9 settembre 2012

BARCELLONA PG, L’OPERAZIONE GOTHA 3.LE ESPLOSIVE DICHIARAZIONI DEL PENTITO SANTO GULLO


Sette avvocati, diversi non meglio precisati magistrati. Processi aggiustati in Cassazione a suon di migliaia di euro. Fughe di notizie sui collaboratori di giustizia….

ALESSANDRA SERIO per TCF

Sette avvocati, diversi non meglio precisati magistrati. Processi aggiustati in Cassazione a suon di migliaia di euro. Fughe di notizie sui collaboratori di giustizia e le indagini in corso, talpe negli apparati ministeriali. Ancora, primi squarci su quella che sembra profilarsi come l’alba delle indagini sulla “Seconda Trattativa” tra Stato e Mafia, con al centro l’avvocato Saro Cattafi. Il tutto condito da pettegolezzi su festini a base di cocaina, tradimenti, intrecci tra la Messina e la Barcellona – bene. Ma soprattutto tanta, tanta strategia. Non è ancora del tutto chiaro infatti cosa ci facciano le dichiarazioni su questo genere di fatti, rilasciate da Santo Gullo, il meccanico di Oliveri al soldo dei barcellonesi, nel faldone di inchiesta Gotha 3, che il 24 luglio sfociò nel blitz a carico di imprenditori e boss. Si tratta di due verbali, rilasciati ad aprile 2011, ora depositati in forma integrale, che stanno facendo parecchio discutere gli ambienti giudiziari messinesi.

Le dichiarazioni di Gullo, se pur precisando lui stesso che in molti casi si tratti di pettegolezzi, sono pesanti: la mafia di Barcellona, sostiene in pratica Gullo, contava sul fatto che almeno due penalisti, uno della città del Longano e un messinese, fossero in grado di vincere i processi pagando. Un altro penalista barcellonese, insieme ad una collega, organizzava festini durante i quali circolava droga e ai quali partecipavano magistrati messinesi.
Rivolgendosi ai due avvocati barcellonesi, insieme al messinese già menzionato ed un altro collega che si muove tra il capoluogo e la provincia, l’organizzazione era in grado di carpire informazioni utili agli affari, soprattutto per quel che riguarda i pentimenti degli affiliati. “I vertici sono sempre ben informati dell’andamento delle attività investigative. Penso che le fonti più ricorrenti siano gli avvocati”, sintetizza il pentito, precisando che a gestire il flusso informativo era il boss Sam Di Salvo.

Il passaggio più importante riguarda la fuga di notizie, reale o presunta, sulla collaborazione del boss di Mazzarrà Sant’Andrea, Carmelo Bisognano, pentitosi a fine 2010. Il clan, racconta Gullo, aveva capito. E grazie ad un avvocato era venuto a conoscenza del contenuto molto preciso di alcune dichiarazioni di Bisognano. Mentre una guardia penitenziaria aveva loro riferito del pentimento della compagna Teresa Truscello. Infine, la delicata fase del passaggio dallo status di mafioso duro e puro e quello di collaboratore dello stesso boss, quindi il passaggio dal suo precedente difensore al successivo, racconta Gullo, legato anche a questioni strettamente personali. La convinzione dei mafiosi di Barcellona che gli avvocati fossero in grado di aggiustare i processi era già emersa un anno fa, quando scattò il blitz Gotha 1, nelle dichiarazioni di Bisognano, che parlava di altri due penalisti molto prestigiosi, un messinese ed un barcellonese.

fonte: enricodigiacomo.org
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