29 luglio 2015

Messina. Neurolesi, fusione a Passo di Formica

Santi Formica

Regione. Il caso Borsellino e le “condizioni” di Ardizzone mettono un freno all’accorpamento tra Irccs e ospedale Piemonte 

L'Udc apre il fuoco contro il ddl sul “matrimonio” con la struttura di viale Europa. E mentre I vertici del Centro finiscono nel mirino dell’Orsa, a contrada Casazza approda un “onorevole” ricercatore.

DI TIZIANA CARUSO 23 luglio 2015 [link]

MESSINA 
A trovare spazio all'Irccs con una borsa di ricerca abbastanza recente è stato Domenico Formica, figlio di Santi Formica, il deputato protagonista, in tandem messinese, con Beppe Picciolo, di uno scatenato pressing per lo scambio di anelli tra Piemonte e Neurolesi.
"E' vero - ammette Angelo Aliquò - ma cosi come all’Irccs vincono borse di ricerca tanti altri giovani preparati che non sono figli di…”.

L'alt dell'Udc 
"Hanno tentato in tutte le salse di accelerare sulla "fusione", l'hanno persino inserita nello Sblocca Sicilia, salvo poi ritirare tutto, quando si sono accorti che il provvedimento si sarebbe arenato a causa del pantano in cui nuota la Regione". Questa solo l'ultima delle durissime dichiarazioni fatte dal deputato pentastellato Valentina Zafarana che, coerentemente con la posizione espressa fin dall'inizio sulla questione, si è opposta, in capigruppo, alla calendarizzazione del ddl targato Picciolo-Formica. Operazione in cui, a giocare un ruolo fondamentale è stata la volontà del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone che (attraverso i consiglieri di Palazzo Zanca) aveva dettato le sue condizioni: "Oltre al Neurolesi, i locali del Piemonte vadano anche all'Asp e il Margherita diventi patrimonio comunale''. Un do ut des tra "nemici" che, nel caso di Ardizzone, avrebbe anche preparato il terreno per un futuro politico- amministrativo che ad oggi, per i centristi, appare più che barcollante.
Beppe Picciolo

Gli scontri 
Carte in mano e strategia pronta, a far saltare momentaneamente il banco, oltre alle beghe tra Picciolo e Ardizzone, sono stati anche gli ultimi gravissimi “incidenti di percorso” che hanno mandato in tilt Palazzo d’Orleans. Con le due fazioni messinesi che continuano a tirare in ballo il vessillo del cognome Borsellino. E mentre il Piemonte “muore” per consunzione, all’Irccs sono in atto “scontri interni di non poco conto, alimentati anche dagli ultimi provvedimenti con cui si intende rimpolpare il personale amministrativo Un comparto, oggi composto da 23 dipendenti, che negli ultimi anni è stato nutrito anche attraverso i “borsisti” approdati a contrada Casazza per schiodare dai minimi nazionali il livello di ricerca, finite poi, in parecchi casi, col diventare “burocrati”.

Il bando 
Lo scorso 19 giugno, a firma dell’ex direttore amministrativo Giulia Pulejo e del direttore generale Angelo Aliquò, è stata confezionata la delibera che prevede una “selezione pubblica, per titoli, per il conferimento di incarichi a tempo determinato per figure amministrative".
Un atto che ha mandato su tutte le furie il sindacato Orsa che, interpellando anche l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione, ha chiesto il ritiro del bando o la revisione dei requisiti specifici. Ma cosa c'è di strano secondo l'Orsa? Al bando può presentarsi solo chi ha almeno 24 mesi di esperienza professionale nel settore amministrativo di enti pubblici del Sistema Sanitario Nazionale. Così è sempre stato, senza che alcuno si opponesse, almeno formalmente. Ma l'Orsa ribatte "Sembrerebbe che il bando sia stato confezionato ad arte per qualcuno - hanno scritto in coro i responsabili sindacali del comparto sanità - in barba a tutti i disoccupati e al D.P.R. che prevede come esclusivo requisito per presentarsi a una selezione pubblica i titoli di studio. Il fatto che nessuno si sia opposto in passato non vuol dire che adesso si debba continuare a sbagliare".

In passato è stata sempre la prassi e nessuno si è mai lamentato - ha spiegato il direttore generale Angelo Aliquò - se dovesse contestarmelo chi ne ha la competenza lo ritirerò, ma gli amministrativi dell'Irccs sono ridotti all’osso e formare del nuovo personale significherebbe bloccare un'intera macchina". A queste polemiche l'Orsa ha deciso di dare sfogo anche perché, per un provvedimento che ha viaggiato a tutto gas, ce n'e un altro rimasto al palo dal giugno del 2011. Quello che prevedeva "passaggi nell'ambito della stessa categoria, tra i profili diversi dello stesso livello".
Angelo Aliquò

La proroga finalizzata
Intanto sono 25 gli amministrativi (tra collaboratori e assistenti) a tempo determinato dell'Irccs a cui sono stati prolungati i contratti fino al 31 dicembre 2018 grazie a una "proroga finalizzata" che, tra i corridoi dell'Irrcs, ha fatto storcere piu di un naso. Ad assumersi la responsabilità del provvedimento dopo le dimissioni della Pulejo, è stato Aliquò che ha dato l'ok per la prosecuzione del rapporto di lavoro. "C'é una normativa piuttosto contraddittoria in merito e ho già provveduto a segnalarlo alla Corte dei Conti, da un lato si stoppano assunzioni e proroghe, dall'altro i dipendenti hanno maturato il diritto ad essere stabilizzati".

Ad avere incassato l'ok sono Caterina Giorgianni, Angelo Maccarone, Giuseppina Celi, Grazia Celi, Caterina La Rosa, Carla Milio, Domenico Morano, Carmelo Scognamiglio, Mauro Di Bella, Carmela la Fauci, Carmela Trimarchi, Antonio Marzo, Fabio Berbiglia, Luciana Sulfaro, Giuseppe Galletta, Agazia Giancotti, Flavia Lello, Tiziana Macaluso, Maria Sciarrone, Filippa Zimbaro, Paolo Farina, Silvana Pellegrino, Massimo Santoro e Filippo Napoli.

Costi contro posti letto 
Nel bilancio del 2013 (ultimo pubblicato sul sito del Centro Neurolesi) circa 8 milioni di euro sono stati spesi solo per i dipendenti del comparto sanitario, per i tecnici si sfiorava il milione e mezzo, mentre per gli amministrativi poco più di un milione di euro. Allora, i dipendenti stipendiati dal Neurolesi erano in totale 265, mentre adesso sono poco meno di 300. Di recente i vertici dell'Irccs sono però stati costretti a recarsi a Palermo perché, per ripianare i costi derivanti dagli ultimi contratti siglati per gli operatori Osa, in assenza di una rinegoziazione dei fondi, precedente all'assunzione, si è registrato un passivo di circa 150 mila euro dai fondi contrattuali del comparto e la previsione di una passività di circa 175 mila euro entro la fine dell'anno.

"Siamo in linea con parametri regionali - spiega Aliquò - e ci stiamo preparando a quella che speriamo sia un'imminente approvazione alla Regione delle piante organiche che prevede per il Centro un aumento a 155 posti letto, rispetto ai 90 attuali. Un treno da non perdere che però non può prescindere dal recupero di strutture, come il Piemonte, dove accogliere i pazienti. "Salvandosi" con la promessa di "salvare". [fonte]
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