20 dicembre 2014

Traffico d’armi, arrestato in Montenegro ex deputato Fi MASSIMO ROMAGNOLI, già patron dell’Orlandina calcio

Massimo Romagnoli

Le accuse sono pesantissime. Terrorismo e cospirazione finalizzata all’uccisione di cittadini americani. Reati per cui l’ex deputato italiano Massimo Romagnoli è stato arrestato a Podgrica, in Montenegro, insieme a due cittadini romeni (tra cui uno con importanti cariche nel governo di Bucarest) con l’accusa di traffico d’armi a favore delle «Forze armate rivoluzionarie colombiane» (Farc), tra i maggiori produttori ed esportatori mondiali di cocaina. 

Come riporta l’agenzia rumena Mediafax, ad annunciare il provvedimento giudiziario sono stati il procuratore del distretto di New York Preet Bharara e il direttore della Dea, l’agenzia anti droga statunitense, Michele Leonhart. Un’indagine che ha i contorni della spy-story. Con una iniziale «soffiata» riguardante le attività illegali dei tre. E l’impiego di tre «007» della Dea che si sono finti acquirenti per conto dei colombiani. 

La possibile estradizione negli Usa. 
Stando a fonti giornalistiche degli Stati Uniti, il Montenegro ha avviato la pratica per l’estradizione negli Usa sia per l’ex parlamentare italiano che per i due rumeni. «Armi per uccidere militari americani». Nel corso dell’inchiesta, lunedì sono stati arrestati, sempre in Montenegro, due cittadini rumeni complici di Romagnoli. Si tratta di Cristian Vintila, 44 anni, e di Virgil Flavius Georgescu, 42 anni. Del primo si sa che ha importanti incarichi in uffici statali della Romania ed è un consigliere comunale del Spd (Partito socialdemocratico, formazione che vede tra le sue file molti ex rappresentanti del regime di Ceaucescu). Insieme a Romagnoli sono accusati di avere organizzato la vendita di un grande quantitativo di armi – tra cui cannoni anti aerei e lanciarazzi – destinato ai guerriglieri colombiani delle Farc. 
Le armi, si legge nell’accusa della procura newyorchese, avrebbero potuto essere usate dai guerriglieri per uccidere cittadini statunitensi in Colombia. Romagnoli, Vintila e Georgescu sono stati incastrati da una serie di intercettazioni e da tre agenti della Dea sotto copertura che si fingevano intermediari delle Farc. Romagnoli, definito «trafficante di armi con base in Europa», si era anche offerto di fornire falsi certificati europei per far risultare la vendita delle armi. I tre, se giudicati colpevoli, rischiano ora condanne fino al carcere a vita. 

La carriera in Forza Italia. 
Imprenditore siciliano residente ad Atene, Romagnoli era stato nel 2006 capolista di Forza Italia per la ripartizione Europa (Circoscrizione Estero), poi coordinatore dei Circoli della Libertà in Europa. Tra le iniziative portate avanti nella sua esperienza da deputato, nel 2007 ci fu la presentazione di una proposta di legge sull’editoria per favorire la nascita di giornali online che avessero un legame con la comunità italiana nel mondo. Nel febbraio 2008, inoltre, presentò la Confederazione degli imprenditori italiani in Europa, per «valorizzare le attività degli imprenditori italiani residenti in Europa». Fra gli scopi dichiarati allora: «dotare il Paese di uno strumento efficace in grado di offrire alle imprese italiane che si aprono alla concorrenza globale nuove e privilegiate prospettive di partnership, grazie alle esperienze acquisite “sul campo” dai suoi associati» e, al tempo stesso, «offrire un valido sostegno alle attività istituzionali di promozione degli interessi dell’Italia all’estero». Lo scorso aprile, infine, Romagnoli è stato nominato vicepresidente «Club italiani nel mondo» nel Comitato di Presidenza di Forza Italia nella Regione Sicilia, presentato dallo stesso Silvio Berlusconi. corriere.it 

