24 gennaio 2015

Strage di Parigi. Libertà di Espressione e necessità di continuare a pensare liberamente



23 gennaio 2015 

Potrebbe sembrare non necessario aggiungere una ulteriore voce alle tante che si sono alzate sulle vicende di Parigi. Lo facciamo dopo qualche giorno, a mente fredda, senza farci travolgere dal vento del qualunquismo. Ma ci siamo chiesti se una Associazione Antimafie ed Antifascista aveva il diritto di rimanere in silenzio di fronte ad una ubriacante uniformità di condanne a senso unico o, se invece, di fronte ad un fenomeno come il terrorismo di matrice islamica ed alla negazione di ogni corresponsabilità del mondo occidentale non fosse necessario dire ancora una volta la nostra anche a rischio di animare nuove antipatie nei confronti della nostra Associazione. Ma questo non ci preoccupa. 

Una vera cultura antimafie ed antifascista non può prescindere da una spietata analisi delle culture che si esprimono e fronteggiano in tutti i fenomeni sociali - che tali sono, nonostante la loro insopportabile ed ingiustificata violenza, anche le azioni dei terroristi islamici - cercando di individuare il vero vulnus delle questioni che risiede ancora una volta nelle inconfessabili complicità che legano fenomeni di devianza e di violenza alle istituzioni statuali. 

Abbiamo sempre detto che una cultura di omertà e complicità della società civile con la mafia nasceva dalla assenza di una presenza dello Stato che riuscisse a creare condizioni di garanzie e di diritti, di lavoro e di dignità sociale. Perché ciò non dovrebbe essere altrettanto vero per le masse di diseredati del mondo islamico che trovano solo non accoglienza, ghettizzazione e sradicamento dalle proprie culture civili o religiose? E che possono rimanere affascinate per un riscatto della propria dignità dalla proposta di violenza religiosa né più né meno che quello stereotipo secondo il quale “la Mafia crea lavoro”

Abbiamo sempre denunciato come i fenomeni di violenza della mafia si estendevano contro le istituzioni solo quando venivano stretti patti scellerati tra la politica e la criminalità “sempre accompagnata” nelle sue peggiori espressioni, come gli attentati a Falcone e Borsellino, come le stragi di Firenze e quelle sui treni. 

Perché negare che questo accade anche con la violenza politica jihadista conosciuta, monitorata ed assecondata se non infiltrata perché sia funzionale agli interessi dei nostri potenti? E in questi scenari abbiamo spesso dovuto assistere alla pubblica e falsa esacrazione della violenza da parte di una politica troppo spesso collusa con gli interessi dei violenti e sulla genesi delle loro azioni mortifere e mortuarie. Come ci aveva gia' insegnato Mario Puzo nel descrivere la genesi del padrino abbiamo sempre tenuto conto delle condizioni di emarginazione sociale che possono determinare la complicita' diretta di singoli cittadini con la nascita e la consumazione della violenza. 

Ebbene come non dire, mentre riaffermiamo la nostra incrollabile opposizione ad ogni forma di violenza, che la grande marcia dei capi di Stato a Parigi ci appare oggi piuttosto come la esibizione farisaica di poteri che “sapevano” e sapendo hanno consentito - come già fu per le torri gemelle - la realizzazione di un progetto stragista solo per consolidare il proprio potere? 

Certo si tratta di realta' inconfessabili, come la trattativa stato mafia, ma se insistiamo nel chiudere gli occhi su quanto accade intorno a noi non riusciremo mai a vedere la realtà e conoscere fino in fondo la natura delle vicende per cercare terapie efficaci. 

E' in atto una poderosa “guerra” di potere - sovranazionale ed extranazionale - per il controllo delle risorse mondiali, dall'acqua ai carburanti, che necessita un controllo spietato da parte dei poteri sugli stati e sulle popolazioni afroasiatiche che detengono la maggioranza di quelle risorse. 

