10 giugno 2014

Mafie e organizzazioni criminali oggi: tra meccanismi, intrecci, usura e "giochini" su Piani Regolatori negli uffici tecnici dei Comuni.



9 giugno 2014

Mafie e Ndrangheta: tra meccanismi, intrecci e "giochini" sul Piano Regolatore negli uffici tecnici della pubblica amministrazione. Pubblichiamo qui di seguito alcune riflessioni del magistrato calabrese Nicola Gratteri 

Mafia, ‘ndrangheta e camorra, fenomeni umani che moriranno con l’essere umano. 

“Accade che il "delatore", l’informatore della mafia, la spia che viene autorizzata dal capo ‘ndrangheta di “suggerire” una possibile strada investigativa alle forze dell’ordine degli atti incendiari legati alle estorsioni di giovani ‘ndranghetisti che agiscono in proprio, indirizzi, appunto le forze dell’ordine a far arrestare questi “picciotti autonomi”. 
Con questo metodo, dice Gratteri, ci guadagnano tutti; i giornalisti scrivono prima, durante e dopo; le forze dell’ordine risolvono il problema perché pressati da Roma a risolvere prima possibile il tutto; la magistratura si fregia della brillante operazione, il capo ‘ndrangheta, così agendo, allontana le perquisizioni giornaliere da se stesso e dagli altri capi Locale e tutti sono soddisfatti”. 

Di cosa si occupa oggi la criminalità organizzata? 
1) Traffico di cocaina 
2) Estorsioni 
3) Usura 
4) Appalti 

Le estorsioni servono a far mangiare i picciotti e a delimitare il confine del territorio. L'estorsione marca il territorio delimitando e chiudendo i confini del Locale di ‘ndrangheta. 

L’usura in passato era ritenuta disonorevole perché si sarebbe approfittata dei bisogni della povera gente, mentre oggi viene praticata senza scrupoli. L’usura è come la tossicodipendenza, non si esce o per lo meno ne esce solo una minoranza. 

Si esce dall’usura se ci sono: una buona magistratura capace di fare buone indagini e una buona associazione antiracket capace di sostenere la vittima di usura, non solo economicamente ma anche psicologicamente. 

Un esempio: siamo nel caso in cui un commerciante vittima di usura si trova già nella condizione di avere due o tre istanze alla cancelleria fallimentare; il commerciante si rivolge in un primo momento ai parenti ma ad un certo punto finiscono anche i soldi prestati dai parenti. Le banche avevano già chiuso i rubinetti. 

Il commerciante è a un bivio: o decide di dichiarare fallimento, ed è questa ipotesi che il magistrato Gratteri suggerisce in tale condizione, oppure di rivolgersi ad un usuraio. Nel caso in cui si rivolge all’usuraio, gli chiede 100.000 euro, ma l’usuraio, nel giro di due o tre ore, gliene fornisce subito 80.000, perché alla vittima, gli calcola gli interessi in anticipo. La vittima è eccitato, cammina mezzo metro da terra perché era da tempo che non vedeva tutti quei soldi; la prima cosa che fa è andare subito dagli avvocati a far togliere l’istanza fallimentare alla cancelleria fallimentare, poi andrà dagli altri creditori, salderà i debiti che doveva, comprerà altri prodotti, abbellirà il negozio; per un paio di mesi, pensa di potercela fare. Al terzo o quarto mese si accorge che non c’è scampo, si accorge che entro il mese non riesce nemmeno a pagare gli interessi del “prestito”. Quindi ci saranno da uno a tre anni di agonia. 

Quando si rende definitavamente conto che non c’è scampo, andranno due o tre picciotti a strattonarlo, a spintonarlo, e spareranno alla macchina, spareranno al negozio, ma non lo bruceranno perché sarà la garanzia del debito. Di solito, quando si brucia il negozio, non è usura, è un’altra cosa. Il negozio deve essere preservato, ma l'organizzazione si limita a  sparare alle serrande. 

