19 giugno 2014

#Expo2015, Procura di Catania interroga Maltauro su appalti siciliani. Tra Etnapolis, mazzette a Messina, cemento depotenziato e subappalti in odor di mafia

Etnapolis Catania
19 giugno 2014 

NEL MIRINO LA COSTRUZIONE DI ETNAPOLIS E DEI PORTI DI ACITREZZA E RIPOSTO 

I magistrati della Procura di Catania hanno interrogato Enrico Maltauro su vicende collegate alla costruzione di Etnapolis, uno dei più grandi centri commerciali della città. L’imprenditore, come sappiamo,è finito in carcere lo scorso 8 maggio nell’inchiesta con al centro le tangenti sugli appalti dell’Expo e la cosiddetta ‘cupola’.
EXPO
La notizia dell’interrogatorio è riportata in un articolo del Sole 24 Ore – a firma di Nino Amadore e Giuseppe Oddo- nel quale si specifica che i sostituti etnei, che hanno in corso un’indagine contro ignoti rubricata nel 2014, hanno chiesto all’imprenditore se avesse mai incontrato o conosciuto i fratelli Basilotta, alle cui aziende la Maltauro Costruzioni aveva affidato in subappalto alcuni lavori per Etnapolis. 

Uno dei fratelli è stato arrestato nell’ambito di una inchiesta per mafia e appalti, nel 2005 (condannato in secondo grado, ma il processo d’appello da rifare). Il sospetto è che ci sia qualche collegamento con il clan Santapaola. 

Enrico Maltauro
Maltauro, sempre secondo quanto riporta il quotidiano economico, è attualmente sotto processo anche a Messina con l’accusa di avere corrotto Giuseppe Chiofalo, un ingegnere del Pd, ex responsabile della segreteria tecnica del sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile. “Per favorire le proprie aziende, Malaturo gli avrebbe allungato del denaro “a mezzo bonifico bancario sul conto corrente appositamente aperto dal Chiofalo a nome del centro studi Cetras e dalla società Ambiente e Sicurezza.
Il procedimento messinese nasce da uno stralcio dell’inchiesta di Catania sull’uso di cemento depotenziato nei lavori per la metropolitana etnea”. Il gruppo Maltauro è coinvolto anche nei lavori per la costruzione del porto di Riposto e Acitrezza.
E non è scluso che l’inchiesta della Procura di Catania possa espandersi a macchia d’olio. [fonte]

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