12 marzo 2015

Nicolò Marino, ex assessore in Sicilia: «Ex generale dei Cc nominato all’Arpa da Crocetta perché la moglie era una brava persona»


12 MARZO 2015 di Roberto Galullo

Alcune parti scioccanti dell’audizione, iniziata alle 17.05  del 23 febbraio, vale a dire poche settimane or sono, dell’ex assessore all’energia e ai servizi di pubblica utilità della regione siciliana, Nicolò Marino, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Marino, già magistrato alla Dda di Caltanissetta, ha assunto l’incarico quando è stato autorizzato dal Consiglio superiore della magistratura, il 12 dicembre del 2012 e ha ultimato l’incarico di governo regionale il 14 aprile 2014.
Ieri abbiamo visto, tra le altre cose, la verità di Marino sulla gestione delle discariche private in Sicilia*. Oggi spostiamo l’ottica su un altro aspetto paradossale sollevato da questo magistrato prestato per un breve tempo alla politica.
Marino, ad un certo punto della sua audizione, racconta dell’Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente) e descrive il fatto che ha anche funzionari di polizia giudiziaria, ma tutti i dirigenti sono appannaggio di chi li nomina (Provincia di Palermo, Commissario della provincia di Palermo).
Ma dopo questa introduzione, ad un certo punto racconta che «viene nominato un ufficiale dei carabinieri, un ex generale, persona perbene che ha avuto due ictus. Presidente, lei si dovrebbe far raccontare, quando scenderà in Sicilia, dal sindaco Orlando, dai sindacati cos’erano le riunioni pubbliche. Questo che doveva esercitare una serie di attività di controllo, noi l’avevamo scomodato per il fallimento Aps a Palermo, 52 comuni serviti da Aps, aveva avuto due ictus, presidente, e la Giunta rideva. Non voglio segretare perché l’ho anche scritto, mi spiace sotto il profilo umano perché è un uomo delle istituzioni e la colpa è dei familiari che gli consentono di accettare un incarico di questo tipo, ma quando lo conobbi chiamai Crocetta e gli dissi allarmato: Rosario, la Giunta ride”. Mi rispose che la moglie era brava: aveva nominato questa persona perché la moglie era stata revisore dei conti a Gela e quindi dovevamo contattare la moglie per far ragionare questa persona.  Questa è la regione siciliana, Presidente, e questa è una delle tantissime cose che bisognava fronteggiare».
Dunque, ricapitolando e se ho ben capito (chiedo scusa se così non fosse e sono dunque pronto a correggermi), secondo il magistrato ed ex assessore Marino, alle riunioni per la gestione di alcune delicate materie ambientali, si presentava per l’Arpa di Palermo un ex generale dei Carabinieri, colpito da due ictus, di cui la gente rideva (sic!), che non desisteva dal suo incarico e che per farlo ragionare (doppio sic!) doveva essere contattata la moglie, che sarebbe la vera ragione per cui il Governatore Rosario Crocetta lo avrebbe nominato, vale a dire questa donna era una brava persona!
Ora, non so se ho riassunto bene (credo di si) ma se tutto questo è vero per qualcuno (non so chi ma andrebbe cercato) va consigliato il trattamento sanitario obbligatorio e questa verità di Marino (mancano infatti le verità contrapposte dei diretti interessati chiamati in causa e questo blog è a disposizione per raccontare tutti i punti di vista e credo che lo farà anche la Commissione sul ciclo dei rifiuti nella sua nuova missione in Sicilia*) va immediatamente spedita ad un bravo regista perché, da sola, è già mezza sceneggiatura di un film nel quale vedrei bene, come interpreti, Ficarra e Picone (tanto per restare in Sicilia).
Conosco il nome dell’ex generale dei Carabinieri di cui Marino parla ma, per doveroso rispetto, ho deciso di non citarlo.
L’ex magistrato, nel prosieguo dell’audizione proseguirà così: «Voglio dire anche perché l’ho detto più volte che il referente in Sicilia di Renzi è l’onorevole Faraone, a cui nel febbraio 2014, poco prima di andare via, ancora assessore, dissi: “Se gli lasciate ancora nelle mani la Sicilia, finirà per distruggerla”. Oggi finalmente lui sta litigando con Crocetta. Ho depositato alla Corte dei conti tutte le note che avevo scritto a Crocetta su come venivano fatte le Giunte: non c’erano ordini del giorno, erano convocate a minuti, a Palermo, quando tu potevi essere in qualsiasi altra parte del mondo, nessuno studiava le cose, ed è tutto documentato. La Corte dei conti, che ha rinviato a giudizio Crocetta e altri colleghi per la vicenda dell’informatizzazione, trova scritte dichiarazioni mie e di Luca Bianchi. Di che dobbiamo discutere ? Il problema è che bisogna cacciare le persone».
Quando Alessandro Bratti (Pd), presidente della Commissione, gli fa presente che non compete a loro cacciare le persone, Marino ribatte: «questo è il mio punto di vista, come continuo a dire, come avevo anticipato la vicenda Montante… ». 
Marino, scopriamo, ha anticipato la vicenda Montante (il delegato nazionale di Confindustria e presidente di Confindustria Sicilia, di cui parlerebbero cinque presunti pentiti per presunte vicende poco chiare) ma non è dato sapere con chi e come.
E quando il commissario Pamela Giacoma Giovanna Orrù, Pd, eletta a Trapani, gli chiede se si rendeva conto della gravità di quello che diceva, Marino risponde così: 
«assolutamente, ma io l’ho già detto. Questa macchina è assolutamente complessa, anche la migliore squadra avrebbe difficoltà…Nel settore dei rifiuti la migliore squadra avrebbe grandi difficoltà a riprendere in mano questa situazione. Nel momento in cui la gestione diventa approssimativa per una serie di circostanze che ho ufficialmente comunicato in tutte le sedi competenti (non è quindi una novità che dico a voi, l’ho già fatto in passato), diventa impossibile recuperare questa situazione».
Pamela Giacoma Giovanna Orrù precisa: «quello che lei ha detto l’abbiamo capito perfettamente. Siccome lei ha fatto un riferimento preciso a una nomina e a come le persone vengono nominate, la mia battuta “lei si rende conto della gravità di quello che dice?” era in questo senso, non rispetto a tutto il resto. Già è grave quello che è stato detto, questo è ancora più grave…. Un commissario che viene nominato perché la moglie era brava è ancora più grave» ma anche Marino precisa punto su punto: «Io sono andato via per questo…È assolutamente così e lo ribadisco, ma l’ho anche dichiarato e contestato. Non ci sono cose che non abbia cercato di fare per rimettere in piedi la situazione».
Bratti, esausto, alle 19.10 chiude: «Va bene (va bene per modo di dire). La ringraziamo per tutta la serie di indicazioni che ci ha dato, adesso inizieremo il nostro approfondimento in Sicilia…».
Auguri vivissimi. [fonte]

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