23 febbraio 2013

Censurati e minacciati, ma la sfida al Potere continua



Sta per chiudersi la campagna elettorale più brutta della storia repubblicana. In cui Tutti hanno promesso a Tutti di restituire Tutto. In cui Tutti, nell’impossibilità di offrire cifre, hanno dato i numeri. In cui Tutti, per un pugno di voti in più o per qualche voto in più, hanno blaterato di “condoni tombali”, di “restituzione dell’Imu”, di “abolizione dell’ Irpef”, di “desistenza”, di “voto utile”…
Bersani e Monti sperano disperatamente di allearsi un minuto dopo l’apertura delle urne. Bersani e Monti fanno finta di non volersi alleare un minuto dopo l’apertura delle urne. Nichi Vendola un giorno promette che “non sarà un cagnolino al guinzaglio della coalizione” e il giorno dopo “che sarà un soldatino ubbidiente della coalizione”. Berlusconi promette abusivismo, falso in bilancio, crociate contro l’Europa, goal di Balotelli (unica promessa sinora mantenuta). Giannino “sale” in politica (anche lui) con certificati di laurea taroccati. Il capo dello Stato Napolitano rilascia patenti in bianco a Monti (ancora!) che affida alle mani di Obama, che sembra guardarlo un po’ sorpreso. Grillo, con piazze stracolme, fa il suo personalissimo remake del 25 aprile, Casa Pound inclusa. Si potrebbe continuare.
Rivoluzione civile, di contro, ha condotto una campagna elettorale esemplare. Ha incontrato giovani disoccupati, cassintegrati, pensionati, nuovi poveri, casalinghe, lavoratori di piccole fabbriche in agonia … Non ha dato numeri. Ha fornito qualche cifra: a quanto ammonta, ad esempio, l’inviolabile fatturato di corruzione, evasione fiscale, riciclaggio e mafie riunite. E quanto costerebbero i 131 cacciabombardieri sui quali Monti e Bersani preferiscono sorvolare.
Perché meravigliarsi, allora, se Ingroia sta antipatico al sistema dei partiti, agli antipartito come Grillo, alla galassia dei media, televisiva e cartacea? Ingroia, quando diede vita a Rivoluzione Civile – suppongo – sapeva dilanciare una sfida aperta ai mammasantissima del Potere italiano, di fare qualcosa di molto ma molto “politicamente scorretto”. Qualcosa mi dice che un buon numero di italiani ha ricevuto e capito il messaggio. E siccome chi ha orecchie per intendere ha inteso, è venuto giù il sipario nero della censura televisiva di questi ultimi giorni, con annesse minacce di morte che, in casi del genere, non guastano mai.
In conclusione: sta andando proprio come doveva andare. E nessuno, in queste ultime ore, deve mollare.
Saverio Lodato
Candidato alla Camera dei deputati per Rivoluzione Civile
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