27 febbraio 2015

Mafia: Processo Gotha 3: altre clamorose rivelazioni oggi del pentito Carmelo D’Amico. In ballo tira anche l’ex assessore Nino Beninati

Carmelo D'Amico


26 febbraio 2015 

Corte d’appello a Messina l’udienza del processo nato dall’operazione antimafia ‘Gotha 3′. Un processo che ha già determinato, in primo grado, la condanna dell’Avv. Rosario Cattafi, considerato dagli inquirenti elemento di spicco della mafia barcellonese. In aula ha deposto questa mattina il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico. In ballo ha tirato politici e magistrati. Il boss ha dichiarato che l’ex Assessore regionale del Pdl Nino Beninati, avrebbe chiesto degli incontri ai clan al fine di ottenere dei voti durante la propria campagna elettorale. Lo stesso D’Amico ha affermato che il Circolo ricreativo “Corda Frates” di Barcellona Pozzo di Gotto, altro non era che una vera e propria loggia. In ultimo D’Amico ha affermato che ci sarebbero stati dei contatti tra i clan e alcuni magistrati al fine di aggiustare dei processi. Dichiarazioni forti anche oggi quelle di D’Amico, ma dalle quali adesso gli organi competenti attendono i dovuti riscontri. [fonte] 
Maurizio Marchetta

Nino Beninati
 “L’ex presidente del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto Maurizio Marchetta, per conto dell’ex assessore regionale del Pdl Nino Beninati, aveva contattato il clan per ottenere dei voti”. A dichiararlo è stato il pentito del clan di Barcellona Pozzo di Gotto Carmelo D’amico, collegato in video conferenza con la corte d’appello di Messina nel corso dell’udienza del processo nato dall’operazione antimafia ‘Gotha 3′ che ha portato alla condanna per l’avvocato Rosario Cattafi a 12 anni, in primo grado. Cattafi è considerato dall’accusa capomafia di Barcellona Pozzo di Gotto. Oltre a lui figurano in qualità di imputati i vertici del clan locale. D’Amico ha inoltre confermato quanto detto nell’udienza precedente, ovvero che l’ex senatore del Pdl Domenico Nania era a capo di una loggia segreta a Barcellona Pozzo di Gotto, la quale vantava legami con la mafia e aveva il controllo anche della Calabria, ribadendo che Nania era ai vertici della loggia coperta insieme all’avvocato Cattafi. D’Amico ha poi sottolineato che l’associazione ‘Corda frates’ di Barcellona Pozzo di Gotto altro non era altro che una loggia. Infine, ha asserito che il clan voleva prendere contatti anche con alcuni magistrati per tentare di “aggiustare” processi e una volta c’era stato un incontro tra il boss Sam De Salvo e un rappresentante delle istituzioni, arrivato con l’auto di rappresentanza; ma non sa se si trattava di un politico o di un magistrato. [fonte]

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