Il giorno dopo esce l’articolo sul giornale; parenti e amici andranno a portare solidarietà, e andrà anche un uomo dell'organizzazione criminale, un uomo anziano, un "saggio", che porterà solidarietà, chiedendo come stia la vittima, dicendo che è tanto dispiaciuto, affermando che ormai non si capisce più niente, che non ci sono più gli uomini di una volta, dicendo alla vittima che lui si ricorda di averlo visto crescere, si ricorda del padre della vittima dell'usura, che aprì anni fa questo negozio, e ancora prima del nonno. 

Il commerciante è ancora a un bivio; o si prende la solidarietà ricevuta, o inizia a confidarsi dicendo che vuole a questo punto vendere l’attivita. Se non va incontro ai “seggerimenti del saggio”, dopo quindici o venti giorni, al negozio accadrà qualcos’altro, che provocherà l’articolo di giornale, in modo tale che il "saggio" dell'organizzazione criminale possa ritornare nuovamente dal commerciante in difficoltà. 

Alle strette, il commerciante sceglie di confidarsi e chiede aiuto al “saggio”, per una possibile vendita e il “saggio”, gli prospetta l’ipotesi di “un fidanzato di mia nipote”, che non lavora, e “il nostro desiderio sarebbe quello di vederlo sistemato con un lavoro”. E gli prospetta anche l’ipotesi che con tutta la famiglia si adopereranno a mettere insieme dei soldi per un possibile acquisto dell’esercizio commerciale. 

L’iter è che le parti trovano l’accordo, si va dal notaio che formalmente vende l’immobile, ma in sostanza, il commerciante vittima, non avrà mai quei soldi, perché i soldi andranno all’usuraio da questa vendita fittizia, mentre invece, nella realtà, spesso, il commerciante, da proprietario, diventa “garzone” del suo stesso negozio. Immaginate, dice Gratteri,  lo stato di umiliazione e prostrazione del commerciante e dei suoi familiari e amici. Mai rivolgersi agli usurai. 

Paradossalmente, i migliori pagatori di tasse, sono gli imprenditori mafiosi. Perché il problema per l’imprenditore mafioso, non è quello di guadagnare, ma di giustificare i soldi che sono dietro quattro mura di un immobile, casa, villa, barca da trenta metri, suv etc., tutti proventi dal traffico di cocaina. 

Il controllo degli appalti per l'organizzazione criminale oggi. 
Oggi le gare si fanno col massimo ribasso. Gare in cui può esserci un ribasso anche del 40%. Formalmente, ognuno da casa sua, dal proprio ufficio, prepara l’offerta, la scrive al pc e poi la deposita, e se noi magistratura, dice Gratteri, andiamo in un comune a sequestrare gli atti, non troviamo una virgola fuori posto, tutto perfetto. L’imbroglio però sta a monte; si discute per macro aree. 

Nel perimetro di 50 mq, ci si riunisce nello studio di un architetto, di un ingegnere, o di un imprenditore, e si organizza una cena in un locale, e secondo la rispettiva forza, ci si aggiudica le varie opere pubbliche. Ed è in questa sede che si discuterà della percentuale di ribasso. Nell’ipotesi che la gara la dovesse vincere un soggetto esterno che non era stato invitato a “quella cena”, ad esempio una ditta di Mantova, Modena o Bologna, il soggetto che si è aggiudicato l’appalto ha fatto un grosso errore. Scende in Calabria, o Sicilia e gli si presenta il famoso e già citato bivio: “o ritiri l’offerta, scrivi una lettera al sindaco e dici che anche se sei bravo e sei in campo da 50 anni, non hai fatto bene i calcoli e rinunci all’offerta perché non ti conviene; oppure, “formalmente” rimani titolare dell’offerta, ma noi ti forniamo, materiale, mezzi e operai. 

