8 aprile 2015

Il Pentito di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Carmelo D’amico ha riempito 98 pagine davanti ai Pm delle Procure di Palermo e Messina. L’odio dei Boss verso il Pm Nino Di Matteo

Carmelo D'Amico
8 aprile 2015 di Nuccio AnselmoGazzetta Del Sud 

Nel carcere milanese di Opera il pentito barcellonese Carmelo D’Amico ha parlato a lungo “da finestra a finestra” con il boss di Pagliarelli Nino Rotolo “almeno quattro cinque ore al giorno”, e anche con Sandro Lo Piccolo, oppure con Vincenzo Galatolo. E tra le tante “parlate” che si sono fatti da finestra a finestra l’ex capo dell’ala militare di Cosa nostra barcellonese, che a Rotolo lo chiamava “Zu Nino”, ha recepito una serie di informazioni sulla trattativa Stato-mafia, che ha raccontato in un lungo verbale di ben 98 pagine ai pm di due procure siciliane, Palermo e Messina. 

Ma ha parlato anche di vendette “… nei confronti praticamente dei… magistrati e dei politici, questi si, di questo di cose ne ho sentito parlare…”. O dell’attentato al pm Nino Di Matteo: “Di Matteo eh… praticamente lo vogliono morto a tutti i costi”, ne parlavano “… Vincenzo Galatolo con Nino Rotolo… ce l’avevano con il dottore Di Matteo perché… perché ce… c’aveva dato filo da torcere praticamente a Cosa nostra e quindi… no perché poi in tutti quei processi c’era sempre… il dottore Di Matteo, tutti i processi che n’interessavano a iddi c’era sempre il dottore Di Matteo”. 

Secondo quanto ha dichiarato il pentito barcellonese proprio Rotolo e Galatolo, in un determinato momento storico del 2013, aspettavano, da un momento all’altro, di ascoltare in televisione la notizia dell’attentato al magistrato palermitano: “… lo dicevano loro che aspettavano praticamente a notizia quanto prima, tanto pi dire che venivo es… eliminato il… dottore Di Matteo, u vulianu muortu, aspettavano solo questo, lo volevano morto…”. D’Amico ha spiegato ai magistrati il suo rapporto con il capomafia: “… l’Antonino Rotolo, parlando e parlando praticamente, mi… spiegava tante cose, mi spiegò di questa trattativa e tante tante altre cose praticamente che si confidava con me, con me lui…”. 

Nino Di Matteo
E D’Amico l’ha raccontata così ai magistrati, per averlo appreso da Rotolo, la trattativa: “Succede che il… chiama il Ciancimino chiama il dottor Cinà… il dottore Cinà porta l’imbasciata a Totò Riina e a Provenzano e allora Totò Riina non vuole perché dice che Ciancimino… Provenzano lo convince e allora gli dice Riina, dato ca praticamente che vogliono trattare con noi, vogliamo tanto pi dire, questi punti picci ni sistemano queste cose qua… di revocare praticamente il 41 bis, la regola del 41 bis e altro era per i1… per il fatto dei sequestri dei… dei beni, di… alleggerire la… legge sui sequestri dei beni… e il… il dottore Cinà ha consegnato questi… questi… questa lettera. . . lettera o non lo so che era un biglietto, quello che era praticamente al… a Ciancimino che l’ha fatta avere a chi di dovere”. 

Sempre secondo le confidenze avute da Rotolo, D’Amico smentisce l’ipotesi della visita di Provenzano a casa Ciancimino: “e poi mi ha detto che il Ciancimino jr dice, è un imbroglione, dice perché dice… il Provenzano dice a casa dice, Ciancimino non c’è andato mai dice”. Qualche altro passaggio del lungo verbale. Rotolo sospettava che Provenzano avesse avuto un ruolo nella cattura di Riina, e gli ha parlato delle coperture di Provenzano, che rimase sempre a Palermo “…mi ha fatto capire che era a livello politico e a livello praticamente di forze dello Stato, forze dello stato, ora se erano Ros o erano… o… Polizia o era Finanza o era non lo so che cosa non… non lo so, questo non lo so”. 

Sulla figura di Rotolo: “…il Rotolo è stato sempre in contatto con Provenzano sempre, praticamente quando Rotolo è uscito quelle volte che è uscito agli arresti domiciliari Provenzano u spaia subito, ci mandava, ci scrivia subito u bigliettino”. Ci fu anche un momento storico in cui D’Amico offrì ai Lo Piccolo, alleati storici di Cosa nostra barcellonese, un aiuto concreto per un’ipotesi di contrapposizione cruenta proprio con Rotolo: “… forse c’era una guerra in atto che era chista cu Rotolo Antonino che praticamente se avevano di bisogno saremmo andati anche noi, praticamente si… eravamo a dispo… a disposizione di Salvatore Lo Piccolo”.

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