10 febbraio 2013

Barcellona P.G (ME) PARCO COMMERCIALE, 17 INDAGATI. Avvisi a comparire per l’avv. Rosario Cattafi e i suoi familiari. Nell’inchiesta anche il prof. Gangemi, redattore del Prg

9 febbraio 2013 

Il sostituto procuratore Francesco Massara ha fatto notificare a 17 persone, tra tecnici e committenti, indagate per il reato di abuso d’ufficio in concorso determinato dall’altrui inganno, nell’inchiesta giudiziaria sulle procedure amministrative che hanno portato all’approvazione finale del Piano particolareggiato con il quale si prevede il Parco commerciale di contrada Siena la cui proprietà sarebbe riconducibile all’avvocato Rosario Pio Cattafi, altrettanti avvisi di comparizione per rendere gli interrogatori che sono iniziati giovedì e continueranno oggi negli uffici della Procura della Città del Longano. Sono 17 le persone che hanno ricevuto l’invito a rendere interrogatorio dinanzi al magistrato inquirente Francesco Massara che nell’inchiesta è coadiuvato dalla Guardia di finanza di Barcellona al comando del tenente Irene Furlan. 

Oltre allo stesso avvocato Rosario Pio Cattafi, 61anni, attualmente rinchiuso al 41 bis a seguito dell’operazione “Gotha III” per il quale si dovrà procedere con forme diverse per il suo stato di detenuto, considerato il dominus della società immobiliare della famiglia Cattafi, la “Di.Be.Ca. sas” (acroinimo che sintetizza i cognomi Di Benedetto e Cattafi), la legale rappresentante pro tempore della “Di.Be.Ca.” Ferdinanda Corica, 56 anni; i soci dell’immobiliare “Di.Be.Ca. sas”, Nicoletta Di Benedetto vedova Cattafi, 90 anni, la figlia Maria Cattafi, 64 anni; il figlio dell’avv. Cattafi, Alessandro, 36 anni. 

Gli altri inviti a comparire sono stati notificati al dirigente pro-tempore del VII Settore di Palazzo Longano, ing. Orazio Mazzeo, 61 anni, responsabile unico del procedimento che ha portato all’approvazione del Piano particolareggiato del Parco della “Di.Be.Ca.”, nonché‚ Rup del Prg; i progettisti che hanno redatto ed elaborato il P. P. del Parco commerciale, gli arch. Mario e Santino Nastasi, tutti residenti a Barcellona, a cui sono stati aggiunti il prof. Giuseppe Gangemi, progettista del Prg e l’arch. Giovanni Cattafi, anch’essi indicati al pari degli altri quali progettisti del Parco commerciale anche se per “incarico non formalizzato”. Tra gli indagati anche il presidente pro tempore della Gdm Spa, società per la quale è in atto al tribunale di Milano dove aveva trasferito la sede sociale la procedura di concordato preventivo, il dottor Piergiorgio Sacco, 69 anni, originario di Serravalle Scrivia e residente a Milano e il tecnico di fiducia della stessa società, geom. Filippo Leopatri, 52 anni di Reggio Calabria. 

Tra gli indagati anche, con le stesse ipotesi di abuso d’ufficio, i cinque componenti della soppressa Commissione edilizia urbanistica insediatasi il 25 ottobre del 2007 e che avrebbero ultimato l’esame del Piano regolatore particolareggiato proposto dalla “Di.Be.Ca” nella seduta del 3 giugno del 2008: Giovanni Milone, Santi Sottile, Valenti Sergio, Antonino Raimondo, Franco Barbera. L’ipotesi di accusa di abuso d’ufficio in concorso determinato dall’altrui inganno mossa agli indagati indica come giorno della commissione del reato la data del 16 novembre del 2009, lo stesso giorno in cui il Consiglio approvò, con un solo voto contrario, la delibera n. 59 con la quale si approvava il Prp del Parco commerciale. E agli indagati si contesta di aver determinato l’approvazione da parte del Consiglio comunale, “ingannandone i componenti sulla legittimità, essendo stato il Piano redatto in violazione di legge e regolamento”. Secondo la contestazione formulata dal sostituto procuratore Francesco Massara “Il Piano così redatto e affetto da vizi, era dapprima valutato dal punto di vista tecnico progettuale per conto della Gdm da Filippo Leopatri e successivamente da Piergiorgio Sacco con la consapevolezza dei vizi, quale legale rappresentante della Gdm, ne era richiesta il 29 giugno del 2007 l’approvazione al Consiglio comunale”. La famiglia Cattafi, con in testa l’avv. Rosario Pio quale titolare di fatto, assieme a Fernanda Corica quale socio accomandatario della “Di.Be.Ca. Sas”, consapevoli a loro volta che il Piano fosse affetto da vizi, richiedevano per conto della “Di.Be.Ca.” e con atto formalmente depositato il 5 gennaio del 2009, la voltura a proprio favore dell’intestazione della pratica relativa al Parco commerciale. La Commissione urbanistica, in tre diverse sedute, esprimeva invece parere favorevole nonostante –come contesta la Procura – “la presenza degli evidenti vizi di legittimità”. L’ing. Orazio Mazzeo, “il 23 luglio 2009 esprimeva ulteriore parere favorevole all’approvazione e formulava proposta di delibera di approvazione del Piano particolareggiato relativo al Parco commerciale e trasmetteva il successivo 27 luglio gli atti in Consiglio per l’approvazione”. 