Il magistrato Gratteri si augura a questo punto che non ci sia nei prossimi anni, un terremoto in Calabria, perché le costruzioni degli ultimi 30 anni sono fatte tutte con cemento depotenziato. Una indagine su una galleria provava il fatto che il cemento, anziché essere al 400% era al 150%, cioè terra e acqua. Dove un chilometro è costato più del canale della Manica, con fondamenta più corte di 7 mt. e il solaio più stretto di 12 cm. 


Ci si domanda: - ma se l'organizzazione criminale è così ricca, perché interviene anche sui lavori di un marciapiede che ne costerebbe 20.000 euro? Perché dove c’è da gestire denaro e potere, li c’è. Se per una settimana la ‘ndrangheta fa lavorare in un cantiere cinque padri di famiglia, questi, alle elezioni, si ricorderanno di votare il candidato prescelto dal capo dell'organizzazione criminale. Non solo guadagno ma gestione del potere. Dove non riesce il Sindaco, o l’ufficio del Comune, riesce il capo mafia. 

Le Mafie sono ne di destra, ne di sinistra, ma votano solo per il cavallo vincente. 
Basta controllare un pacchetto di voti pari al 15/20% e spostarlo a “destra” o a “sinistra”, il gioco è fatto. Io organizzazione criminale, concorro a decidere su chi andrà a fare il sindaco. Se pensiamo alla legge Bassanini che ha facilitato l’ingresso della criminalità nella pubblica amministrazione in modo esponenziale, sarà dunque poi possibile scegliere il tecnico comunale, e così via. 

Quindi il capo mafia che ha concorso in modo decisivo alla elezione del Sindaco, si troverà di conseguenza a "gestire" il Comune. Ma una delle cose più banali, importanti e decisive che può capitare a un capo mafia, nell’essersi impegnato a raccogliere voti, sarà il “giochino” del Piano Regolatore. Dopo aver vessato un proprietario terriero per anni, viene pagato quel latifondo, terreno agricolo, che per ogni metro quadro si può costruire mezzo metro cubo. 
A un certo punto, come per magia, per incanto, una relazione dell’ufficio tecnico prevederà l’aumento della popolazione del 10% o 15%, quindi quella zona originariamente del latifondo, diventa zona B, vale a dire che ogni metro quadro, diventa 2,5 a metro cubo e quindi il “giochino” è fatto; da 10 euro al metro, da 5 euro al metro, arriviamo a 200/250 euro.

[Una breve biografia:  Nicola Gratteri nasce nel 1958 a Gerace nella Locride, terzo di cinque figli da una famiglia umile. Dopo aver conseguito la maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Catania. Si laurea in quattro anni e due anni dopo entra in magistratura. Attualmente è uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Impegnato in prima linea contro la 'Ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese; vive sotto scorta dall'aprile del 1989. Il 21 giugno 2005, il ROS dei Carabinieri ha scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalašnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri. Probabilmente è colui che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono alle tre grandi mafie italiane di prosperare. Ha partecipato a programmi televisivi di Raitre per la presentazione dei suoi libri: Fratelli di sangue, La Malapianta e La giustizia è una cosa seria e dove ha evidenziato come alcuni piccoli cambiamenti (senza costo) possano far ridurre drasticamente gli inconvenienti connessi alla trasmissione delle notifiche e all'uso strumentale delle intercettazioni. Di recente ha pubblicato un altro libro (assieme al giornalista Nicaso) "la mafia fa schifo" dove sono raccolti pensieri e lettere di ragazzi sul tema mafia, Gratteri da sempre è molto sensibile all'utilizzo dello strumento di educazione dei giovani e giovanissimi come valida prevenzione nella lotta alla mafia a tal fine viaggia nel mondo della scuola e dell'università, in Italia e all'estero, per incontrare i giovani e spiegar loro il perchè non "conviene" essere ndranghetisti.]
http://malgradotuttoblog.blogspot.it/

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