4 gennaio 2014

Cassonetti dei rifiuti? Puoi trovarci anche scarti radioattivi!


sabato 4 gennaio 2014 

La vicenda risale al 16 e al 17 dicembre 2013. Come riporta il quotidiano online Parma Today, due automezzi carichi di rifiuti non avrebbero superato il controllo dei valori di radioattività in quanto superiori al limite consentito. Il portale di verifica della radioattività all’accesso dell’area del (contestatissimo) inceneritore di Parma ha rilevato un risultato positivo al controllo radiometrico dei rifiuti in ingresso. 

Uno dei camion apparteneva ad Iren (una grossa società che opera nel settore della distribuzione del gas metano, della raccolta rifiuti e dell'igiene ambientale e coordina l'attività delle società territoriali dell'Emilia Romagna per la gestione operativa del ciclo idrico integrato, delle reti elettriche e del teleriscaldamento) l’altro alla San Germano spa, che ha vinto l’appalto Iren per la raccolta dei rifiuti dai cassonetti. Successivamente l'Arpa informava che l’allarme era scattato solo a causa di un fazzoletto intriso di isotopi radioattivi, probabilmente gettato da un paziente in cura per un tumore alla tiroide. Un fazzoletto sarebbe stato casualmente diviso in due parti e finito in due camion diversi? Non sembra verosimle che in tutta Parma ci sia solo un malato alla tiroide, sottoposto a cure radioattive. Di solito in un anno sia all’ospedale Maggiore di Parma, che al S. Maria ci sono minimo un centinaio di persone in cura per tumori alla tiroide. In teoria i fazzoletti, o altri effetti personali contaminati, dovrebbero essere molti di più. 

Certo che per la San Germano non è un buon momento, visto che alcuni dei suoi dirigenti, insieme ad alcuni della Manutencoop, sono sotto processo nel sassarese per turbativa d’asta. Secondo la magistratura inquirente infatti sembra che andassero personalmente a fare “pressioni” sui sindaci di vari comuni sardi, per ottenere gli appalti milionari dello smaltimento dei rifiuti. 

La San Germano, pur avendo la sede nel vercellese, è azionista di Tirrenoambiente, che nel messinese è assai nota per indagini che attengono al business della discarica di Mazzarrà S. Andrea. La società partecipata dall’ex comune dei vivai ha a sua volta stretti rapporti con la Gesenu di Perugia e il potente "re di Malagrotta" Manlio Cerroni di Roma, tutte stranamente in lizza per gli appalti dei comuni etnei del catanese. Un po’ come è chiacchieratissima anche la Caruter, srl di Brolo che ha vinto anch’essa un appalto Iren Ambiente, che le cronache siciliane descrivono come quella subentrata alla Aimeri per lo smaltimento rifiuti nei comuni etnei, e che vanta crediti milionari con gli amministratori locali, dopo aver vinto gli appalti persino al 53% del ribasso, non stipendiando i suoi dipendenti, e disattendendo spesso l’ impegno preso. Resta, infine, un inquietante interrogativo scaturito dall’episodio di Parma: chi nasconde rifiuti radioattivi nei cassonetti urbani? Da dove provengono quei rifiuti, e quante altre volte mescolati ai rifiuti urbani, possono essere stati destinati in discarica?
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