27 gennaio 2015

#Messina Processo Cattafi. Pentito Carmelo D'Amico: "ex senatore Domenico Nania a capo della Loggia vicino alla mafia"




















27 gennaio 2015 

Il boss pentito di Cosa Nostra barcellonese Carmelo D’Amico, ha lanciato pesanti accuse nei confronti del sen. Domenico Nania. L’ex parlamentare del PDL sarebbe stato a capo di una potente loggia massonica che aveva rapporti con la mafia e con le ‘ndrine calabresi. Pronta la replica di Nania “Non ho mai aderito ad alcuna loggia massonica e non conosco D’Amico” 

Alla sua prima uscita ufficiale da collaboratore di giustizia, nel processo d’appello “Gotha 3”, il boss barcellonese Carmelo D’Amico lancia le prime potentissime bordate. Un autentico siluro raggiunge uno dei politici messinesi più influenti degli ultimi decenni,il sen. Domenico Nania. 

Secondo il boss pentito l’ex esponente di AN sarebbe stato a capo di una potente loggia massonica che aveva legami con la mafia ed estendeva la sua egemonia anche in Calabria. 

Interrogato in videoconferenza, dalla località protetta in cui si trova da qualche mese, dai sostituti della Procura distrettuale antimafia Angelo Cavallo e Vito di Giorgio, D’Amico ha ripercorso parte della sua carriera criminale soffermandosi sul clima che si respirava a partire dagli anni 80 a Barcellona P.G. La città del Longano ha detto, sarebbe stata governata dalla famiglia mafiosa barcellonese, con a capo il padrino Giuseppe Gullotti, che aveva stretto un patto scellerato con una loggia occulta di grandi dimensioni. 

D’Amico non fa il nome della loggia ma dice che ai vertici vi sarebbero stati l’avvocato Saro Cattafi, da molti pentiti indicati come il vero reggente di Cosa Nostra a Barcellona, e dal sen. Mimmo Nania indicato come mister X nei primi verbali d’interrogatorio. 

Una loggia che aveva rapporti con le ‘ndrine calabresi e che gestiva i più importanti affari illeciti. 

D’Amico ha poi confermato di essere stato a capo della famiglia mafiosa barcellonese, di aver preso parte attivamente ad una trentina di omicidi e di esserne a conoscenza di almeno 70. 

Poi si è soffermato sulle estorsioni alla Cogeca ed in generale sull’attività del racket a Barcellona P.G.(ME) 
E sulle accuse di D’Amico ha prontamente replicato l’ex sen. del PDL Nania: “Ho appreso oggi di essere un mafioso e un massone. Nella mia vita sono stato nella Giovine Italia, nel MSI ed in AN. Nel mio partito era incompatibile l’iscrizione nella massoneria. Conoscevo bene Rosario Cattafi –ha detto l’ex vicepresidente del Senato - ma dai tempi dell’Università non l’ho più frequentato. Ho sempre pensato, che essendo di destra, fossi figlio di un Dio Minore, ma oggi scopro che guidavo tutto io in Sicilia ed in Calabria”. "Per me, ha concluso Nania che ha escluso di aver mai conosciuto D’Amico - parlano la mia vita, i miei gesti, le mie amicizie, la mia attività che valgono più di ogni menzogna”. fonte: Gazzetta del Sud 


I VERBALI - E’ un personaggio potente, al vertice di una loggia massonica deviata, e allo stesso tempo in contatto con esponenti del sistema criminale di Barcellona Pozzo di Gotto. Un uomo che ha fatto parte delle Istituzioni e che finora è rimasto senza volto, dato che il suo nome è stato omissato nei verbali riempiti dal pentito Carmelo D’Amico davanti ai pm della dda di Messina. 

