27 giugno 2012

Raffineria di Milazzo: interrogazione parlamentare del senatore Beppe Lumia (PD)



Pubblichiamo il documento integrale, riguardante l'interrogazione parlamentare del sen. Beppe Lumia (PD), avente ad oggetto la questione ambientale legata alla raffineria di Milazzo.


Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02947
Atto n. 3-02947
Pubblicato il 21 giugno 2012, nella seduta n. 749

LUMIA - Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la raffineria di Milazzo (Messina) situata sulla costa nord della Sicilia, nel golfo di Milazzo, ad ovest dello stretto di Messina, è un complesso industriale di circa 212 ettari che trasforma il petrolio greggio nei diversi prodotti combustibili attualmente in commercio; da articoli di stampa ("Quotidiano di Sicilia" on line, articolo del 30 maggio e "Corriere della Sera" del 31 maggio e dell'8 giugno 2012) emergono numerose criticità attualmente presenti all'interno dell'impianto, che configurano rischi sismico ed idrogeologico; il rapporto di sicurezza, stando al verbale conclusivo redatto dal Comitato tecnico regionale (Ctr), non risulta convincente;

il gruppo di lavoro del Ctr, incaricato di analizzare il rapporto di sicurezza 2010 a seguito dei sopralluoghi effettuati il 15 e il 16 maggio 2012, ha richiesto alla raffineria numerosi chiarimenti su questioni che riguardano la sicurezza di lavoratori e cittadini, naturalmente in fermento ed in stato di agitazione. Si evince uno stato di pericolo per la collettività in particolare sui seguenti punti:

rischio sismico per carenze risultanti dalle verifiche sismiche su edifici ed impianti dove sono state riscontrate anomalie per ampliamenti effettuati senza la messa in sicurezza di quelli precedentemente realizzati e delle strutture oggetto di ampliamento;

rischio idrogeologico: mancanza di piani di fuga in caso di inondazioni, onde anomale (la Raffineria confina con il demanio marittimo) e assenza di un'idonea protezione; sono stati chiesti chiarimenti sui termini sorgente adottati per l'effettuazione dell'analisi di rischio di aggiornamento del rapporto di sicurezza del 2010: è stata rilevata da parte del gruppo di lavoro una notevole differenza nella scelta dei diametri di rottura rispetto alle ipotesi contenute nella precedente edizione del rapporto di sicurezza; è stata richiesta documentazione specifica che dettagli le modifiche migliorative di protezione attiva e passiva antincendio messe in opera dalla raffineria (prescrizioni impartite dal Ctr dal 2002 al 2010); è stata richiesta l'indicazione circa la data e l'esito dei controlli sul fondo dei serbatoi e sulla loro eventuale sostituzione, come pure la documentazione concernente le misure a salvaguardia del sottosuolo nelle aree di impianto a protezione delle falde acquifere; è stata rilevata l'inadeguatezza della caserma della squadra dei vigili del fuoco aziendali, sia in termini di posizione, sia in termini di protezione; è stato inoltre rilevato che le verifiche periodiche degli impianti prevedono esclusivamente verifiche di funzionalità e non misurazioni dei parametri prestazionali per la rilevazione della reale efficacia degli stessi; sono state rilevate l'assenza di schede di intervento dedicate al contrasto degli eventi incidentali ritenuti credibili all'interno di alcuni impianti; sono state rilevate, presso l'impianto LC Finer: Top 3 e 7, la fuoriuscita di gasolio e idrogeno solforato da pompa P105 e la perdita da linea gas di riciclo da forno F102;

il gruppo di lavoro del Ctr ha inoltre richiesto informazioni utili per la valutazione della compatibilità territoriale dello stabilimento, in particolare riguardanti la presenza di edifici civili nell'area vicina allo stabilimento;

alle già citate violazioni della sicurezza ambientale, si aggiunge l'opportunità di verificare il ruolo che la Regione Sicilia ha svolto a partire dalla seconda metà degli anni '90 sui piani di risanamento contro l'inquinamento ambientale per sinergismo tossico ad alto rischio ambientale (Gela, Priolo, Siracusa, Augusta e Milazzo), sui piani di bonifica per amianto, in relazione ai quali, a quanto risulta all'interrogante, il territorio è stato lasciato fuori controllo, e sulla presenza o meno delle adeguate centraline di rilevamento ambientale;

è opportuno citare gli oltre 200 casi di patologie e decessi che hanno colpito dipendenti della raffineria e delle ditte dell'indotto che gravitano tutte sul territorio limitrofo, risultato della mancanza di bonifiche effettuate per ricondurre l'inquinamento atmosferico e del territorio nei limiti di soglia (si rileva insufficienza delle torrette di rilevamento ambientale, degli elementi inquinanti presenti in acqua, aria e suolo collocate nel territorio occupato dalla raffineria); a tal proposito a parere dell'interrogante sarebbe opportuno verificare se i magistrati impegnati in cause di lavoro aventi ad oggetto malattie che hanno causato svariati tipi di tumore e decessi nonché la modifica molecolare del DNA abbiano trasmesso gli atti alle autorità giudiziarie penali competenti per valutare l'esistenza del danno ambientale, del pericolo per la vita e l'incolumità del personale, dell'alterazione del patrimonio naturale, della fauna e della flora, del traffico illecito di rifiuti e della frode in materia ambientale;

di recente è stata presentata a Bruxelles una petizione relativa alla situazione esposta, con oltre 5.500 firme di cittadini al fine di richiamare l'attenzione delle autorità competenti a livello di Unione europea,

si chiede di sapere:

in che modo, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano intervenire per far rispettare i criteri di sicurezza ai quali la raffineria non si è ancora uniformata;

se intendano adottare misure di competenza al fine di fronteggiare il problema di salute delle oltre 200 persone gravitanti sul territorio dell'indotto;

se intendano intervenire per evitare un annunciato disastro ambientale.

fonte: o
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