22 gennaio 2015

Io sono Antonio Mazzeo



mercoledì 21 gennaio 2015 


“Il giornalista, seppur utilizza toni particolarmente forti ed espressioni suggestive, a parere di quest’ufficio, non travalica il limite di critica politica/storica posto che nella ricostruzione della storia del Comune di Falcone richiama fatti da sempre ricollegati al paese nonché problematiche sociali che attengono alla realtà del territorio locale”. 

Così scrive la dottoressa Francesca Bonanzinga, Pubblico ministero del Tribunale di Patti (Messina), nella richiesta di archiviazione depositata il 7 febbraio 2013 nei confronti del giornalista Antonio Mazzeo, querelato dal Comune di Falcone per un’inchiesta pubblicata sul periodico I Siciliani giovani (n. 7 luglio-agosto 2012), dal titolo “Falcone comune di mafia fra Tindari e Barcellona Pozzo di Gotto”

“Nel caso di specie – prosegue il pubblico ministero – la critica mossa dal giornalista non si risolve in un attacco sterile e offensivo nei confronti del denunciante ma in una amara riflessione sulla storia del Comune di Falcone, ove, il denunciante viene menzionato solo perché facente parte della gestione dell’Amministrazione Comunale”. 
Per tutto questo, conclude la dottoressa Bonanzinga, “non sussistono, pertanto, elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dell’odierno indagato per il reato di cui all’. art. 595 c.p. (diffamazione a mezzo stampa)”. 

Tuttavia, nonostante la richiesta di archiviazione, la giunta falconese insiste nella richiesta di processare il giornalista. Contro la richiesta d’archiviazione depositata dal Pm di Patti infatti, il legale del comune tirrenico ha presentato opposizione e domani a Patti si terrà l’udienza in Camera di Consiglio per decidere sulla richiesta di archiviazione. 

Antonio Mazzeo sarà assistito dall’avvocato Carmelo Picciotto del Foro di Messina. La querela da parte della giunta di Falcone ad Antonio Mazzeo - per l’inchiesta pubblicata su I Siciliani giovani – aveva già sollevato scalpore e sdegno nella società civile provocando una vera e propria pioggia di testimonianze di solidarietà a favore del giornalista Mazzeo. A causa di un’inchiesta, di una verità a volte scomoda, la stampa libera è spesso sotto attacco di querele e minacce non per ottenere rimedio a un torto subito – che qui non c’è stato come dimostra la richiesta di archiviazione da parte della procura di Patti - ma per intimorire con lo spauracchio del risarcimento danni chi cerca di raccontare la verità. Uno come Antonio non avrebbe bisogno di sostegno morale, sui temi della pace e dei diritti umani, sulla criminalità mafiosa ha realizzato saggi e inchieste sempre documentate con dovizia di particolari e cura dei dettagli. L’Associazione Antimafie Rita Atria non si limita a esprimere solo solidarietà al giornalista Mazzeo ma, come già in passato, è e rimarrà al suo fianco in tutte le battaglie per la giustizia, la pace e i diritti civili denunciando con coraggio ogni forma di illegalità, corruzione e infiltrazione nella gestione della res publica, perché “Io sono Antonio Mazzeo”.
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