13 giugno 2013

La Dda di Palermo riapre l’indagine sulla cattura di Provenzano - Intrecci diabolici tra un "gigante" (Spatuzza) e un “nano” (Lo Giudice)

UN ESTRATTO DALL'ARTICOLO DI ROBERTO GALULLO (Blog): 

Attilio Manca


La Dda di Palermo riapre l’indagine sulla cattura di Provenzano - Intrecci diabolici tra un "gigante" (Spatuzza) e un “nano” (Lo Giudice) 

LA MORTE DI ATTILIO MANCA. Vale infine la pena sottolineare che forse la latitanza di Provenzano si lega anche alla scomparsa dell’urologo Attilio Manca, morto in circostanze misteriose tra l’11 e il 12 febbraio 2004 a Viterbo, presso il cui ospedale lavorava. Originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, nel 2003 viaggia nel sud della Francia, per assistere a un intervento chirurgico, come disse lui stesso ai genitori. Nel 2005 nell’inchiesta che porta alla maxi operazione antimafia denominata Grande Mandamento emerge che Bernardo Provenzano è stato a Marsiglia: una prima volta dal 7 al 10 luglio 2003 per sottoporsi a radiografie e ad esami di laboratorio e in un secondo momento proprio nel mese di ottobre dello stesso anno per subire l’operazione alla prostata. Guarda tu che coincidenza: l’urologo Manca e il boss Provenzano sono – nello stesso periodo – in Francia. E, guarda tu che altra coincidenza, il secondo è il malato e il primo è il chirurgo (bravo, esperto, affidabile, siciliano) che può alleviargli le pene. Manca potrebbe essere stato l’urologo che operò (costretto verrebbe da pensare) Provenzano appunto in Francia una prima volta per essere poi assistito non a Viterbo ma forse in una clinica a Roma, anche alla luce dei contatti medico-massonico di Provenzano nella sanità laziale ai più alti livelli. Altissimi. Irraggiungibili ai comuni mortali.
Piero Grasso
Il 10 luglio 2012, in un evento pubblico, l’allora procuratore capo della Dna e oggi presidente del Senato, Piero Grasso, aveva ancora una volta tagliato la testa a due ipotesi in una: non si è mai riscontrata alcuna presenza certa della latitanza di Bernardo Provenzano nel Lazio e mai trattativa tra Stato e Cosa nostra ci fu per la sua cattura: «Non c’è nessuno elemento che ci porta a ritenere che il boss abbia soggiornato nel Lazio. Certi giornalisti si fanno affascinare dalle ipotesi. I magistrati non hanno assolutamente trattato». Il Lazio non è una regione citata a caso, perché in sede di dichiarazioni davanti a De Francisci oltre un anno fa, proprio da alcuni pm, fu ricordato la strano caso dell’omicidio-suicidio di Manca. Fascinazione dei giornalisti, dunque, zero. 

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