5 dicembre 2012

Expo, le mani della mafia anche al Comune di Milazzo

Expo, le mani della mafia.  di Fabrizio Gatti - (28 novembre 2012) 

L'appalto principale (e più pagato) per la fiera del 2015 a Milano è andato a imprenditori che erano in affari con una delle cosche più sanguinarie della Sicilia.   L'appalto principale e più pagato per l'Expo 2015 a Milano è andato a imprenditori già in affari con la mafia. E' quanto ha scoperto 'l'Espresso' nell'inchiesta esclusiva di copertina pubblicata nel numero in edicola da venerdì 30 novembre. Nella stessa cordata vincitrice, le imprese di sostenitori e collaboratori di due ex ministri, Altero Matteoli e Giancarlo Galan. L'impresa in contatto con i boss di Cosa Nostra è la Ventura spa, società appartenente alla Compagnia delle opere, il braccio economico di Comunione e liberazione. La ditta, con sede in provincia di Messina, (Falcone)  è specializzata nella progettazione e costruzione di strade, parchi e strutture di ingegneria civile. Il nome della Ventura spa appare in un'indagine conclusa la scorsa estate dalla Procura sulla mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, una delle cosche più sanguinarie della Sicilia, lo stesso clan che ha ordinato l'omicidio del giornalista Beppe Alfano.

Secondo i verbali di un collaboratore (Santi Gullo) e di un imprenditore, che 'l'Espresso' pubblica in esclusiva, i proprietari della Ventura spa erano in contatto con il presunto boss dei lavori pubblici, Sam Di Salvo, 47 anni, nel tentativo di pilotare le gare d'appalto in provincia di Messina. Con la Ventura, nella stessa cordata: la Mantovani spa di Mestre, il cui presidente Piergiorgio Baita, 64 anni, è socio e amministratore in altre aziende del gruppo con l'ex segretaria di Galan; la Socostramo srl, del costruttore romano Erasmo Cinque, 72 anni, sponsor, consigliere e tra i fondatori del movimento politico dell'ex ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli; un consorzio di cooperative rosse e un'impresa specializzata in impiantistica. L'appalto per l'Esposizione universale da loro vinto è quello da 272 milioni assegnato la scorsa estate con un ribasso record di 106 milioni. La cordata dovrà costruire la "piastra", la base di cemento, strade, servizi su cui verranno innalzati i padiglioni. Nell'inchiesta, anche i legami tra le imprese concorrenti all'Expo di Milano e il loro ruolo di alleate nella gestione del progetto Mose a Venezia. La società organizzatrice dell'Esposizione ha negato l'accesso ai documenti della gara vinta da Ventura, Mantovani, Cinque e le coop rosse. Il rischio di un ulteriore aumento dei costi, per un evento che costerà oltre due miliardi e mezzo, e altre rivelazioni su 'l'Espresso' in edicola. [fonte link] 

MILAZZO.  Gli appalti del comune di Milazzo finiscono sulle pagine del settimanale L’Espresso in edicola (n.48-49/2012). La citazione è tutt’altro che lusinghiera visto che il nome della città viene fatto all’interno del servizio sulle ditte “discusse” che hanno vinto gli appalti milionari per Expo 2015. Nel dettagliato servizio di Fabrizio Gatti viene sviscerata l’attività della Ventura spa, società di Falcone (ME) componente della cordata vincitrice che, secondo alcuni atti giudiziari riportati dal settimanale, sarebbe contigua ad ambienti mafiosi.
In uno degli articoli del corposo servizio si parla anche di Milazzo. Tra i verbali della Procura di Messina, sostiene l’Espresso, ci sarebbero le dichiarazioni del collaboratore Santi Gullo che dichiara: «Ci fu un periodo in cui i tecnici comunali riuscivano a pilotare le gare e ad aggiudicare alle imprese che volevano, sospendendo le operazioni di gara. Per esempio le iniziavano il mattino, poi le sospendevano per riprenderle nel pomeriggio, approfittando di questo intervallo per manipolare la gara. Ricordo che nel comune di Milazzo la ditta Ventura Angelo, a seguito di una di queste manipolazioni eseguita dai tecnici comunali, si lamentò con il Di Salvo (Sam Di Salvo, ritenuto uno dei boss più influenti del barcellonese, ndr) nel senso che tale ditta aveva speso 60 mila euro per manipolare la gara. Successivamente» è sempre Gullo che mette a verbale «aveva ceduto i lavori a Sam Di Salvo, il quale non aveva ritornato al Ventura tale somma». Il settimanale non riporta la data delle dichiarazioni, né se queste hanno avuto seguito. [fonte link]
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