26 aprile 2014

E-Servizi, contratti e gettoni agli amici dei politici: “Un sacco da 4,5 milioni”

[fonte foto]
Sullo sfondo, una politica di spartizione dei posti fatta prima dalla vecchia Udc e da parte di Forza Italia, poi dall’Mpa di Lombardo. 


di Emanuele Lauria - 25 aprile 2014 

Un assolto in piena regola. Gli amici e i parenti dei politici, e in taluni casi i politici stessi, erano entrati ovunque: gestivano la banca dati giuridica, facevano comunicazione, curavano addirittura la manutenzione delle centraline idro-pluviometriche, gli strumenti che misurano il livello delle acque piovane. Un esercito di “segnalati” che ha dato corpo al sogno siciliano della new economy, trasformato in uno stipendificio. È un manuale di moderno clientelismo, il dossier su Sicilia e-Servizi consegnato alla Procura e alla Corte dei conti dall’amministratore unico Antonio Ingroia. 

Un dossier di sette pagine imperniato soprattutto sulla relazione-shock di un dirigente, il responsabile dell’ufficio legale e contratti Leonardo Palazzolo, che mette a fuoco un presunto danno erariale da 4,5 milioni. La cifra relativa a consulenze e collaborazioni inutili. Il grande sacco, a sentire Ingroia, si sarebbe perpetrato fra il maggio del 2009 e il dicembre del 2011. Il caso più eclatante denunciato dall’ex magistrato è quello di una «consulenza di fatto », di durata semestrale, per la quale il beneficiario, l’avvocato catanese Andrea Musumeci, ha presentato una richiesta di compenso di 3 milioni 456 mila euro. Ma il dirigente che scrive il rapporto punta il dito sulla «smisurata contrattualizzazione di collaboratori a progetto e consulenti in assenza di alcuna preventiva pianificazione e in spregio alle reali esigenze aziendali, cui ha fatto seguito un ingiustificato costo aggiuntivo per la società di 851 mila euro. È lungo l’elenco degli allegri contratti. 

E dei cognomi che portano quasi sempre alla politica. Emblematico il caso della manutenzione delle centrali idropluviometriche. Prima che passasse a Sicilia e-Servizi, questa attività era stata svolta dall’osservatorio regionale delle acque e da un’azienda privata, la Envirtec, impiegando sei addetti. La società partecipata dalla Regione ha invece fatto contratti a progetto a 18 persone. Tredici in più del necessario. 

Chi c’era fra questi? C’era Alfonso Vassallo, attuale capogruppo dell’Mpa al consiglio comunale di Agrigento, vicino all’ex assessore regionale Roberto Di Mauro. C’era Deborah Civello, cognata del senatore di Forza Italia Francesco Scoma. E Margherita Messina, storica collaboratrice del gruppo di Forza Italia e del Pdl all’Ars. 

E ancora Dafne Floresta, figlia dell’ex sottosegretario forzista Ilario Floresta. Fino a Giovanni Vivacqua, figlio dell’ex presidente della Provincia di Agrigento Stefano Vivacqua. Serviva, quel personale. Con tale convinzione gli amministratori fecero 16 contratti per gestire la banca dati delle leggi. Peccato che, come scrive Palazzolo, le attività «venivano gestite da 11 risorse». E allora fu fatta «un’assunzione arbitraria e senza alcuna motivazione» di altre cinque persone. 

Fra loro Vincenzo Lo Monte, fratello del deputato ex Mpa Carmelo Lo Monte, Urania Papatheu, ex commissario della Fiera di Messina e Sergio Nuzzo, nipote dell’ex ragioniere generale della Regione Enzo Emanuele. Per la comunicazione furono firmati sei contratti ma esiste la documentazione solo di due impiegati. «Appare ingiustificata — scrive il dirigente — l’assunzione di altre quattro risorse». 

Fra i nomi delle «risorse» spunta quello di Nicolò Caldarone, già collaboratore di Guido Lo Porto, adesso vicino al deputato Riccardo Savona. Ingiustificata, secondo la relazione fatta dall’attuale amministrazione di Sicilia e-Servizi, anche una spesa da 38 mila euro per dotarsi di un esperto che si sarebbe occupato di «supporto alla logistica»: l’esperto in questione è Vincenzo Toia, assiduo frequentatore dell’entourage cuffariano. 

Nel mirino anche tre assunzioni per «l’ampliamento della componente servizio pubblica connettività a banda larga », fra cui quella di Nicola Barbalace, ex consigliere comunale di Messina. «Privo di motivazione » anche il contratto fatto a Prospero Chillemi, che si candidò per l’Mpa alle Comunali di Catania, per un supporto all’esecuzione della gara hardware e software. Serviva un supporto più generico anche «per bandi e gare»: è la scelta è caduta su Mario Parlavecchio, cugino e omonimo dell’ex deputato e assessore dell’Udc

Il caso più eclatante rimane quello della consulenza da 3,5 milioni che, dice Ingroia, è stata assegnata all’avvocato Musumeci «senza alcun contratto scritto e nonostante l’esistenza di un ufficio legale nella società». Un incarico che, prosegue l’amministratore, «non ha prodotto un solo parere rimasto agli atti». Ma Musumeci ha adito il tribunale di Catania che, senza entrare nel merito, ha disposto un sequestro conservativo che blocca le spese di Sicilia e-Servizi. 

Ingroia ha inviato in procura anche le carte con cui Musumeci si dice pronto ad accettare una transazione da 1,5 milioni di euro e chiede 100 mila euro all’ex pm per il danno d’immagine ricevuto. 

Sullo sfondo, una politica di spartizione dei posti fatta prima dalla vecchia Udc e da parte di Forza Italia, poi dall’Mpa di Lombardo. 
Tutto con l’avallo, presunto, dell’ex presidente Emanuele Spampinato, un ingegnere che è stato candidato in una lista autonomista alle Regionali del 2008. Spampinato si difende così: «La mia azione è stata sempre contraddistinta dal salvaguardare la spesa pubblica mantenendo i conti della società in attivo. Rivendico l’aver bloccato sia gli affidamenti al socio privato e sia il rinnovo di tutti i contratti a progetto, comportando il risparmio di centinaia di milioni di euro per le casse regionali». Ma resta quel dossier in mano ai magistrati. Che, al di là degli aspetti giudiziari, già spiega come l’informatica possa trasformarsi in infornata. Di raccomandati. [fonte]
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.