15 aprile 2013

Ingroia, Riscossione Sicilia e le parcelle di Renato Schifani



15 aprile 2013
Il presidente Crocetta l’aveva detto: per mettere ordine a “Riscossione Sicilia” serve un magistrato. Il mandato di Crocetta ad Ingroia era chiaro: bisogna migliorare i risultati economici. E fare luce sulla selva di consulenze e incarichi legali che Riscossione Sicilia ha distribuito a una cerchia ristrettissima di studi professionali. Il contenzioso provocato dai tributi, tra ricorsi, morosità e contestazioni, è monumentale e le cause venivano affidate a professionisti esterni. 

Tra questi avvocati ingaggiati dalla struttura regionale, Ingroia avrebbe ritrovato un personaggio di cui si è occupato nelle vesti di pubblico ministero. Si chiama infatti “Pinelli – Schifani – Dagnino” lo studio legale palermitano ad avere ottenuto negli anni scorsi il maggior numero di pratiche. Secondo alcune stime, Riscossione Sicilia gli avrebbe affidato incarichi con parcelle il cui valore complessivo supera i 2 milioni di euro l’anno. Lo Schifani che appare nella sigla dello studio professionale non è un omonimo, ma è proprio il senatore Renato Schifani, l’ex presidente del Senato, ora capogruppo del Pdl a Palazzo Madama. Lo stesso su cui ha indagato un pool di pm coordinati proprio da Ingroia. L’inchiesta contro il parlamentare è stata poi archiviata pochi mesi fa. L’ex magistrato avrebbe deciso se confermare lo studio tra i referenti dell’ente di riscossione, sia cercare di stabilire la congruità delle parcelle presentate negli scorsi anni. Altro bubbone che Ingroia avrebbe dovuto affrontare, quello relativo alla repentina uscita di scena del Monte dei Paschi di Siena dal pacchetto azionario della società siciliana. Al momento di lasciare, tra il 2011 e l’inizio del 2012, il management senese decise di valutare la propria quota di Riscossione Sicilia quasi 360 milioni di euro. Il valore della azioni venne stimato senza l’ausilio di valutatori esterni e comunicato al socio di maggioranza, la Regione siciliana, come vero e proprio atto d’imperio. Per pagare quella somma, la Regione ha dovuto accendere un mutuo ventennale con un rateo di venti milioni di euro l’anno. Con quale banca? Con il Monte dei Paschi di Siena, ovviamente. Alla fine dei conti, la società incaricata di riscuotere i tributi ha una perdita di bilancio di oltre 22 milioni di euro l’anno, soldi che finiscono ad appesantire ulteriormente il già asfittico bilancio dell’isola. Cominciano ad avere delle risposte i perché sollevati dalla decisione del Csm, la figura e la professionalità di Ingroia sarebbe stata indubbiamente scomoda. 

fonte: Articolotre.com
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