29 marzo 2014

Deep web, il nuovo business delle mafie 2.0

28/03/2014
Drugstore Cowboy è un film del 1989, per la regia di Gus Van Sant con Matt Dillon protagonista. Racconta di quattro tossicodipendenti che per procurarsi droghe e farmaci, assaltano le farmacie degli ospedali. In uno dei tanti forum visitati, ci siamo imbattuti in un topic strano. Si intitola proprio così: Drugstore Cowboy. L’utente che ha aperto la discussione si fa chiamare Cophnia e va subito al sodo: ha bisogno di droga, tanta, buona e gratis e ha pensato di assaltare l’ospedale della sua città. 

Entrare nel deep web è come entrare in un mondo nuovo, un mistero che può nascondere un’infinità di labirinti, di recessi, di enigmi e di incognite. Il web è una galassia da 550 miliardi di documenti dei quali i motori di ricerca raschiano solo la superficie, indicizzandone 2 miliardi appena, meno dell’1%. Il resto galleggia in una sorta di iperspazio, al quale si può accedere solo con speciali programmi di anonimizzazione. 

Quando entri, ti imbatti in siti, dove puoi trovare qualsiasi cosa illegale e potenzialmente pericolosa. Armory ad esempio è un grande mercato ombra online dove si possono comprare e vendere armi in totale segretezza, sicuri di poter difendere il proprio anonimato. Kevin1945 ha tentato di venderci per 15.000 dollari un fucile di precisione, ma con meno di 800 euro compri una glock23e, con soli 81 euro una Taurus PT 1911 una pistola semiautomatica costruita sul modello in dotazione alle forze armate americane. 
Non solo armi da fuoco: è possibile acquistare anche coltelli, lame, machete, spade e manuali sulla fabbricazione di esplosivi. È su Armory che un tale di 24 anni, James Holmes, la scorsa estate ha comprato un vero e proprio arsenale che poi ha utilizzato per compiere una strage in un cinema di Denver(12 morti e 25 feriti). Tutte le armi vendute su Armory vengono smontate, divise in diverse parti, numerate, etichettate, imbustate separatamente e spedite in questo modo al cliente. Armory ha chiuso i battenti quest’estate dopo il caso Holmes ma sul deep web non hanno perso tempo e ne hanno aperto un altro dal nome Arms Depot, ugualmente fornito. 

Armi e droga. Nel web celato ne scorre a fiumi. Su tutti, Silk Road, la via della seta. Dall’eroina ai bazuka, passando per denaro falso, rolex rubati, capi d’abbigliamento contraffatti, virus informatici, macchine per clonare patenti e carte d’identità, documenti manipolati, password estorte per utilizzare l’account facebook di utenti inconsapevoli e altro (molto) ancora. Conta 33 sezioni, e più di ottomila pagine, delle quali quasi tremila spettano agli stupefacenti.
Non a caso il portale è conosciuto anche col nome di Amazon delle droghe. Come un vero e proprio negozio online tutte le pagine sono corredate da una scheda grafica accurata, con tanto di foto dell’articolo, prezzo, quantità, paese di provenienza e una breve descrizione sulla qualità del prodotto. C’è solo l’imbarazzo della scelta: funghi allucinogeni, acidi, droghe sintetiche, prodotti chimici, psicoattivi, smart drugs, antidepressivi. 

Per capirci qualcosa in più abbiamo contattato Koltbiz, uno spacciatore di cocaina, che ha piazzato un annuncio cliccatissimo sul forum di Silk Road. Vende cocaina purissima colombiana. Per 3,5gr chiede 240 dollari da pagarsi in bitcoin. 

Ci viene garantito che la nostra merce arriverà in Italia in meno di due settimane.
Non andiamo oltre, ma la droga viene spedita in speciali involucri anti – odore (a prova di cane) e arriva quasi sempre a destinazione. Secondo uno studio della Carnegie Mellon University il mercato illegale di Silk Road vale 2 milioni di dollari al mese. Annesso al sito c’è un gigantesco forum dove migliaia di utenti discutono su qualsiasi argomento, meglio se illegale. È qui che un blogger americano, la scorsa estate, ha aperto un topic in cui chiedeva consigli e suggerimenti vari su come rovesciare il governo di una repubblica delle banane. [fonte]
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