13 gennaio 2015

Le dichiarazioni mai rivelate prima dell’avv. Rosario Pio Cattafi: le speculazioni immobiliari della mafia barcellonese. quel viaggio del boss in Lombardia per ‘valorizzare’ la baia di Sant’Antonio a Capo Milazzo

Rosario Pio Cattafi

10 gennaio 2015 LEONARDO ORLANDO – Gazzetta del Sud 

I verbali inediti approdati al processo d'Appello “Gotha III” che contengono le dichiarazioni mai rivelate prima dell’avvocato Rosario Pio Cattafi, rese da imputato nell’ inchiesta per il sequestro di persona dell’industriale milanese Giuseppe Agrati, dimostrano oltre a conclamati rapporti del presunto “capo dei capi” con esponenti di primo piano della criminalità organizzata catanese e meneghina, gli interessi economici del tutto inediti per alcune operazioni immobiliari portate avanti da mafiosi di Barcellona. Pezzi da 90 del calibro di Girolamo “Mommo” Petretta e Francesco “Ciccio” Rugolo che, per l’occasione, fiutando 1a possibilità di favorire una speculazione immobiliare, a metà degli anni Ottanta del secolo scorso erano persino sbarcati in coppia a Milano. A rivelare l’interesse dei vecchi patriarchi della mafia barcellonese di Mommo Petretta e Ciccio Rugolo come “mediatori” dell’affare che avrebbe potuto trasformare una delle baie più incantevoli della Sicilia, quella di Sant’Antonio a Capo Milazzo, è il verbale di interrogatorio reso da Rosario Pio Cattafi il 27 settembre del 1984 dínanzi all’allora giudice istruttore milanese Paolo Arbasino: “Rammento – ha raccontato all’epoca Saro Cattafi – che una volta il Ginocchi (Gianfranco Ginocchi operatore di borsa ndc) all’uscita dal ristorante “Le Asse” di Milano ebbe a presentarmi due persone a nome Murianni (successivamente vittima di lupara bianca ndc) e Corniglia (un pentito che a sua volta ha riferito di aver incontrato a Milano Cattafi in compagnia di Stefano Bontade ndc). 

La baia di Capo Milazzo (ME)
Ebbe anche a precisarmi che il Murianni gli aveva promesso un prestito qualora lui, Ginocchi, si fosse prestato ad una operazione di titoli falsi… Effettivamente – ha affermato Cattafi – sono al corrente del fatto che il Ginocchi avesse in progetto di realizzare un insediamento turistico a Milazzo. Fui io che venni incaricato di metterlo in contatto con il proprietario della baia di Sant’Antonio, tale Rizzitano. Preciso al riguardo che io mi limitai a favorire l’incontro mentre fu il Ginocchi a cercare direttamente l’acquisto del terreno, o meglio non sono al corrente dell’assetto dell’operazione e la mia impressione fu che il Ginocchi cercasse di rappresentare una grossa operazione economica per “coprire” la situazione deficitaria della Royal. Io non conobbi personalmente il Rizzitano ma a lui pervenni tramite Gitto Francesco (l’allora presidente della squadra di calcio “Nuova Igea” ucciso assieme al suo aiutante Natale Lavorini da un commando mafioso guidato da Pino Chiofalo nel suo negozio di Barcellona nel dicembre del 1987 ndc), che è cugino del Governatore di NewYork, anzi, preciso, cugino della moglie”. Il riferimento fatto all’epoca da Cattafi in relazione alla parentela eccellente che vantava il commerciante Ciccino Gitto riguardava l’italo americano, il democratico Mario Cuomo, recentemente scomparso, all’epoca Governatore dello Stato di NewYork. 
il boss Stefano Bontade

A confermare le dichiarazioni rese allora da Cattafi, nel fascicolo del procedimento per il sequestro dell’industriale milanese Giuseppe Agrati, è presente anche il verbale di sommarie informazioni testimoniali dell’avv. Roberto Garufi, sul ruolo di “riciclatore” di denaro dell’operatore di borsa Gianfranco Ginocchi dove si legge: “Mi sembra nel 1974 il Ginocchi iniziò una operazione immobiliare acquistando un fondo nella baia di Sant’Antonio a Milazzo. Mi sembra che tale fondo gli fu segnalato dai suoi marinai (tali Russo e Maiorana marinai di Falcone ndc) e dal Cattafi, il quale anzi a quel che mi risulta chiese la mediazione di lire 36 milioni per la segnalazione di tale affare, mediazione che non gli fu mai pagata. Ho conosciuto a casa di Ginocchi – e questa sarebbe la conferma della presenza a Milano dei due boss dell’epoca che in triunvirato Carmelo Coppolino, detto Raia, reggevano la vecchia cosca caduta poi per rappresaglie di fuoco innescate dalle azioni di guerriglia di mafia di Pino Chiofalo – tale Francesco Rugolo detto Ciccio, di origine siciliana. Costui era un individuo proprietario di un fondo o così mi pare i
n Sicilia, mi sembra presentato al Ginocchi dai suoi marinai, per cui il Ginocchi trattò l’acquisto del fondo in questione, prima della baia di Sant’Antonio. ll Rugolo era originario di un paese vicino a Barcellona”.

Pezzi “da 90″ in trasferta a Milano. I verbali inediti approdati al processo d’Appello “Gotha III” che contengono le dichiarazioni mai rivelate prima dell’avv. Rosario Pio Cattafi dimostrano gli interessi economici per alcune operazioni immobiliari portate avanti da mafiosi di Barcellona. Pezzi da 90 del calibro di Girolamo “Mommo” Petretta e Francesco “Ciccio” Rugolo che per l’occasione, fiutando la possibilità di favorire una speculazione immobiliare, a metà degli anni Ottanta erano persino sbarcati a Milano. Obiettivo trasformare una delle baie più incantevoli della Sicilia, quella di S. Antonio a Capo Milazzo.
Gazzetta del Sud 

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