20 luglio 2015

Comunicato stampa dei comitati No Inceneritore sui gravi fatti verificatisi oggi 19 luglio alla raffineria di Milazzo



19 luglio 2015

Non dobbiamo andare molto a ritroso nei nostri ricordi per trovare immagini tragiche come quelle ritratte in queste foto. Era il 27 settembre del 2014 quando la RAM di Milazzo mandava in fumo un milione di litri di carburante. 

Allora i migliori “esperti” del settore, e non, con l’ottima compagnia delle agenzie pubbliche di controllo si stracciarono le vesti per dire che non c’era nessun rischio per la salute, l’aria era pulitissima, meglio di quella di qualunque paese d’alta montagna, i cibi non erano contaminati. Insomma, potevamo stare tranquilli. 

A meno di un anno di distanza ci risiamo. Fumo nero in cielo, puzza di benzine, la fiamma della fiaccola enorme e luminosissima. E noi, come sempre, dobbiamo stare tranquilli. Ce lo diranno di sicuro le istituzioni, lo confermano, d'altronde, la certificazione OHSAS 18001 che pone la RAM all’avanguardia in quanto a sicurezza e tutela della salute sul posto di lavoro, lo dice la stessa RAM in un suo comunicato di oggi, che ovviamente minimizza. 

Chissà cosa ne pensa Tino, morto di leucemia, qualche anno fa, o Francesca stroncata da un tumore raro e fulminante. Cosa ne pensano gli agricoltori costretti a vendere prodotti ricchi di metalli pesanti e altri veleni, o le cassiere dei centri commerciali adiacenti costretti a vivere col fetore di uova marce costante..chissà. Noi sappiamo bene a chi dare la colpa di tutto ciò, malgrado i loro colletti puliti, e i sorrisi a trentadue denti, mentre dicono che in fondo a Milazzo le donne muoiono di tumore perché fumano troppo, come ha fatto di recente il Prof. Sciacca, presidente del registro tumori provinciale. Intanto tutto tace, nonostante il caldo, le teste sono ben nascoste sotto la sabbia, magari finché non vedremo un rogo più grosso. 

I comitati NO RAM NO CSS




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