Orlandina, la lettera d’addio di Massimo Romagnoli. L’ex Patron “paladino” ha voluto diffondere una missiva aperta a tutti i tifosi e agli abitanti di Capo d’Orlando. 
Dopo aver rassegnato le proprie dimissioni, l’ex Presidente dell’Orlandina Calcio, Massimo Romagnoli, ha voluto diffondere una lettera aperta agli abitanti di Capo d’Orlando che pubblichiamo di seguito integralmente: “Cari Amici, ho rassegnato le dimissioni da presidente della NFC Orlandina Calcio. Dall’8 agosto del 2011, giorno in cui ho iniziato questa avventura, sono state molteplici le gioie da me vissute, dall’inesperienza del primo anno alla promozione in Serie D, fino alla salvezza senza play-off della scorsa stagione. Ricordo con particolare emozione alcune partite come le vittorie in Eccellenza contro la Tiger Brolo e il Due Torri, il 4-1 contro la Cavese, per non parlare dello straordinario risultato di 3-0 contro la squadra di Brolo di qualche settimana fa, quando tutti ci davano perdenti. Purtroppo gli impegni lavorativi, ma soprattutto familiari, mi hanno indotto a dimettermi in quanto non riuscivo più a svolgere al meglio il delicato ruolo di presidente. Ringrazio tutti i soci ed i collaboratori che mi hanno accompagnato con determinazione in questo esaltante percorso. Ringrazio Capo d’Orlando per avermi seguito in questi anni, nel bene e nel male. Mi ritiro con un ricco bagaglio di nuove conoscenze e di forti emozioni. Sono stato orgoglioso di aver investito il mio tempo, i miei soldi e le mie energie in questa squadra, quella del mio Paese, per cui ho combattuto tanto. Sicuramente avrò fatto degli errori ma vi prometto che mi impegnerò seriamente, da oggi in poi, nel risanare tutti i miei debiti dovuti a forza maggiore. Gioie e amarezze le conserverò gelosamente nel mio cuore e faranno parte di me e della mia vita. Amo Capo d’Orlando e non sono assolutamente pentito di aver speso, nei tre anni della mia dirigenza, più di 1,3 milioni di euro per qualcosa che ho amato più di me stesso. Orlandini vi voglio bene…..pagherò tutti e ritornerò a guardarVi negli occhi.”

L’INCHIESTA: Romagnoli tra affari, politica e sport. La garanzia? Mi manda il Cavaliere

di Fabio Geraci Imprenditore, dirigente sportivo, politico. Uno sprovveduto, come sembrerebbe a chi lo conosce sommariamente, o un personaggio fin troppo furbo e inquietante? Ma chi è veramente Massimo Romagnoli, 43 anni, sposato, tre figli, nato a Capo d’Orlando ma residente da anni in Grecia? Professionista di successo, almeno all’apparenza, perché delle sue attività si conosce ben poco, se non quanto riportano le biografie ufficiali e Wikipedia. E proprio dall’enciclopedia online si legge che Romagnoli ha cominciato come responsabile commerciale per l’importazione di macchine agricole, passando poi alla realizzazione di gruppi elettrogeni con un’azienda in proprio che distribuiva i prodotti nei paesi arabi, nel Mediterraneo e in Italia, in Germania, nel Regno Unito e in Belgio. Nel 2008 viene nominato dal Dipartimento energie alternative della Energetica Spa di Roma, responsabile per la progettazione e costituzione di parchi eolici e fotovoltaici in Grecia, Bulgaria e Turchia e dal dal 2011 è amministratore delegato della Progressouk Ltd di Londra, che come si può leggere dal sito, è specializzata in consulenze internazionali. 

Un business variegato, fatto di import-export, ma anche il pallino della politica. 
Romagnoli, infatti, conquista un seggio nel Parlamento italiano: due anni scarsi come deputato di Forza Italia, dal 2006 al 2008, eletto su indicazione di Mirko Tremaglia con i voti degli italiani all’estero nella Circoscrizione Europa. Viene anche nominato responsabile dei circoli azzurri all’estero, con i quali intrattiene strettissimi rapporti. Rapporti, per la verità, anche pericolosi e non proprio limpidi, almeno secondo quanto riporta Wired.it (leggi) in un’inchiesta pubblicata il 12 aprile scorso che ipotizza collegamenti tra la mafia e la Germania e, in particolare, tra la Sicilia e Colonia dove i boss di Cosa nostra, oltre agli affari illeciti, tentano anche di ottenere il supporto della politica. 

