27 gennaio 2015

Messina. Processo a Rosario Cattafi, depone Carmelo D’Amico: trema il Mister X della loggia occulta tra la Sicilia e la Calabria

Carmelo D'Amico - Rosario Pio Cattafi

Stamane davanti alla corte d’appello di Messina è il giorno della testimonianza del nuovo collaboratore di giustizia che ha svelato l’esistenza di personaggio potente e misterioso, in grado di condizionare a Barcellona Pozzo di Gotto le trame della politica e dei grandi affari senza essere mai stato sfiorato dalle indagini 

 27 gennaio 2015

E’ un personaggio potente, al vertice di una loggia massonica deviata, e allo stesso tempo in contatto con esponenti del sistema criminale di Barcellona Pozzo di Gotto. Un uomo che potrebbe forse fare parte delle Istituzioni e che finora è rimasto senza volto, dato che il suo nome è stato omissato nei verbali riempiti dal pentito Carmelo D’Amico davanti ai pm della dda di Messina. Oggi però l’identità del Mister X al vertice della loggia massonica, che annovera al suo interno affiliati a Cosa Nostra, potrebbe essere svelata. Davanti alla Corte d’appello di Messina è infatti il giorno della deposizione di D’Amico: i verbali del collaboratore erano stati prodotti nell’ultima udienza dai pm Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio. Imputato, nel processo di secondo grado, c’è l’avvocato Rosario Pio Cattafi, condannato con il rito abbreviato a dodici anni di reclusione per associazione mafiosa dal gup Maria Luisa Materia.
Per gli inquirenti, Cattafi è al vertice di Cosa Nostra a Barcellona: l’avvocato è considerato da diversi collaboratori di giustizia come il trait d’union tra Cosa Nostra, la politica, la massoneria coperta e gli ambienti dei servizi segreti. Tra gli accusatori di Cattafi c’è proprio D’Amico, 43 anni, un’intera carriera da killer delle cosche barcellonesi, che alcuni mesi fa ha deciso di “saltare il fosso” e iniziare a collaborare con la magistratura, raccontando i particolari inediti di 45 omicidi, molti dei quali compiuti personalmente. D’Amico ha anche descritto il ruolo di Cattafi al vertice della cosca mafiosa di Barcellona, e l’appartenenza dell’avvocato ad una loggia massonica deviata.  E’ proprio parlando dei legami tra Cattafi e la massoneria, che D’Amico racconta dell’esistenza di un Mister X al vertice degli affari occulti peloritani. “Sam Di Salvo (ovvero quello che è considerato uno uno dei capi del clan barcellonese, ndr) mi disse che Cattafi apparteneva, insieme a… omissis.., ad una loggia massonica occulta, di grandi dimensioni, che abbracciava le regioni della Sicilia e della Calabria. Sempre Di Salvo mi disse che Saro Cattafi insieme al… omissis….. erano fra i massimi responsabili di quella loggia massonica occulta”, dice D’Amico, nei verbali omissati depositati dai pm alla corte.
Ma c’è di più. Perché il racconto di D’Amico collega l’eminenza occulta al vertice del sistema criminale barcellonese a Giuseppe Gulotti, condannato come mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, e indicato da Giovanni Brusca come l’uomo che consegnò il telecomando utilizzato per azionare la detonazione dell’esplosivo nella strage di Capaci. “Sam Di Salvo mi disse – racconta ancora D’Amico – che il ….omissis….che apparteneva a questa loggia massonica, era un amico di Gullotti ma non in senso mafioso. Era cioè un conoscente di Gullotti ma non un soggetto organico della famiglia barcellonese; ciò a differenza di Cattafi. Aggiungo che ….omissis… era un amico di Marchetta”. Il personaggio citato da D’Amico è Maurizio Marchetta, architetto e titolare di un’impresa di costruzioni, molto conosciuto a Barcellona. All’inizio del Duemila, Marchetta era il vicepresidente del consiglio comunale, indicato da Alleanza Nazionale, protetto da Maurizio Gasparriall’epoca ministro del governo di Silvio Berlusconi. Nel 2003 Marchetta finisce coinvolto nell’indagine denominata “Omega”, accusato di concorso esterno a Cosa Nostra, inchiesta poi archiviata dalla procura di Barcellona. Nel 2009, poi, l’architetto inizia a fare dichiarazioni alla magistratura, provocando l’apertura dell’indagine battezzata “Sistema”.

Ai pm il “dichiarante” Marchetta rivela l’esistenza di una loggia massonica, chiamata  “Ausonia” che sarebbe stata al centro di un sistema di controllo di tutti gli affari pubblici. L’ex esponente di An denunciò anche di essere vittima di estorsioni commesse, tra l’altro, dagli uomini d’onore Carmelo Bisognano e dallo stesso Carmelo D’Amico, entrambi oggi diventati collaboratori di giustizia. I due boss furono condannati in primo grado per le estorsioni a Marchetta, ma in appello furono assolti, dato che nel frattempo Bisognano aveva deciso di collaborare con la giustizia raccontando una diversa versione dei fatti: tra le sue dichiarazioni, anche l’accusa per l’architetto di appartenere a Cosa Nostra.
Oggi invece toccherà a D’Amico deporre in aula, per raccontare il ruolo di Cattafi in Cosa Nostra barcellonese. E magari svelare chi è il Mister X che con l’avvocato peloritano rappresenta il vertice del sistema criminale barcellonese. Una realtà, quella di Barcellona Pozzo di Gotto, dove esponenti delle istituzioni, boss di Cosa Nostra e affiliati alla massoneria appaiono come tante tessere dello stesso puzzle. [fonte]
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.