30 gennaio 2013

Il boss Barresi nascosto in una botola, come i topi, in una villetta di Milazzo(ME), e l’insospettabile complice milazzese, l’incensurato Salvatore Cuttone.


30/01/2013

Alle 23.30 del 29 gennaio, nel comune di Milazzo, all’interno di una villetta della Riviera di Ponente di Milazzo di fronte allo stadio Grotta Polifemo, abitazione di un complice, tale Salvatore Cuttone, incensurato, decine di agenti hanno circondato la casa. Non era un covo, il boss Barresi si trovava lì di passaggio ed infatti in casa non sono stati trovati sui effetti personali. Quando il proprietario dell’appartamento l’incensurato Salvatore Cuttone, 38 anni titolare di agenzie di scommesse e sale giochi, si è accorto della presenza della Polizia, s’è barricato in casa ed ha spento le luci. Gli agenti del Commissariato di Barcellona P.G. hanno con un’operazione lampo accerchiato l’abitazione del complice del boss, Cuttone Salvatore, nato a Milazzo di anni 38, che in un ultimo tentativo di sottrarsi all’arresto e nascondere il boss, ha sbarrato le porte di accesso alla casa e spento le luci simulando l’abbandono dell’immobile.
Penetrati all’interno attraverso le finestre dell’abitazione, i poliziotti hanno trovato il complice nascosto nel box doccia ed il Barresi(foto a sinistra) in un vano ricavato nel sottotetto al quale si accedeva mediante una piccola botola dotata di scala estensibile. Filippo Barresi, classe55’, latitante dal 24 giugno del 2011 quando, grazie all’operazione antimafia Gotha, era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Messina su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nonché da ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Messina per il reato di associazione mafiosa nell’ambito del procedimento penale Mare Nostrum. Nei mesi successivi, ripetute operazioni con un vasto dispiegamento di uomini sono state organizzate per riuscire a stanare l’uomo dal suo nascondiglio. Operazioni di ricerca e minuziose indagini hanno passo dopo passo accorciato la distanza dal pericoloso latitante ritenuto esponente di spicco e collocato ai massimi vertici della famiglia mafiosa barcellonese.

L'insospettabile complice milazzese del boss barcellonese 

Scorrendo le foto pubbliche su facebook relative al profilo del milazzese Cuttone, si scopre che la foto di copertina raffigura una barca, in fase di spostamento, sembrerebbe a ben vedere l’immagine, la zona industriale di Giammoro, Pace del Mela (ME). Un’altra foto raffigura l’imbarcazione in fase di rifinitura e dai commenti alla foto leggiamo testuali parole: 

 X.: “ki e sta bagnalora??” Cuttone.: “me la voglio comprare ,, che dici??” X.: “pare molto veloce” C.: “SI VELOCE , MA CON MONTI E' MEGLIU NA BICICLETTA” X.: “ahahahahah minki non appena ta catti t'arriva a finanza” C.: “CHE VERGOGNEEEEEEEEEEEEE” X.: “vabbe se puoi cattila e poi si vidi” Y.: “ti devi noleggiare pure un pilota però.” 

Poi troviamo una foto del Cuttone seduto appena fuori da una chiesa, e poi all’improvviso l’imbarcazione di cui sopra, nei sogni del Cuttone, improvvisamente appare nelle acque estive a ridosso della Marina Garibaldi di Milazzo. Molto probabilmente il “sogno” è stato realizzato! Poi troviamo una foto dove sullo sfondo appare la nave da crociera Costa Serena e il Cuttone in posa con una polo firmata e golfino sulle spalle da insospettabile, e nulla farebbe pensare ad un complice del boss barcellonese. 

La realtà che emerge “fotografando” l’insospettabile complice di un pericoloso boss della mafia barcellonese, è che del mondo mafioso fanno parte non solo esponenti qualificati del mondo delle professioni, dell’imprenditoria, della politica, ma può anche capitare che a orbitare e fiancheggiare il boss, ci sia un’insospettabile titolare di agenzie di scommesse e sale giochi, incensurato, attratto dal denaro facile, dal lusso, dalla polo firmata rigorosamente con colletto rialzato. Persone che hanno frequentato le scuole che anche noi abbiamo frequentato, che frequentano i nostri stessi luoghi di ritrovo, dai pub del Borgo di Milazzo, alle discoteche più alla moda e "paradisiache" della città mamertina, gestite dai figli di consiglieri comunali citati dalle commissioni antimafia", giovani “rampolli”, con la camicia bianca sbottonata sul petto, ed il Rolex d’acciaio sul polso.
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