E in una delle tante intercettazione disposte dalla polizia tedesca spunterebbe proprio il nome di Massimo Romagnoli che sarebbe entrato in contatto con Calogero Di Caro, definito uno degli uomini di punta della “Baumafia” della Nord-Reno Westfalia. Intrecci mafia-politica che Wired.it riporta nel suo articolo: “Nel 2006 – è scritto – Romagnoli viene eletto deputato alla Camera con 8.700 voti provenienti dall’estero. La maggior parte di questi erano stati raccolti proprio a Colonia. È possibile che Romagnoli non sospettasse minimamente con chi se la facesse Di Caro, ma quest’ultimo lo cita anche durante l’interrogatorio con la Bka (la polizia federale criminale tedesca, ndr). Agli inquirenti racconta di avere avuto una richiesta di aiuto da parte di Massimo Erroi, il commercialista della Baumafia, quando questo si trovava in carcere in Germania. Gli serviva un passaporto. Di Caro dice di avere pensato a Romagnoli”. Circostanza, questa, smentita da Romagnoli che, sempre a Wired.it, ha negato di aver ricevuto tale richiesta: “Conosco Calogero Di Caro, mi ha aiutato con la campagna elettorale, aveva un’impresa di pulizie. Ma questo Massimo Erroi è la prima volta che lo sento nominare. Personalmente non ho mai ricevuto richieste di questo tipo né da Di Caro, né da nessun altro”. Archiviata la parentesi in Parlamento, anche se con qualche intoppo (in rete Romagnoli è stato accusato di aver copiato da Wikipedia un’interrogazione scritta al ministro degli Esteri sulla disputa, avviata dalla Grecia, per il nome della Fyrom, cioè della ex Repubblica Jugoslavia di Macedonia), recentemente l’ex deputato ha tentato di riciclarsi candidandosi alle scorse elezioni europee per Forza Italia. Un’auto-investitura, considerato che, nonostante le assicurazioni dei vertici siciliani del partito e del coordinatore siciliano Vincenzo Gibiino, il suo nome non sarebbe poi stato inserito nelle liste definitive. 
E dire che Romagnoli assicurava a tutti di avere un filo diretto con Berlusconi in persona e di avere avuto proprio dal Cavaliere l’investitura per l’Europa. Tanto da spendere oltre 40 mila euro solo per pubblicizzare la sua faccia e il suo impegno elettorale, tappezzando quasi tutte le città dell’Isola di manifesti e locandine con lo slogan: “Basta! In Europa si cambia musica”. E poi altri soldi per incontri elettorali, brochure, comparsate nelle televisioni locali, cene, pranzi, e convegni. Impegno che s’è concluso con una un’esclusione bruciante il 16 aprile scorso – quasi in coincidenza con l’avvio delle indagini che hanno portato al suo arresto – quando, con un comunicato dai toni soft, il politico dichiarava di fare “un passo indietro e di ritirare la candidatura alle prossime consultazioni elettorali sostenendo tutti quelli che, all’interno del nostro progetto, puntano al rilancio economico e sociale della Sicilia, anche a livello europeo. “Il mio impegno e il mio sostegno alle liste di Forza Italia – era scritto nel comunicato – è totale nel convincimento che a Bruxelles dovremo fare una battaglia comune per risolvere i problemi ancora aperti nella nostra regione. Ringrazio il presidente Berlusconi e i vertici di Forza Italia, a cui rinnovo la mia stima e disponibilità: continueremo a lavorare insieme per le prossime sfide che attendono il nostro partito”. Con il senno del poi, sembra quasi un segno premonitore di quanto sarebbe accaduto nel giro di qualche mese. Un flop che dalla politica arriva anche allo sport. Romagnoli, diventato presidente dell’Orlandina calcio nel 2011, conquista subito la promozione dall’Eccellenza alla serie D. Sembra un progetto serio, ma è invece un fuoco di paglia. L’avvio dell’attuale stagione calcistica è incredibile: la neopromossa Orlandina compra giocatori dalla Germania. Il tecnico arriva dall’Ucraina. Tutta gente, però, che non conosce per nulla le categorie minori siciliane. Il risultato? Un crollo immediato. Sportivo ma soprattutto societario. All’improvviso, infatti, Romagnoli spiazzando tutti a Capo d’Orlando, si dimette a novembre promettendo attraverso un comunicato stampa “di onorare tutti gli impegni”. Quasi una fuga, insomma. E dire che nemmeno un mese fa il suo nome era stato accostato al Parma, società in crisi finanziaria e in vendita al migliore offerente, per la quale esiste una trattativa con un gruppo russo-cipriota. Ma, almeno questa volta, Romagnoli aveva avuto il pudore di negare: “Io non c’entro, non so perché il mio nome è finito in questa storia”. [fonte]

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