Oggi però l’identità del Mister X al vertice della loggia massonica, che annovera al suo interno affiliati a Cosa Nostra, è stato svelato. Ed ha il volto del senatore Nania, già vicepresidente del Senato. Davanti alla Corte d’appello di Messina è stato infatti il giorno della deposizione di D’Amico: i verbali del collaboratore erano stati prodotti nell’ultima udienza dai pm Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio. “Sam Di Salvo (ovvero quello che è considerato uno uno dei capi del clan barcellonese, ndr) mi disse che Cattafi apparteneva, insieme a… omissis.., ad una loggia massonica occulta, di grandi dimensioni, che abbracciava le regioni della Sicilia e della Calabria. Sempre Di Salvo mi disse che Saro Cattafi insieme al… omissis….. erano fra i massimi responsabili di quella loggia massonica occulta”, dice D’Amico, nei verbali omissati depositati dai pm alla corte. 

Ma c’è di più. Perché il racconto di D’Amico collega l’eminenza occulta al vertice del sistema criminale barcellonese a Giuseppe Gulotti, condannato come mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, e indicato da Giovanni Brusca come l’uomo che consegnò il telecomando utilizzato per azionare la detonazione dell’esplosivo nella strage di Capaci. “Sam Di Salvo mi disse – racconta ancora D’Amico – che il ….omissis….che apparteneva a questa loggia massonica, era un amico di Gullotti ma non in senso mafioso. Era cioè un conoscente di Gullotti ma non un soggetto organico della famiglia barcellonese; ciò a differenza di Cattafi. Aggiungo che ….omissis… era un amico di Marchetta”. Il personaggio citato da D’Amico è Maurizio Marchetta, architetto e titolare di un’impresa di costruzioni, molto conosciuto a Barcellona. All’inizio del Duemila, Marchetta era il vicepresidente del consiglio comunale, indicato da Alleanza Nazionale, protetto da Maurizio Gasparri, all’epoca ministro del governo di Silvio Berlusconi. Nel 2003 Marchetta finisce coinvolto nell’indagine denominata “Omega”, accusato di concorso esterno a Cosa Nostra, inchiesta poi archiviata dalla procura di Barcellona. Nel 2009, poi, l’architetto inizia a fare dichiarazioni alla magistratura, provocando l’apertura dell’indagine battezzata “Sistema”. Ai pm il “dichiarante” Marchetta rivela l’esistenza di una loggia massonica, chiamata “Ausonia” che sarebbe stata al centro di un sistema di controllo di tutti gli affari pubblici. 

L’ex esponente di An denunciò anche di essere vittima di estorsioni commesse, tra l’altro, dagli uomini d’onore Carmelo Bisognano e dallo stesso Carmelo D’Amico, entrambi oggi diventati collaboratori di giustizia. I due boss furono condannati in primo grado per le estorsioni a Marchetta, ma in appello furono assolti, dato che nel frattempo Bisognano aveva deciso di collaborare con la giustizia raccontando una diversa versione dei fatti: tra le sue dichiarazioni, anche l’accusa per l’architetto di appartenere a Cosa Nostra. Oggi invece è toccato a D’Amico deporre in aula. E a svelare chi è il Mister X che con l’avvocato peloritano ha rappresentato il vertice del sistema criminale barcellonese. Una realtà, quella di Barcellona Pozzo di Gotto, dove esponenti delle istituzioni, boss di Cosa Nostra e affiliati alla massoneria appaiono come tante tessere dello stesso puzzle. [fonte]


MESSINA, 27 GEN - Si sta svolgendo al tribunale di Messina l'udienza del processo alla mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, denominato "Gotha 3", dove sono stati depositati i verbali del pentito Carmelo D'Amico sui collegamenti tra mafia e massoneria nel centro del Messinese. In udienza D'Amico ha dichiarato che l'ex senatore del Pdl Domenico Nania sarebbe stato a capo di una loggia, a Barcellona Pozzo di Gotto, che aveva legami con la mafia e controllava anche la Calabria.
fonte:(ANSA) 

Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.