vi sfrutta per perpetrare il proprio nefasto potere offrendovi pecunia.

La mia proposta, forse un po' azzardata ma dignitosa, è quella di annullare il concerto e di organizzarne un altro tra un mese i cui incassi derivanti da un biglietto d'entrata o da un sistema di donazioni servano a pagare la penale derivante dalla rescissione del contratto, e tutto ciò che rimane sia devoluto alla ricerca contro i tumori.
Diversamente sappiate che forse di gente sotto al palco ce ne sarà, e pare ci sarà anche un servizio di sicurezza pronto a far sì che tutti abbiano il sorriso sulle labbra, ma sarà solo una gran carnevalata di carne morta.

Con sincerità

Oliviero

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