22 maggio 2013

In atto un tentativo di intralciare il processo Borsellino


Fabio Repici: 'In atto un tentativo di intralciare il processo Borsellino' 

21 Maggio 2013 di Adnkronos 

21 maggio 2013 Caltanissetta, 21 mag. - (Adnkronos) - "C'e' il tentativo di intralciare e di condizionare il processo Borsellino quater". E' la denuncia dell'avvocato Fabio Repici, legale di parte civile di Salvatore Borsellino nel nuovo processo per la strage di via D'Amelio. Repici chiede quindi, nel corso dell'udienza, al presidente della Corte d'Assise Antonio Balsamo di acquisire un articolo di Repubblica pubblicato il 18 maggio in cui si vede un oggetto rosso sul luogo della strage che, secondo l'articolo, potrebbe essere l'agenda rossa. Anche se secondo la Procura si tratterebbe di un parasole. Repici chiede anche di ascoltare i giornalisti Franco Viviano di Repubblica e Gianmarco Chiocci ed Enrico Tagliaferro del Giornale per un altro articolo pubblicato. "C'e' il tentativo di condizionare gli operatori del processo dall'esterno - ribadisce Repici - Noi abbiamo la certezza che nel video non si veda alcuna agenda rossa. Invece l'articolo e" costruito in modo capzioso". Adnkronos 

MAFIA: LEGALE SALVATORE BORSELLINO: 'VIDEO UN INTRALCIO, SI CITI CRONISTA' 

Caltanissetta, 21 mag. - L'avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, costituitosi parte civile al processo "Borsellino quater", ha chiesto al presidente della Corte d'Assise di Caltanissetta, Antonio Balsamo, di citare, fra i testi, il giornalista Francesco Viviano in merito all'articolo pubblicato dal quotidiano "La Repubblica" che mostra un fotogramma che immortala un oggetto rosso che secondo il cronista sarebbe l'agenda del giudice Paolo Borsellino. "Riteniamo che questo articolo, con un seguito sul Sky e su Il Giornale, sia - dice il legale - un tentativo di intralcio e di condizionamento dall'esterno di questo processo". Il legale ha chiesto alla corte di citare Viviano "perche' riferisca la fonte che avrebbe fornito a lui il documento da cui ha tratto origine il suo articolo e spiegare alla corte la sua genesi". Alla richiesta si e' opposta la procura, rappresentata in aula dal Pm Stefano Luciani: "E' un video gia' al vaglio della procura e sulle quali vi sono gia' delle indagini in corso". Il giudice si e' riservato di decidere sul merito. AGI 

Mafia: S. Borsellino: 'Filmato agenda rossa? Ennesimo depistaggio' AGI - 21 maggio 2013 

Caltanissetta. Il filmato appena ritrovato in cui compare quella che sembra un'agenda rossa in via D'Amelio subito dopo la strage e' poco credibile secondo Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso. "Credo si tratti dell'ennesima polpetta avvelenata", ha detto ai giornalisti oggi a margine dell'udienza del processo "Borsellino quater" a Caltanissetta. "Agli agenti sono esplose in mano le pistole. Le mani erano ridotte a brandelli e le braccia sono state strappate. I loro corpi erano carbonizzati. Come si puo' pensare che l'agenda sia rimasta integra? Se volete fare un depistaggio fatelo secondo logica, in maniera che sia credibile e verosimile. Cosi' c'e' da vomitare", ha aggiunto. 

Secondo Salvatore Borsellino, "e' assurdo che vengano utilizzati dei metodi cosi' baggiani per cercare di sviare il corso della giustizia. Tutto questo avviene nel momento in cui dopo vent'anni si sta cercando di arrivare alla verita'. Un fotogramma che viene pubblicato quando finalmente siamo nella fase dibattimentale di un processo, quando finalmente si discute dell'agenda rossa e questo non era mai avvenuto, alla presenza delle parti civili e del pubblico che deve essere informato su una cosa che ha segnato la vita del nostro Paese". Salvatore Borsellino ha sostenuto che "via d'Amelio non e' una delle tante stragi che sia avvenuta in Italia ma e' una strage che ha determinato i successivi vent'anni della vita del nostro Paese. Paolo era un ostacolo alla trattativa. Visto che la trattativa e il pagamento delle cambiali della trattativa e visto che i ricatti incrociati legati alla trattativa continuano oggi a determinare anche la vita politica del nostro Paese, quella strage ha delle fondamenta intrise di sangue". Dunque, "e' importante che questo processo si svolga senza tentativi di depistaggi, senza questo preteso scoop. E' importante che la gente possa conoscere la verita' ". E invece, ha accusato Salvatore Borsellino, "nel momento in cui si cerca di arrivare alla verita' si solleva l'ennesimo fumo per cercare di confondere le idee. Sono qui per conoscere gli autori del depistaggio. Da li' si risale ai mandanti. Mi interessa la sparizione dell'agenda rossa perche' e' lo snodo di quella strage e su quell'agenda si basano i ricatti incrociati che reggono gli equilibri di questa Repubblica. Se viene fatto un depistaggio - ha concluso - ci deve essere un motivo. Mi interessa anche perche' i sospetti siano stati indirizzati nei confronti di una famiglia mafiosa piuttosto che un'altra. Se e' la famiglia di Brancaccio ci sono allora altri collegamenti".
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