31 luglio 2014

Avvocati Liberi - GDA: NISCEMI I BUONI E CATTIVI O I VERI OPPOSITORI ?


30/07/2014
E’ notizia di questi giorni che un Giudice del Tribunale di Gela ha disposto il divieto di dimora a Niscemi per 29 ragazzi, che hanno già partecipato in passato a diverse manifestazioni contro il MUOS di Niscemi. Non è questa, ovviamente, la sede ove fare le opportune valutazioni giuridiche, che faremo nei prossimi giorni avanti il Tribunale del Riesame di Caltanissetta. Ciò nondimeno non possono non farsi delle valutazioni di natura politica-giuridica. Per intanto va sempre ribadito un concetto: ovvero che gli atti e le procedura con le quali si stanno ormai ultimando i lavori del MUOS sono ancora sub iudice.

In breve il MUOS è un qualcosa che nei prossimi mesi potrebbe essere definito illegittimo se non addirittura illecito dai Giudici amministrativi e da quelli penali. Questo è un aspetto che passa troppo spesso in secondo ordine. Come parimenti lo è il fatto che nessuna autorità sanitaria ha statuito con assoluta certezza e con prove certe che il MUOS non sia dannoso alla salute. Basti solo leggere il comunicato dell’ Istituto Superiore della sanità sul MUOS.

Il MUOS non è la Cappella Sistina o una area protetta. E il movimento no muos non è un’orda di vandali o di iconoclasti. Anzi veramente il MUOS è ubicato in un area protetta, ma di questo non è mai importato a nessuno. Prova ne sia che dal 1991 questa splendida sughereta è stata massacrata e violentata dagli americani, nel silenzio di troppi, Regione Sicilia e Magistratura in primis. Torniamo a noi.

C’è un passo dell’ordinanza che a mio avviso non ha molto motivo per esserci. Un passo che non è giuridico e che non ha alcuna finalità investigativa. .... “Al corteo (si fa riferimento a quello del 9 agosto 2013,) prendevano parte circa 2000 persone, fra cui numerosi appartenenti ai movimenti “NO-MUOS” ed antagonisti provenienti dai vari centri sociali, non solo siciliani. Sono stati notati alcuni soggetti con cartelli e manifesti relativi ai Movimenti “No-TAV”; “No-DAL MOLIN”; “NO-RADAR Sardegna”; “NO-DISCARICHE”; “NO-PONTE”; “NO-TRIV” ed all’Associazione “Rita Atria”....... Al corteo erano presenti ben più associazioni, ricordo Libera, i boy scout, diversi sindaci, partiti e movimenti politici. Perché indicarne solo alcuni ? E perché quelli ? Perché, a titolo di esempio, omettere Libera e citare l’associazione antimafie Rita Atria ? Mi sa tanto di buoni e cattivi. I partiti buoni i No…. cattivi. Ciò mi sa non dico di criminalizzazione di soggetti e del movimento no muos in genere ma di indicizzazione di determinati gruppi, gruppi tutti pacifisti nonché ambientalisti anti militaristi e antimafia. Siamo al paradosso, esistono una serie di indagini penali sul MUOS per verificarne la correttezza, ma sembra quasi che il MUOS sia diventato un opera pia e chi manifesta contro viene “ indicizzato “. Tra questi indicizzati conosco bene l’associazione antimafie Rita Atria e una delle sua fondatrici Nadia Furnari. La quale ricordo si è già beccata una denunzia ( come altri ) per i fatti del 9 agosto. E come altri se ne fa una medaglia al merito. 

All’associazione Rita Atria, grazie all’impegno di Nadia e dei tanti militanti, è stato riconosciuto dal Tribunale di Palermo il ruolo di persona offesa nelle denunzie le tante denunzie che Nadia per conto dell’associazione ha firmato il MUOS, denunzie che stanno facendo il loro corso. Qualità di persona offesa riconosciuta anche da altri Tribunali della Repubblica per altre vicende non meno gravi. Ecco forse cosa accomuna quei gruppi “ indicizzati “ nell’ordinanza, essere i veri oppositori a quello strumento di guerra che è il MUOS. Ma questa è una valutazione politica e non giuridica. Faccio l’avvocato e quindi accetto il contraddittorio. Accetto che qualcuno accusi il mio assistito di aver commesso un fatto reato. Tocca a me poi dimostrare che non è cosi. E proprio come avvocato, non mi piace vedere in atti giudiziari, veline che sembrano uscire dell’ ex Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’ Interno, quello di Federico Umberto D’Amato. GDA [fonte]
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