3 dicembre 2013

MILAZZO: malattie nella Valle del Mela, ragazzini con tasso altissimo di cadmio nel sangue e ritardi negli sviluppi degli organi genitali - Basta con le "opere compensative" tra politica e industrie

[fonte foto]

Comunicato Stampa: la "salute" delle spese militari per la politica conta di più 

Milazzo lì, 30/11/2013 Associazione Antimafie “Rita Atria”

A seguito della notizia che la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ha acquisito gli atti relativi ad uno studio dell’Università di Messina secondo il quale la popolazione giovanile residente nella Valle del Mela (12 -14 anni) risentirebbe di gravi ritardi nello sviluppo degli organi genitali e avrebbero preoccupanti presenze di metalli pesanti nel sangue e che questo, visto il confronto fatto con altra popolazione giovanile residente a Montalbano Elicona, sia da mettere in relazione all’inquinamento ambientale della zona, L’Associazione Antimafie “Rita Atria” dichiara quanto segue: 

in attesa che i magistrati della Procura svolgano le loro indagini e giungano a chiare conclusioni, è alla politica che ci rivolgiamo, quella nazionale, regionale e locale, perché dica una volta per tutte da che parte sta; ci dica se sta dalla parte dell’interesse comune o dalla parte dell’interesse privato. E lo deve dire con fatti e atti concreti, non più con frasi di circostanza, buone per le campagne elettorali o per i talk show televisivi. 

Cominci da subito a: 
a) Trovare i fondi riducendo sprechi inutili, stipendi gonfiati, finanziamenti per sagre di periferia, ecc. utilizzando anche le opportunità economiche europee, per fornire i territori di strumenti moderni di rilevazione dell’inquinamento dell’aria dell’acqua e della terra, che vengano gestiti da enti terzi e autenticamente indipendenti in modo da conoscere lo stato dei luoghi e darne puntuale e sicura informazione ai cittadini. Non si dica che non ci sono soldi. E’ sufficiente guardare la spese di Stato, Regione e Comuni per capire che se la salute dei cittadini, garantita dalla Costituzione, è, per la politica, la priorità, è solo sufficiente rinunciare al “voluttuario”. 

b) Negli ultimi 20-25 anni si sono elargiti incentivi a pioggia alle imprese utilizzando gli ammortizzatori sociali non per il loro scopo originario ma come forma di investimento occulto; si veda per. es, la L.223/91 nata per aiutare “temporaneamente” le aziende in crisi senza gravare eccessivamente sui redditi dei lavoratori e che si è trasformata, nel tempo, in una sorta di finanziamento di Stato mirato esclusivamente alla riduzione del costo del lavoro, facendo gravare il relativo peso economico sulla totalità dei cittadini. Con la complicità, bisogna dirlo, di organizzazioni sindacali che negli ultimi anni hanno abdicato al loro ruolo storico di propositori di sviluppo per limitarsi a gestire la fuoriuscita dal mondo del lavoro dei lavoratori, con l’effetto “placebo” degli ammortizzatori sociali. Se incentivi bisogna dare, ebbene si diano quegli incentivi, anche cospicui, controllandone l’utilizzo effettivo, alle aziende a rischio inquinamento, mirati all’abbattimento delle emissioni nell’aria, in acqua , nella terra. In questo modo , non solo si migliora la qualità della vita dei cittadini ma si toglie alle aziende l’alibi degli elevati costi dell’ambientalizzazione degli impianti. 

c) La politica deve fare leggi più severe per i reati ambientali inserendo tutte queste tipologie di reato nel codice penale; nel contempo, invece di pensare solo e sempre alle prossime elezioni si pensi al futuro e ad una possibile riqualificazione dei territori in funzione delle nuove, moderne e pulite fonti di energia. 

Tutto questo sarebbe economicamente sostenibile se solo si riducessero di appena un terzo le spese militari e per gli armamenti. La smetta, una volta per tutte, la politica, di avere con le aziende inquinanti un rapporto di do ut des: quell’ aberrante ricatto culturale, che si registra soprattutto in ambito locale, e che è noto con il nome di “opere compensative”. “Inquini”? Pazienza, ma almeno sponsorizzami la squadra di calcio, o la festa del patrono; o costruiscimi un impianto sportivo o regalami un pulmino per disabili”. 

La politica dovrebbe avere con le aziende inquinanti un ruolo esclusivamente istituzionale nel reciproco rispetto della legalità, nella consapevolezza che il costo sociale delle malattie è di gran lunga più alto di una piscina, piuttosto che una festa o una squadra di calcio. 

Attendiamo con fiducia l’esito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo Di Gotto. Siamo certi che se i magistrati proveranno le responsabilità , queste ultime saranno senza dubbio sanzionate. Ma se la politica, in tutti i suoi livelli, non cambia passo, non decide di stare veramente dalla parte del tanto abusato “ bene comune”, le eventuali sanzioni si tradurranno nel solito ricatto occupazionale che non farà altro che determinare una guerra fra poveri (ambientalisti e lavoratori) a scapito di tanti e a vantaggio dei soliti noti. 
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