16 dicembre 2014

In Sicilia il mondo criminale di #MafiaCapitale è infiltrato tra i militari della Marina. NOMI E COGNOMI


15/12/2014 SIMONA SCANDURA

Un altro filone dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Una nave fantasma trasporta gasolio dal valore di 7 milioni di euro destinati ad una nave in realtà naufragata nel 2013. ARRESTATI alcuni uomini della Marina Militare.
L’inchiesta Mondo di Mezzo ha delle ramificazioni inimmaginabili. In Sicilia il mondo criminale di Mafia Capitale è riuscito ad infiltrarsi persino tra i militari della Marina. Titoli di trasposto e fatture illecite dalla base militare di Augusta al distributore di carburante di Carminati.
Una frode all’erario che supera i sette milioni di euro per  un presunto commercio nero di carburante che avrebbe rifornito le pompe di benzina legate al clan con a capo Carminati. 
Il carburante, 11 milioni di litri, doveva essere destinato alla Marina Militare, ma in realtà arrivava in Sicilia per essere trasferito a Roma al distributore di corso Francia, base logistica di Carminati.
La nave infatti alla quale era destinato il carburante è naufragata nel settembre 2013 nell’Oceano Atlantico. Gli arrestati sono Mario Leto capitano di Corvetta della Marina Militare Capo Deposito della Direzione di Commissariato Militare Marittimo di Augusta,Sebastiano Distefano primo maresciallo Marina Militare Capo Reparto Combustibili della medesima Direzione, Salvatore Mazzone maresciallo Marina Militare  destinatario di custodia cautelare in carcere.
L’operazione denominata “GHOST SHIP”  nave fantasma in corso dalle prime luci dell’alba da parte del  Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma è stata avviata a seguito degli elementi emersi nei confronti di M. P., detto “M. il romanista”, nell’ambito dell’operazione “MONDO DI MEZZO” svolta unitamente al R.O.S. dell’Arma dei Carabinieri.
I militari arrestati, a vario titolo, avrebbero attestato falsamente l’avvenuta consegna del carburante ovvero la sua certificazione. Arrestati anche un tecnico chimico F. I., che invece attestava la qualità e le caratteristiche del prodotto mai consegnato. In manette anche Lars P. Bohn, Massimo Perazza e Andrea D’Aloja, titolari di società conniventi per ottenere il carburante. Dieci in tutto gli indagati. 
LO STRATAGEMMA:
 Lo stratagemma utilizzato, grazie anche alla complicità di appartenenti alla stessa Marina Militare, consisteva nell’attestare falsamente il rifornimento dei citati depositi per mezzo della nave cisterna denominata “VICTORY I”
Peccato che le indagini delle Fiamme Gialle hanno permesso di accertare come in realtà la stessa nave fosse naufragata nel settembre 2013 nell’Oceano Atlantico, tanto che alcuni componenti dell’equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi. 
Grazie ai fittizi trasporti della fantomatica “VICTORY I”, mai attraccata nel porto di Augusta, è stata attestata falsamente la fornitura di oltre 11 milioni di litri di gasolio navale, del valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, pari al danno subito per le casse dell’Erario. 
Il carburante veniva fornito documentalmente da una ditta danese, riconducibile a L. P. B., destinatario di ordinanza di custodia cautelare, titolare di un appalto con l’Amministrazione della Difesa, che si avvaleva della collaborazione di due società italianquali brokers, la G. C. B. S.r.l. di M. P. e la A. P. di A. D., entrambi complici del B. e anch’essi destinatari di analoga misura restrittiva della libertà personale.
e
Il Tribunale di Roma, Sezione G.I.P., ha altresì disposto il sequestro preventivo per equivalente, fino alla concorrenza del danno per l’Erario di 7.401.248,36 di euro, delle risorse finanziarie e dei beni delle persone fisiche e delle società coinvolte.
Si presume che da questa operazione ne scaturiscano altre in Sicilia.
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