L'occidente cinicamente finge di non partecipare a questa lotta sorda, di non utilizzare le forze che dice di contrastare per indurle in realtà a quelle forme di violenza che gli sono assolutamente necessarie per confermare la propria leadership e sottrarsi ad ogni giudizio di severità e verità. Finge di non lucrare con ignobili traffici di armi sulle vicende di popolazioni cosi' lontane dalla nostra attenzione che non ci chiederemo mai da chi siano finanziati ed armati i militanti feroci e sanguinari che agiscono a quelle latitudini. 

Per questo la Francia può ad esempio fingere di non rifornire costantemente di armi proprio i terroristi senegalesi di Boko Haram, di non stringere accordi di sfruttamento delle risorse africane con i leaders più terribili ed autoritari di quei Paesi - dal Burkina Faso al Togo, al Senegal ed agli altri paesi africani dell'area coloniale francese - leaders che di certo non sono campioni della difesa della libertà di espressione nei loro paesi anche se sono scesi in parata a Parigi con una improbabile Europa. 

La Francia può infine fingere di non costringere i paesi di quell'area africana a pagare ancora compensazioni coloniali che distruggono le loro già fragili economie ma senza le quali la economia francese sarebbe molto più simile a quella di un Paese terzomondista che non a quella delle altre Nazioni occidentali. 

Invitiamo tutti a leggere un articolo del 2 febbraio 2014 di africanews.it per cercare di capire come i frutti di violenza che oggi raccogliamo sono il compimento della semina della medesima violenza sparsa a mani larghe dai poteri occidentali. 

Allora come diceva Sandro Marcucci: “fin quando il sangue dei nostri figli varrà più del sangue dei figli degli altri, finché il nostro dolore per la morte dei nostri figli varrà più del dolore degli altri per la morte dei loro figli ci sarà sempre qualcuno pronto a tramare stragi in banche piazze stazioni e nei cieli con la garanzia dell'impunita'” 

Ed i servizi dei nostri Paesi continuano a garantire il potere ed i potentati piuttosto che la sicurezza dei nostri popoli tenendo rapporti proprio con coloro che dovrebbero contrastare. In nome della strage di Parigi, oltre a tutto quello che abbiamo sopra citato, si restringeranno ulteriormente le libertà personali... ma non quelle dei terroristi, quelle dei cittadini che lottano contro il TAV, contro il MUOS, contro le trivellazioni, per i diritti dei lavoratori, per il diritto alla dignità. 

Una Associazione Antimafie non può tacere di fronte l'ennesima recita a soggetto e concludiamo questo nostro documento invitando tutt* a trovare spazi e modi per confronti sereni ed aperti sulle vicende che ci colpiscono e vorrebbero attanagliarci nelle paure e nelle vendette come vorrebbero i controllori dei nostri destini, e citando un pensiero di un vero campione della democrazia e della libertà, quel Vaclav Havel che seppe gestire il ritorno dalla dittatura sovietica alla democrazia della Cecoslovacchia e la sua pacifica divisione in due stati sovrani: 

LA VERITA’ “Il potere e’ costretto a falsare la Verità perché prigioniero delle proprie menzogne. 

Il potere falsa il passato, il presente ed il futuro […] Falsa i dati statistici. Finge di non avere un onnipotente apparato di Polizia capace di qualsiasi azione, finge di rispettare i Diritti dell’Uomo, finge di non perseguitare nessuno, finge di non avere paura, finge di non fingere.”

“La Verità si apre la strada tra i conflitti. Vivere nella Verità non significa raggiungere una condizione ideale. Cio’ che essa ci chiede e’ un costante processo di ricerca. Poiche’ nel sistema post-totalitario il vivere nella verita’ si e’ trasformato nel terreno di coltura principale di ogni politica indipendente e alternativa, qualunque riflessione sul carattere e sulle prospettive di una tale politica deve necessariamente rispecchiare anche questa sua dimensione morale, in quanto essa diviene fenomeno politico.” 

VACLAV HAVEL 
Noi, in quanto Uomini Liberi, cerchiamo solo la Verità, nelle nostre diverse culture laiche e fedi religiose, e rivendichiamo il Diritto di affermarla. [fonte]

Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.