A tutti i 17 indagati si contesta di aver concorso “nell’ingannare i componenti del Consiglio comunale, ingenerando in essi la falsa convinzione della legittimità del Piano del parco commerciale, determinandone l’approvazione avvenuta con delibera n. 59 del 16 novembre del 2009, con un conseguente ingiusto vantaggio patrimoniale a favore della Di.Be.Ca. Sas”. 

La Procura spiega anche che il vantaggio per l’immobiliare della famiglia Cattafi è consistito “nella facoltà ad essa attribuita di dare attuazione, nonostante soggetto privato, al Piano particolareggiato e potendo in tale veste far ricorso a procedure pubblicistiche specie ai fini dell’esproprio e nella possibilità di sfruttare nuove zone residenziali non previste nel Prg”. 

LEONARDO ORLANDO – GDS 


IL SINDACO: Nessun blocco nell’attività del settore urbanistico 

BARCELLONA. A Palazzo Longano l’Amministrazione rompe la consegna del silenzio rivelando anche aspetti dell’inchiesta giudiziaria che ha portato al sequestro del Prg e dei suoi allegati. In una nota l’Amministrazione comunale che ha inteso rispondere solo adesso alle esortazioni del presidente del consiglio Angelo Pino, «chiarisce che il sequestro degli incartamenti riguarda solo un caso specifico e che pertanto non ha inficiato in nessun modo l’attività degli uffici tecnici». Poi l’Amministrazione Collica promuove gli uffici tecnici «i quali – scrive – invece hanno ricevuto un pubblico plauso da parte di tutti gli Ordini professionali e dalla stessa Amministrazione per i risultati raggiunti negli ultimi tempi. L’indagine della magistratura non blocca tanto meno l’iter in corso della presa d’atto del PRG, per la definizione della quale si attende il completamento della relativa istruttoria e la conseguente definizione della delibera di presa d’atto. Solo di recente – scrive il sindaco – i progettisti hanno consegnato l’ulteriore documentazione richiesta sulle modalità utilizzate per recepire le prescrizioni contenute nel decreto regionale di approvazione del PRG, attualmente al vaglio degli uffici. Del tutto infondate, per quanto comprensibili, appaiono pertanto le preoccupazioni avanzate dal presidente del Consiglio». (l.o.) 

La vicenda cominciata nel 2007. L’area del Parco commerciale di contrada Siena finita sotto i sigilli per decreto del 24 marzo del 2011 emesso dal Tribunale delle misure di prevenzione su richiesta della Dda, si estende su una superficie di oltre 18 ettari, di cui 5, 24 ettari appartengono all’immobiliare “Di.Be.Ca. Sas” della famiglia Cattafi. L’inchiesta giudiziaria è iniziata con una informativa della Guardia di finanza di Barcellona, a cui si aggiunse successivamente un esposto dell’associazione antimafia “Rita Atria” di Milazzo. Il Parco era stato approvato a maggioranza, con un solo voto contrario, dal Consiglio comunale nella seduta del 16 novembre del 2009. Il Piano era stato presentato inizialmente il 29 giugno del 2007 dalla società “G.d.m. SpA” di Reggio Calabria (proprietaria dell’Ipermercato Carrefour di Milazzo). La stessa società, successivamente, ha poi reso noto di non essere più interessata – nonostante avesse pagato le spese di progettazione – all’iniziativa urbanistica. Il 5 gennaio del 2009 la Di.Be.Ca. chiede la voltura a proprio favore delle pratica relativa al Parco commerciale ottenendone poi l’approvazione in Consiglio. L’inchiesta sulle varie fasi della vicenda. (l.o.) 

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